Come il giorno e la notte **Romanzo in progress*31

Come il giorno e la notte – parte 31 –

Al più presto

(Trama e personaggi – episodi precedenti:
https://dallastellaallaterra.com/come-il-giorno-e-la-notte/ )

 

Nina ok

 

La sera seguente al bar fu difficile celare agli altri l’entusiasmo per il nuovo lavoro. Raccontò alcuni dettagli delle case – esagerando un po’, come faceva lui – ma senza fare mai nomi, cosa che gli era stata raccomandata. Gli amici lo avevano ascoltato interessati, ma il loro sguardo era cambiato quando Tom aveva accennato alla possibilità di iniziare un altro lavoro e magari spostarsi. L’errore principale era stato quello di parlarne proprio quando Nina era arrivata al loro tavolo per portare da bere. Così l’aveva dovuta raggiungere fuori nel retro del locale durante la sua pausa dal lavoro, per spiegarle che era solo un’ipotesi, che doveva capirlo se lui prima o poi sarebbe andato via da lì per una vita migliore.

“Non voglio più lavorare per André. Lo capisci?” concluse il ragazzo.

“Perché me lo dici, Tom?” rispose Nina, inquieta, bevendo il suo caffè seduta su una pila di cassette di legno. “Tanto non ci parliamo nemmeno più dal giorno della barca. Non usciamo mai nemmeno insieme.”

“Dovrei essere io quello arrabbiato.” Protestò lui.

“Lo so, Tom, quella notte noi…”

“Non lo voglio sapere.”

Restarono zitti. Lei si voltò a fissare la luce di un lampione e Tom le sfiorò con le dita il grembiule da lavoro che le arrivava poco sopra il ginocchio.

“Quand’è il tuo prossimo giorno libero?” le chiese, cambiando tono di voce.

“Tra una settimana ormai.”

“Usciamo insieme. Promesso.”

Nina si alzò per rientrare a lavorare. In quel momento Vin si scostò per non farsi vedere. Li aveva ascoltati nascosto per tutto il tempo, ma senza volerlo, perché era uscito anche lui per parlare con Nina, per consolarsi a vicenda.

Tornò al Casolare senza aspettare gli altri, pensando ancora una volta che avrebbe dovuto fare a meno di Tom. Si doveva abituare, sarebbe stato sempre così. Una volta sembravano amici, la volta dopo pensava soltanto a se stesso.

Con tristezza aveva aperto il suo quaderno con l’intenzione di disegnare, o scegliere una canzone da trascrivere. E così aveva visto il bigliettino dell’hotel del mare, che tempo prima aveva lasciato in mezzo alle pagine. Era passato del tempo, certo, ma magari quel ragazzo si ricordava di lui. Lui si ricordava tutto del ragazzo dell’albergo, e ogni tanto aveva anche pensato ai suoi occhi e alle sue parole.

Andò a letto deciso a chiamarlo il giorno dopo da una cabina telefonica. E si immaginò che Max sarebbe stato felice di sentirlo.

***

André era agitato. Non faceva che girare il cucchiaino nella tazza del tè, facendo innervosire anche Tom. Cercava di evitare lo sguardo del ragazzo, mentre gli consegnava un nuovo elenco di nomi da dietro la scrivania.

“Perché mi hai fatto venire? Non potevi darli a Marzi?” si lamentò Tom. Ormai non riusciva più a comunicare con l’uomo senza esprimere il suo disprezzo.

“Volevo solo parlarti di Silvia…Conosco quella donna, Tom. Pensi davvero che lei ti possa dare un buon lavoro?”

“Qualsiasi lavoro è meglio di questo. Noi facciamo morire la gente, ecco cosa facciamo.”

“Non è colpa nostra.”

“Certo che no. A te cosa te ne importa. Hai la tua villa, le tue macchine, ti scopi chi ti pare mettendo la droga nel bicchiere.”

“Questo no.”

“Questo sì, invece.” Tom gli rivolse uno sguardo di sfida. “Ce l’hai il coraggio di guadarmi in faccia?”

L’uomo sollevò impercettibilmente lo sguardo.

“E tu? Che coraggio hai?”

“Io vorrei soltanto il coraggio di ammazzarti. Ma non ce l’ho.”

André sorrise suo malgrado.

“Te lo ripeto, come attore drammatico saresti fantastico.”

“Non sarei bravo quanto te.”

L’uomo accusò il colpo e finì di bere il tè. Lasciò cadere il cucchiaino nel piatto.

“Peccato, perché io qui avrei proprio bisogno di un erede. Tutte queste cose…vorrei che andassero a qualcuno di molto fidato, capisci?”

“Non voglio essere il tuo erede.”

“Vorrei che andassero a qualcuno che amo.”

Tom si voltò per andarsene, contrariato dalle sue parole. André lo richiamò quando era già di spalle.

“Tom, ascolta, la tua ferita è anche la mia.”

Il ragazzo non volle più sentire. Uscì dalla stanza e attraversò velocemente il corridoio, prendendo subito una boccata d’aria appena uscì dalla casa. Al più presto, pensò, al più presto voglio andare via di qui.

Come per abitudine, André si era avvicinato alla finestra per guardarlo andar via. Stavolta sentiva di averlo perso. Si era sbagliato: aveva creduto di compiere un atto non di violenza ma d’amore, anzi un atto sacro, in qualche modo. Ora che Tom l’aveva guardato, aveva invece compreso che ferendo il suo corpo aveva per sempre condannato la sua anima, e se stesso. E nessun quadro dipinto da artista avrebbe mai restituito al ragazzo la bellezza dei suoi diciott’anni.

***

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Immagine: Jacqueline Bisset (as Nina)

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) progetti in corso come ad esempio il romanzo “Come il giorno e la notte” (in “Romanzo“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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