Come il giorno e la notte **Romanzo in progress**12*

Come il giorno e la notte – parte 12 –

L’albergo sul mare

(Trama e personaggi – episodi precedenti:
https://dallastellaallaterra.com/come-il-giorno-e-la-notte/ )

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Camminarono riprendendo la strada del lungomare da dove erano arrivati, vedendo una serie di insegne di vari locali ancora chiusi in quella stagione. Il vento si era calmato dopo aver liberato il cielo dalle nuvole, e il rumore delle onde che proveniva dal mare era più rilassante a quell’ora della sera, quando non era né giorno né notte. Procedevano un po’ distanti, come due che vogliono fingere di non conoscersi. Vin iniziava a guardare le stelle man mano che spuntavano mentre si faceva buio; Tom pensieroso con le mani in tasca, rifletteva su come procurarsi i soldi per André.

Quando i lampioni iniziarono ad accendersi al loro passaggio, intravidero le insegne di un albergo da cui giungeva della musica. Rallentarono, e dalle vetrate che davano sulla strada videro la reception e parte del ristorante dove alcune persone stavano cenando. Tra la reception e i tavolini c’era un bancone da bar dove un ragazzo in divisa trafficava preparando dei caffè. Tom si avviò verso la porta.

“Proviamo a chiedere qui.”

Entrarono nella hall. Al banco della reception non c’era nessuno, così Tom si diresse verso il bar, mentre il ragazzo in divisa si spostava per portare i caffè ai tavoli. Vin andò a sedersi in uno dei divanetti vicino alla reception. Da lì vedevano l’intera sala del ristorante, con una cinquantina di tavoli di cui era occupata circa la metà. In fondo c’era un piccolo palco, era da lì che proveniva la musica che avevano sentito dalla strada. Suonava un piccolo gruppo di due musicisti e una cantante, che aveva appena iniziato a intonare una nuova canzone:

“Questa di Marinella è la storia vera…che scivolò nel fiume a primavera…e il vento che la vide così bella…dal fiume la portò sopra una stella…”

Tom si accomodò su uno degli sgabelli del bar ad ascoltare. Gli piaceva molto osservare gli strumenti, in particolare la chitarra. Ed era molto catturato dalla cantante e dalla sua voce, anche se non conosceva quella canzone. Era una donna appariscente, indossava un bell’abito con degli strass e stivali con il tacco alto; i capelli biondi erano tutti tirati all’indietro con la lacca e il viso molto truccato. Sia lui che Vin restarono come estasiati ad ascoltare la canzone. A Vin venne anche da piangere ma non lo diede a vedere. Quando la canzone finì, la cantante annunciò una breve pausa e i musicisti posarono gli strumenti.

Nel frattempo il ragazzo del bar era tornato, e Tom gli aveva chiesto subito il ghiaccio.

“Siamo di passaggio…il mio amico si è fatto male.” Spiegò, vedendolo indeciso.

Il ragazzo, sembrava avere circa vent’anni, aveva gettato uno sguardo verso Vin che era rimasto seduto sul divano e si premeva la mano sull’occhio dolorante. Disse che avrebbe controllato e scomparve da una porticina che dava sul retro.

Intanto la cantante dal palco si era avvicinata al bar, andando a sedersi su uno sgabello a poca distanza da Tom, sospirando per la stanchezza. Fu inevitabile scambiarsi uno sguardo dato che in quel momento non c’era nessun altro. Da vicino, Tom notò che doveva essere una donna matura, ma l’età in quel momento non aveva importanza; la trovava comunque molto bella, sia per le gambe slanciate che per gli occhi verdi. Notò la pelle chiara come porcellana, illuminata dal trucco sul viso. Entrambi abbozzarono un sorriso.

“Bella la canzone.” Disse Tom.

“Grazie.” Sorrise lei.

In quel momento apparve di nuovo il ragazzo del bar con in mano una bottiglia d’acqua.

“Ecco,” disse porgendola a Tom “questa è la cosa più ghiacciata che ho trovato.”

Tom prese la bottiglia e notò la piccola targhetta con il nome sulla giacca del ragazzo.

