Come il giorno e la notte **Romanzo in progress**17*

Come il giorno e la notte – parte 17 –

Il drago

(Trama e personaggi – episodi precedenti:
https://dallastellaallaterra.com/come-il-giorno-e-la-notte/ )

 

Tom1

 

 

Lentamente stava riprendendo conoscenza e percepiva voci e rumori confusi. Si ritrovò seduto per terra, vicino al lavandino. Sentiva la superficie fredda delle piastrelle contro la schiena, era impossibile provare a muoversi o ad alzarsi. Le braccia e le gambe erano come bloccate.

Respirò profondamente per calmarsi, mentre le mani continuavano a tremare. La nausea era ancora forte, ma almeno aveva smesso di sudare. La stanza e il bagno erano quasi in penombra, intuì che fuori doveva essere il tramonto. Dal piano di sopra finalmente sentì delle voci più distinte, e la porta che si chiudeva. I ragazzi erano appena rientrati.

“Dov’è Vin?” stava chiedendo Fausto.

“Prima era qui.” Disse Tom.

“Allora chiamalo che si raffredda.”

Dalle scale giunsero i passi e la voce di Tom che lo chiamava. Non aveva le forze per rispondergli. Tom corse subito in bagno, vedendo l’ombra di Vin dietro la porta.

“Cos’hai, Vin?”

Senza attendere risposte, aprì il rubinetto e con le mani a coppa prese più acqua fredda che poteva, gettandogliela sul viso e sulla testa. Poi gli bagnò anche i polsi. Mise un asciugamano sotto il rubinetto fino a inumidirlo, e si inginocchiò di fronte a lui, premendogli l’asciugamano in testa e sulla fronte. Vin sembrava farneticare e pronunciava solo il nome di Tom.

“Vin, calmati. Cos’hai?”

“Niente.” Rispose Vin. L’agitazione era diminuita, ma lo sguardo era ancora molto spaventato.

“Come niente? Stavi tremando…Quando succede così devi metterti sotto l’acqua fredda.”

“Non è niente… un attacco di panico…un attacco epilettico…credo.”

“Soffri di attacchi epilettici?”

“Epilessia temporale…poi non mi ricordo mai niente…”

“Sei un disastro, Vin…” sospirò Tom.

“È perché non ho preso la medicina…Ce l’ho nello zaino.”

“Vado a prendertela?” Tom si sollevò, ma Vin gli intimò subito di fermarsi, con lo sguardo di nuovo terrorizzato.

“No, non andare. Non puoi passare dalla porta…c’è il drago. Prima volevo uscire ma lui aveva bloccato tutto. L’hai visto anche tu?”

“No…non ho visto nessun drago…”

“L’hai mandato via tu, vero?”

A quel punto Tom si rese conto che contraddirlo non sarebbe servito a niente.

“Sì…sì, l’ho mandato via.”

“Lo immaginavo…ha capito che sei un vero cavaliere.”

“Sì, infatti…adesso prova ad alzarti, dai.”

Tom allungò le braccia e Vin si aggrappò per sollevarsi. Con grande sforzo riuscì a mettersi in piedi di fronte a lui, stringendo i denti per la fitta che tornava a dilaniare il torace. Sentì lo sguardo di Tom proprio sulla sua ferita; quella lunga cicatrice che non voleva mai mostrare a nessuno, ora lui la vedeva nuda e cruda con i suoi occhi. In altri frangenti questo l’avrebbe fatto vergognare, scappare o quantomeno tentare di dissimulare. In quel momento invece non provò vergogna, anzi ebbe come l’impressione di svelare a Tom una parte di sé quale segno del suo coraggio, della forza nel sopportare il dolore, ed ora più che mai lo voleva condividere con lui.

E mentre stringeva le sue braccia forti, erano talmente vicini che poteva osservare la linea delle vene sotto la pelle, finché il suo sguardo era caduto sui polsi di Tom, scoperti quando si era sollevato le maniche appena entrato in bagno, e in quel momento non indossava il suo orologio ma solo quei bracciali che apposta non toglieva mai per non esporre agli altri le sue cicatrici. Erano vecchi tagli profondi, in entrambi i polsi, che Tom si affrettò a nascondere abbassando nuovamente le maniche della camicia. Quello era un capitolo della sua vita che non voleva mostrare a nessuno.

Ognuno tentava di nascondere all’altro le proprie ferite, salvo rendersi subito conto che il tentativo era vano. Come un velo si era sollevato tra i due, rendendo i loro occhi specchi in cui si riflettevano le anime.

Allora Vin gli aveva rivolto uno sguardo colmo di preoccupazione, come se in quel momento avesse visto sgorgare il sangue fresco da quei tagli.

“È stato lui a farti questi?” gli domandò “Il drago?”

Tom era talmente spiazzato che non riuscì a fare altro che indietreggiare di un passo.

“Sì…ma sono guariti, vedi? Non mi fanno male.”

Si accorse che Vin era sul punto di scoppiare a piangere, come un bambino che ha appena visto qualcuno farsi male ed è incapace di aiutarlo. La sua mente fu attraversata da un flash di quando una moto aveva investito il suo cane, e lui aveva forse quattro anni, e guardava il suo cane come Vin ora guardava lui. La voce di Vin giunse come una supplica, ed era quasi la voce di quel bambino disperato.

“Non voglio tornare a casa.”

Tom abbassò lo sguardo. Sentiva la stretta di Vin sulle braccia e si chiedeva da dove togliesse fuori quella forza. Era la forza della disperazione, si rispose.

“Ti prometto che strappo quelle pagine e non scrivo più il tuo nome…Starò più attento, ma…Non mandarmi via.”

Restarono così, in attesa di una risposta che doveva arrivare ma che consideravano implicita. Fu la voce di Fausto che li chiamava dalle scale a riportarli alla realtà.

“Siete vivi laggiù?”

“Quasi.” fece Tom. La risposta riuscì a far sorridere Vin.

“Beh, noi siamo vivi e abbiamo fame.” Ribatté Fausto, allontanandosi dalle scale.

Si guardarono e nonostante tutto sorrisero.

“Vivi per miracolo.” disse Tom.

Ecco cosa avevano in comune. E non era poco.

Tom liberò le braccia dalla sua presa, Vin lo lasciò, ora si reggeva in piedi da solo.

“Andiamo”.

Quell’andiamo, quel plurale, equivaleva per Vin alla risposta che aspettava da lui: non ti mando via, resta qui, restiamo.

E la tenerezza nella voce, a volte faceva più male di qualsiasi altra cosa. Perché la rabbia te l’aspettavi da uno come Tom, ma la tenerezza, quella no.

Vin si asciugò la faccia e i capelli con un asciugamano, poi si infilò una maglietta a caso. Tom lo aspettò vicino alle scale.

***

 

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Ritratto gentilmente realizzato da Agnese Perra.

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) progetti in corso come ad esempio il romanzo “Come il giorno e la notte” (in “Romanzo“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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