Ballata del Carcere di Reading*Oscar Wilde*1896

In occasione della Giornata della Poesia – che per me è comunque tutti i giorni…

La Ballata del Carcere di Reading del poeta, commediografo, autore, Oscar Wilde che ci ha lasciato tra le opere più belle e indimenticabili della letteratura. 

(solo la prima parte, nella traduzione di Clemente Fusero del 1962)

 

Wilde 1

 

Più non portava la scarlatta tunica,

    Poiché il sangue ed il vino erano rossi,

E sangue e vino aveva sulle mani

    Allorché fu sorpreso, con la morta,

Quella povera morta che egli amava

    E uccise nel suo letto.

Camminava frammezzo agli imputati

    In un frusto e meschino abito grigio;

Aveva in capo un berretto da cricket

    E i suoi passi parevan lievi e gai:

Ma io non vidi uomo guardar mai

    Così intensamente la luce.

Uomo non vidi che guardasse mai

    Con sì intensa pupilla

La breve tenda azzurra

     Che i prigionieri chiamano cielo

E la nuvola errante che passava

    Con argentee vele.

   Camminavo con altre anime in pena

    In un altro cerchio,

Pensando se la colpa di quell’uomo

    Fosse grave o leggera,

Quando mi sussurrò dietro una voce:

    “Colui sarà impiccato”.

Ah, Cristo Iddio! Le mura del carcere

    Parvero barcollare bruscamente

E sul mio capo il cielo diventò

    Come un casco d’acciaio incandescente;

Anima in pena pur essendo io stesso,

    Non potei la mia pena sentir più.

Sol seppi quale incalzato pensiero

    Gli accelerasse il passo e perché mai

Egli guardasse il fulgore del giorno

    Con sì intensa pupilla:

Quell’uomo aveva ucciso ciò che amava,

E quindi doveva morire.

Eppure ognuno uccide ciò che ama,

    Lo intendano tutti:

Lo fanno alcuni con un bieco sguardo

    Ed altri con parole carezzevoli,

Il vile con un bacio,

    Il prode con la spada!

Alcuni uccidono il loro amore quando sono giovani,

    Altri quando sono vecchi;

Alcuni strozzano con le mani della Lussuria,

    Altri con le mani dell’Oro:

I migliori si servon d’una lama,

    Perché così i morti più presto diventano freddi.

Troppo poco si ama, o troppo a lungo;

    C’è chi vende l’amore e chi lo compra,

Chi commette il delitto lacrimando

    E chi senza un sospiro:

Poiché ogni uomo uccide ciò che ama,

     Ma non per questo ogni uomo muore.

Non muore d’una morte obbrobriosa

    In un giorno d’infamia tenebrosa,

Non ha un nodo scorsoio intorno al collo

    Ed un panno sul viso,

Né ritto sprofonda traverso l’assito

    In uno spazio vuoto.

Non siede vigilato giorno e notte

   Da uomini silenti

Che lo spiano quando tenta di piangere

   E quando tenta di pregare,

Che lo spiano per tema che sottragga

   Al carcere la sua preda.

Non vede, svegliandosi all’alba,

   Terrificanti figure affollare la sua cella;

Il tremante cappellano in veste bianca,

   Lo sceriffo cupo e severo,

Il governatore tutto in nero,

   Gialla faccia da giorno del Giudizio.

Non si leva con fretta miseranda

   Per indossare i panni del condannato,

Mentre un medico dalla bocca volgare lo guata

   E prende nota d’ogni suo sussulto,

Palpeggiando un orologio in cui i battiti lievi

   Son come orrendi colpi di martello.

Non conosce la sete disgustosa

   Ch’empie di sabbia le fauci,

Prima che il boia con i suoi guanti da giardiniere

   S’insinui dalla porta imbottita

E con tre cinghie di cuoio lo leghi

   Sì che le sue fauci non abbiano sete mai più.

Non reclina la testa ad ascoltare

   La lettura dell’Ufficio dei Morti

Né, mentre il terrore dell’anima

   L’assicura che non è morto ancora,

Sfiora la propria bara inoltrandosi

   Dentro lo spaventoso capannone.

Non fissa i vuoti spazi

   Traverso un piccolo tetto di vetro:

Non prega con labbra di creta

   Perché passi la sua agonia;

Né sente sulla guancia fremente

   Il bacio di Caifa.

 

 

Informazioni su beatrix72

Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Nata a Cagliari, dopo gli studi si trasferisce a Roma per iniziare il suo percorso di “ricerca interiore”. Qui approda a varie esperienze, frequentando gruppi di pratica Sciamanica e di Neo-paganesimo. Fino all’incontro con il Reiki, che apre le porte al suo futuro come insegnante e formatrice in percorsi olistici. Frequentando i corsi presso l’Università Popolare Olistica Natural-Mente di Roma (diretta dalla Trainer e Master Reiki Lucia Panniglia), acquisisce il titolo di Master Reiki e inizia ad insegnare la disciplina. Tiene inoltre gruppi di meditazione e di serate esperienziali volte alla conoscenza del sé per un percorso di consapevolezza e di guarigione. Nel contempo, inizia il suo percorso con un nuovo tipo di guarigione, il Quantum Healing – o Guarigione Quantica – basato sulle scoperte di studiosi russi (come Grabovoi e Petrov). Dopo il corso suddiviso in tre livelli, arricchita dalle varie esperienze acquisite, diventa Trainer in Quantum Healing. L’interesse dalla Sardegna rispetto questa nuova guarigione è forte, tanto da convincerla – insieme ad altri fattori – a tornare nella sua terra per proseguire il suo percorso di ricerca e insegnamento. Il suo percorso comprende: Master Reiki metodo Usui Trainer in Quantum Healing Percorsi di neo-paganesimo e sciamanesimo Lettura dei Registri Akashici Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com
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