Come il giorno e la notte **Romanzo in progress**9*

Come il giorno e la notte – parte 9 –

Il giorno e la notte.

André sospirò. Poi poggiò una mano sul ginocchio di Vin.

“E tu sei venuto fin qui perché vuoi essere suo amico, è così?”

Vin annuì. Lo innervosiva che l’uomo sapesse tutte quelle cose, come se gli leggesse nel pensiero, e non solo. Lo innervosiva anche la sua mano sempre più stretta sul suo ginocchio.

“Ma non ci sta cercando nessuno.” Precisò il ragazzo, ricordandosi che quello era un punto importante.

“Mi fido di te, Vin.” Mormorò l’uomo. E gli lasciò il ginocchio, mentre Tom rientrava nella stanza.

***

“Tom, domani porti anche Vin con te.” disse André, appena il ragazzo raggiunse il tavolo. Tom tentò subito di protestare ma l’uomo non  gli consentì di parlare.

“Così impara qualcosa anche lui. Poi è sempre meglio essere in due, no?”

“Ma quanti sono questi qui?” chiese Tom, visibilmente seccato. Andando a sedersi nuovamente sul divano, prese il suo dolce dal vassoio e iniziò a mangiare con un cucchiaino.

“Saranno in quattro… Beh, se per caso sono di più te ne vai, d’accordo? In ogni caso, Marzi ti porterà tutto quanto domani prima di partire. Anche il foglio per guidare.”

“E se mi fermano?”

“Tu cerca di non farti fermare.”

André si diresse verso la libreria in cerca dei libri da mostrare a Vin. Prese Il ritratto di Dorian Gray e si rivolse al ragazzo.

“Ecco, per questo è ancora presto forse, ma è una storia incredibile. Un ragazzo bellissimo che in un certo senso… vende la sua anima al diavolo. Che ne dici, Tom, tu venderesti la tua anima al diavolo?”

Tom era troppo occupato a mangiare il suo dolce per seguire il discorso. Gli rispose mostrandosi annoiato dalla domanda.

“Non lo so. In caso vengo a chiederti consigli.”

“Sei sempre il benvenuto. Dovresti pensarci, visto che tra non molto diventi maggiorenne. ”

Da una lunga fila di libri, André prese la Ballata del carcere di Reading e lo portò fino al tavolo dove era seduto Vin.

“Io dico che Tom potrebbe fare l’attore. Tu che ne pensi, Vin? Ha la capacità di girare intorno alle cose fino a farti perdere la pazienza.”

“Non sono io quello che gira intorno.” Disse Tom,  e quella frase in quel momento ebbe l’effetto di una freccia che andava a conficcarsi esattamente al centro della stanza. Ma André non si fece intimorire.

“Ah beh, è che a volte è difficile prendere bene la mira quando il bersaglio è troppo mobile.”

L’ingresso di Rosa interruppe la conversazione. La donna versò il caffè nelle tazzine. Quando si avvicinò a Tom, il ragazzo le fece i complimenti per il dolce, ma sottovoce perché sapeva che André la riprendeva quando chiacchierava troppo – quindi praticamente sempre. André la fermò mentre si dirigeva verso la porta,  spingendo il carrello da riportare in cucina.

“Rosa, domani andrai al casolare per aggiungere un letto per Vin. Poi ti spiego meglio. Visto che ci sei fai anche un po’ di pulizia.”

“Va bene.” Disse la donna.

“Sì però Rosa… senza buttare i plettri della chitarra come l’altra volta.” Intervenne Tom.

“Ma se tu li lasci in mezzo alle lenzuola…non li avevo mica visti.”

“E non trovavo più nemmeno i coltelli. Almeno i cassetti lasciali stare, io ho un mio disordine preciso.”

“E va bene, Tom. Ringrazia che ti adoro, altrimenti ti manderei a quel paese.” Concluse la donna, uscendo col carrello.

André andò a sedersi sul divano accanto a Tom. Si accese una sigaretta e poggiò un braccio sulla spalliera, rivolto verso il ragazzo.

“Se non sbaglio c’è una brandina nel seminterrato. La sistemeremo lì.”

“In che senso? Non può stare con Fausto e Taco?” protestò Tom.

“No. Dorme con te.”

Senza farsi notare da Tom, André fece l’occhiolino a Vin, che nel frattempo sfogliava il libro sul tavolo, ma solo per fingere di non ascoltarli.

“Ma quella è la mia stanza…eravamo d’accordo.”

“Sì ma ho cambiato idea. Non puoi stare sempre da solo. Lo so che vuoi fare il duro, ma a un certo punto devi uscire dal personaggio.”

“Non è un personaggio.” Protestò il ragazzo. Ma aveva già capito di aver perso la battaglia.

“Mi dispiace per il tuo disappunto, ma è così.”

“Non mi disappunto, figurati.”

“Allora se non ti disappunti – come dici tu – non protestare. Così magari la smetti di portare in casa ragazze strafatte.”