“Grazie, Massimo. Però visto che c’eri potevi portarmi una birra, invece dell’acqua.”

Con la coda dell’occhio, Tom vide che la cantante aveva sorriso divertita, per poi rivolgersi al ragazzo.

“Max, fammi un bel cocktail dei tuoi. E poi una birra per questo ragazzo.”

“Va bene, signorina Lory.”

Tom si avvicinò a Vin per dargli la bottiglia; soltanto adagiandola sul punto dolorante provò molto sollievo. Rimase a rilassarsi sul divano, sentendo sprazzi della conversazione al bar.

Tornato al bancone, Tom trovò un bicchiere di birra per lui. Si sedette sullo sgabello vicino alla donna, mentre Max finiva di prepararle il cocktail, per poi spostarsi quando squillò il telefono della reception.

“Grazie… ma non si doveva disturbare.” Disse Tom.

“Nessun disturbo…Stai qui in albergo?”

“No, siamo solo di passaggio.”

“Cosa gli è successo?” chiese la donna, voltandosi un attimo in direzione di Vin.

“Dei tizi hanno cercato di picchiarlo e…” rispose Tom dopo averci pensato un attimo. “Purtroppo ci hanno rubato anche i portafogli.”

“Accidenti. Questa non mi sembra una bella zona in effetti.”

“Già. Solo che…non parte la macchina e quindi…fino a domani…”

“Come fate fino a domani?”

“Beh…dormiremo in macchina. E domani cerchiamo un meccanico. Ci arrangiamo.”

Tom distolse lo sguardo e bevve alcuni sorsi di birra. La donna si era fatta pensierosa, quasi preoccupata.

“Non mi sembra il caso. Non avete nessuno da chiamare?”

“No, nessuno…sono tutti fuori città per il fine settimana.”

“Allora restate qui in albergo, no?”

“No, no, no, non ce lo possiamo permettere…e poi, davvero, non si preoccupi per noi, ce la caviamo.”

“No, non se ne parla. Non posso lasciarvi dormire così in giro, mi sentirei in colpa. Ci penso io.”

A quel punto la donna era così determinata che Tom non poté più avanzare finte proteste. Come sempre stava ottenendo ciò che aveva in mente, persino più di quanto potesse prevedere. Sapeva bene che se l’avesse implorata di pagargli una stanza, non avrebbe ottenuto lo stesso effetto.

Facendogli cenno di aspettare, la donna si spostò quindi alla reception per parlare con Max della stanza. Il ragazzo dell’albergo si mostrò indeciso per il fatto che i due imprevisti ospiti non avevano i documenti, ma Lory gli spiegò che gli avevano rubato tutto e che garantiva lei per loro. Allora Max le raccomandò che lasciassero la stanza prima delle 7, ora in cui arrivava il collega dopo il suo turno di notte.

Lory si avvicinò a Tom porgendogli le chiavi della stanza.

“Queste sono le chiavi. Gli ho chiesto di portarvi anche qualcosa da mangiare, va bene?”

“Okay.” Tom prese le chiavi e in quel passaggio le loro dita si sfiorarono non casualmente. Anche gli occhi si incontrarono di nuovo.

“Senti…” disse lei.

“Tom.” suggerì lui, dato che lei stava cercando un nome da dire.

“Tom.” ripeté la donna, e abbassò la voce. “Visto che ti servono soldi, immagino…Ecco, su in camera mia devo avere dei contanti…Se vuoi passare…più tardi.”

“In camera sua?”

“Sì, la mia stanza è proprio attaccata alla vostra…abbiamo il balcone in comune”

“Capito.”

“Salirò verso mezzanotte…Se ti va, ovviamente…Beh, pensaci.”

“Ci penso.” sussurrò Tom, anche se aveva già deciso.

Lory si voltò e velocemente tornò verso il palco, dove i musicisti stavano riprendendo a suonare in sua attesa. Tom la guardò mentre andava via, poi si avvicinò a Vin mostrandogli le chiavi con aria vittoriosa.

 

***

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Immagine da web.

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) progetti in corso come ad esempio il romanzo “Come il giorno e la notte” (in “Romanzo“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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