Come il giorno e la notte **Romanzo in progress**10*

Come il giorno e la notte – parte 10 –

Il cavaliere.

(Episodio precedente)

https://dallastellaallaterra.com/2018/03/16/come-il-giorno-e-la-notte-romanzo-in-progress9/

 

Nina ok

 

Mentre si avvicinavano alla roulotte, Tom fece un lungo fischio per avvisare del suo arrivo. Un fischio simile a quello della notte prima, quando aveva chiamato Nina al Casolare. Dato il segnale, bussò comunque alla piccola finestra, scrutando dai vetri coperti dalle tendine azzurre.

“Di solito c’è a quest’ora”, disse.

Provò ad aprire la porta ma era chiusa a chiave, quindi bussò chiamando Nina. Finché dall’interno della roulotte si udì la debole voce della ragazza che gli diceva di entrare. A quel punto Tom prese la piccola lanterna appesa vicino a una delle finestre e sfilò una piccola chiave dall’interno, per poi aprire la porta della roulotte. Spense la sigaretta che aveva appena finito di fumare e gettò la cicca prima di entrare.

Vin lo seguì e poi richiuse la porta. La stanza era in penombra e come si aspettavano, trovarono Nina rannicchiata nel letto avvolta dalle coperte. Spuntavano soltanto i lunghi capelli in disordine e parte del viso. Guardò i ragazzi con occhi assonnati, segnati dai residui di trucco.

“Dormi ancora?” le chiese Tom con tono canzonatorio. “Hai bevuto troppo, eh?”

“No…” protestò lei, facendo non poco sforzo per riuscire a parlare. “Ho la febbre.”

“Ah. Siamo venuti a prendere le cose di Vin.”

Tom poggiò le chiavi da una parte e poi si mise a bighellonare curiosando fra gli oggetti del comodino di Nina. La ragazza si sollevò un poco, poggiando la schiena sul cuscino e cercando di sistemarsi i capelli spettinati. Si rivolse a Vin, che intanto era andato a recuperare il suo zaino.

“Te ne vai, Vin? Vai a stare con questi delinquenti?”

“Non ti offendi, vero Nina?”

“Sì che mi offendo” rispose la ragazza, e per rimarcare gettò la testa sul cuscino, sbuffando.

Vin continuò a raccogliere le sue cose, sistemò bene il taccuino e il libro del Vecchio marinaio. Prese i suoi vestiti che nel frattempo erano asciugati.

“Verrò a trovarti, promesso. Non siamo lontani.”

Tom aveva afferrato un pennello per il trucco e giocava a passarlo su tutti gli oggetti e infine spolverò il naso di Vin semplicemente per disturbarlo. Per tutta risposta, Vin prese un rossetto e tracciò una striscia rossa sulla guancia di Tom. La battaglia sarebbe durata a lungo se Nina non li avesse interrotti rimproverandoli.

Mentre finiva di chiudere lo zaino, Vin notò da una parte la barchetta che aveva costruito il giorno prima.

“Guarda Nina, ti lascio questa per farmi perdonare, okay?” disse posandola sul comodino vicino al letto.

Nina accettò il regalo. Vin si avvicinò per salutarla e darle un bacio sulla guancia ma prendendolo alla sprovvista lei lo baciò sulla labbra. Vin si scostò con leggero imbarazzo, ancor di più perché Tom aveva sorriso accorgendosi della cosa.

“Allora noi andiamo” disse Vin avviandosi verso la porta.

“No,” disse Tom “tu vai, che io devo parlare con Nina. Ti raggiungo dopo.”

Tom aprì la porta facendogli cenno di uscire in fretta e poi richiuse appena Vin fu fuori.

Vin si stava ormai rendendo conto che stargli dietro era un’impresa: “aspettami là” e spariva, “rimani qua” e se ne andava, “andiamo” e partiva. Sembrava che gli piacesse solo dare ordini.

Andando in direzione del casolare, seguendo la fila di alberi lungo il fiume, vide alcuni ragazzini che giocavano con degli skateboard. Uno era molto bravo e saltava su una sorta di trampolino costruito con una tavola di legno. Una bambina più piccola gli andava dietro sui pattini a rotelle. Un cagnolino inseguiva tutti e due abbaiando, fino a che vide Vin che si avvicinava e rivolse a lui le sue attenzioni, andandogli incontro. Vin si mise a giocare col cane e con quella scusa scambiò due chiacchiere con i ragazzini. Gli dissero che abitavano in una di quelle roulotte – gliene indicarono una in fondo, colorata – e che il cane era di tutti quelli delle roulotte e si chiamava Bullo.

Quando Vin si avviò verso il casolare, il cane lo seguì per buona parte della strada, tanto che dovette più volte fargli cenno di tornare indietro. Non voleva che poi quelli delle roulotte lo andassero a cercare fino al casolare. A un certo punto Bullo si fermò attratto da un uccellino vicino a un albero, e Vin riuscì a voltare l’angolo senza essere visto.