“Solo una volta.” Si difese Tom. “Tanto lo so che te l’ha detto Fausto.”

“Ma perché non la smettete di litigare tu e Fausto?”

All’improvviso Tom si alzò e prese il suo giubbotto, gettando un’occhiata a Vin.

“Andiamocene.” Disse coprendosi gli occhi con gli occhiali da sole, consapevole di compiere un gesto poco educato.

“Quanta fretta.” Disse André.

“Dobbiamo andare da Nina a prendere le cose di Vin.”

Anche Vin indossò il giubbotto e la sciarpa e prese il libro in mano, pronto a seguire Tom. André si alzò per accompagnarli.

“Ah salutami Nina.” Disse l’uomo mentre attraversavano il corridoio. “Non consumarla troppo eh, che poi non rimane niente per gli altri.”

Tom rallentò il passo e lo guardò con aria di sfida.

“Quali altri?”

“Lo sai, Tom. Quella ragazza non è alla tua altezza. Non ti merita più di quanto Sibyl Vane meritasse Dorian.”

“Non so di chi stai parlando.”

Tom aprì da solo la porta principale e uscì dalla casa con Vin.

“Tornate a trovarmi presto eh.” raccomando André dalla porta.

“Certo.” Disse Tom, mostrandogli il dito medio quando era già nel giardino.

Per tutta risposta, André sorrise come se il ragazzo gli avesse mandato un bacio da lontano. Li seguì con lo sguardo finché non svoltarono nel vialetto che portava al cancello.

***

PP

Quanto invidiava l’intesa tra loro. Gli sguardi che si erano scambiati, pensando che lui non li notasse. La devozione di Vin nell’eseguire le istruzioni dell’amico più grande. Erano belli insieme, perché ognuno dava qualcosa all’altro, quasi completandosi a vicenda, seppur certamente distanti e così diversi. Tanto timido l’uno quanto sfacciato l’altro. Simili a un sole che illumina e a un astro nascente. Differenti, come il giorno e la notte. Ma non avresti potuto dire chi dei due fosse giorno e chi notte. Perché in ognuno luce e buio coesistevano in splendida contrastante armonia.

Ma in particolare lo colpiva Tom, la strafottenza dei suoi diciassette anni che a volte sembravano molti di più. Per l’acuta intelligenza e le esperienze di vita. E la sua bellezza fuori dal comune, da fargli immaginare che persino i muri avessero occhi per guardarlo quando passava. Gli ricordava il selvaggio Heathcliff nella brughiera, in grado di trasformarsi in pochi minuti in un dolce Romeo. Così tragicamente teatrale. Sapeva essere duro, cattivo forse, al limite della crudeltà. Se solo l’avesse conosciuto prima, l’avrebbe senz’altro portato sulle scene. Sarebbe stato bravo quanto Paul, forse di più. Da Paul era cominciato tutto, quell’ossessione che non lasciava scampo.

Turbato da quei pensieri, André era andato a sedersi nello studio. Aveva aperto il cassetto dove teneva l’unica foto di Paul, durante le prove dello spettacolo a Berlino. E aveva richiuso il cassetto con uno scatto nervoso, come faceva sempre quando gli veniva la tentazione di guardare quella foto.

Tutto lo tormentava. Lo tormentava il candore dei corpi. I denti bianchi sfiorati dalla lingua. Le dita che spostavano i capelli. E gli occhi a cui avrebbe voluto dire “guardami”.

***

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Ritratto del personaggio TOM E ANDRE’ gentilmente realizzato da Agnese Perra.

Informazioni su beatrix72

Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Nata a Cagliari, dopo gli studi si trasferisce a Roma per iniziare il suo percorso di “ricerca interiore”. Qui approda a varie esperienze, frequentando gruppi di pratica Sciamanica e di Neo-paganesimo. Fino all’incontro con il Reiki, che apre le porte al suo futuro come insegnante e formatrice in percorsi olistici. Frequentando i corsi presso l’Università Popolare Olistica Natural-Mente di Roma (diretta dalla Trainer e Master Reiki Lucia Panniglia), acquisisce il titolo di Master Reiki e inizia ad insegnare la disciplina. Tiene inoltre gruppi di meditazione e di serate esperienziali volte alla conoscenza del sé per un percorso di consapevolezza e di guarigione. Nel contempo, inizia il suo percorso con un nuovo tipo di guarigione, il Quantum Healing – o Guarigione Quantica – basato sulle scoperte di studiosi russi (come Grabovoi e Petrov). Dopo il corso suddiviso in tre livelli, arricchita dalle varie esperienze acquisite, diventa Trainer in Quantum Healing. L’interesse dalla Sardegna rispetto questa nuova guarigione è forte, tanto da convincerla – insieme ad altri fattori – a tornare nella sua terra per proseguire il suo percorso di ricerca e insegnamento. Il suo percorso comprende: Master Reiki metodo Usui Trainer in Quantum Healing Percorsi di neo-paganesimo e sciamanesimo Lettura dei Registri Akashici Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com
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