***

Tom era andato a sedersi sul bordo del letto e stuzzicava Nina con il pennello per il trucco, finché la ragazza riuscì a toglierglielo dalle mani.

“Lasciami dormire, Tom.”

“La damigella non ha perdonato il cavaliere?” chiese Tom sottovoce. E si accostò di più sul letto, buttando le scarpe per terra.

“Tu non sei un cavaliere, sei il buffone di corte.”

“Ah, allora ti faccio ridere.”

“No. Puoi tornartene al tuo cavallo perché tanto oggi è tutto chiuso.” Affermò perentoria, e nascose la faccia nel cuscino.

“Il castello è in sciopero?”

“Pausa mensile.” Rispose lei da sotto il cuscino.

“Che peccato. Allora ti meriti tante cuscinate.”

Così dicendo Tom prese il cuscino per gioco scoprendole il viso; fu in quel momento che scostandole i capelli, si accorse che aveva un livido sulla fronte, di lato, vicino all’attaccatura dei capelli. E gli occhi di Nina avevano iniziato a lacrimare.

“Ho visto Cesare ieri.” Disse, prima che Tom facesse domande.

Il ragazzo sospirò e si mise seduto sistemandosi il cuscino dietro la testa. Sapeva che quel nome non era mai preludio di buone notizie.

“L’ho trovato fuori dal locale. Sempre per la storia dei soldi della casa.” Continuò lei. Tom cercava di trattenere la rabbia.

“Beh, è lui che ti ha mandato via, o no? Eppure lo sa che vivi in una roulotte.”

“Sì. E sai cosa mi ha detto? Che sono stata io a voler abortire…”

“Che stronzo. Se lo vedo lo picchio, ti avviso.”

“No che ti rovina la faccia.”

“Non me ne importa.”

“A me sì però.”

Nina si voltò verso di lui e con un dito gli accarezzò il naso e le labbra. Tom si calmò e contraccambiò facendo lo stesso sul suo viso.

“Non ci pensare, piccola Nina.”

Lei finalmente riuscì a sorridere.

“Mi fa ridere che mi chiami piccola, anche se sono più grande di te.”

“Hai ragione. Non ci pensare, vecchia Nina.”

La ragazza finse di offendersi e alzò le mani come per colpirlo, ma la lotta fu solo una scusa per finire abbracciati. Tra le risate, sentirono un rumore fuori dalla roulotte, qualche oggetto che cadeva.

“Cos’era?” chiese Nina fermandosi.

“Non lo so. Sarà stato Vin..” rispose Tom e la guardò malizioso. “Magari ti sta spiando.”

“O magari sta spiando te.” Suggerì lei.

Tom la pizzicò sui fianchi per infliggerle una punizione e lei ridendo non riuscì più a parlare. Poi si fermarono riprendendo fiato e lui lasciò andare la testa sul suo petto, chiudendo gli occhi.

“Tom.” disse lei, accarezzandogli i capelli. “Non trattarlo male. È solo un ragazzino.”

“Mh.” Fu la risposta di Tom mentre la stringeva più forte.

***

 

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Immagine: Jacqueline Bisset (as Nina)

Trama e personaggi – episodi precedenti:

https://dallastellaallaterra.com/come-il-giorno-e-la-notte/

 

Informazioni su beatrix72

Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Nata a Cagliari, dopo gli studi si trasferisce a Roma per iniziare il suo percorso di “ricerca interiore”. Qui approda a varie esperienze, frequentando gruppi di pratica Sciamanica e di Neo-paganesimo. Fino all’incontro con il Reiki, che apre le porte al suo futuro come insegnante e formatrice in percorsi olistici. Frequentando i corsi presso l’Università Popolare Olistica Natural-Mente di Roma (diretta dalla Trainer e Master Reiki Lucia Panniglia), acquisisce il titolo di Master Reiki e inizia ad insegnare la disciplina. Tiene inoltre gruppi di meditazione e di serate esperienziali volte alla conoscenza del sé per un percorso di consapevolezza e di guarigione. Nel contempo, inizia il suo percorso con un nuovo tipo di guarigione, il Quantum Healing – o Guarigione Quantica – basato sulle scoperte di studiosi russi (come Grabovoi e Petrov). Dopo il corso suddiviso in tre livelli, arricchita dalle varie esperienze acquisite, diventa Trainer in Quantum Healing. L’interesse dalla Sardegna rispetto questa nuova guarigione è forte, tanto da convincerla – insieme ad altri fattori – a tornare nella sua terra per proseguire il suo percorso di ricerca e insegnamento. Il suo percorso comprende: Master Reiki metodo Usui Trainer in Quantum Healing Percorsi di neo-paganesimo e sciamanesimo Lettura dei Registri Akashici Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com
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