Come il giorno e la notte **Romanzo in progress*35

Come il giorno e la notte – parte 35 –

La scelta

(Trama e personaggi – episodi precedenti:
https://dallastellaallaterra.com/come-il-giorno-e-la-notte/ )

 

2018-03-13 20.00.18

 

“Allora cosa ne pensi del lavoro, Tom?” gli chiese la donna all’improvviso.

Aveva bevuto diversi bicchieri di vino dopo che il marito e gli altri erano usciti, ora parlava con voce leggermente stonata dall’alcool e il corpo si muoveva con meno rigidità di come Tom l’aveva vista fare fino a quel momento.

“Non saprei.” Rispose il ragazzo. Non voleva ancora sbilanciarsi.

“E di me? Cosa ne pensi?”

Lo guardava mettendolo in imbarazzo, tanto che Tom preferì non dire niente. Lei guardò il bicchiere.

“Secondo te sembro una moglie triste?”

“No. Non lo so…non ci conosciamo.” Voleva dire “non ti conosco”, ma gli sembrava troppo informale. Ed era ancora indeciso se darle del tu. Lei finì di bere dal bicchiere.

“Quanto tempo credi che ci voglia per conoscersi? A volte non basta una vita.”

Le uscì una risata forzata. A un tratto, decise di andare in bagno a rinfrescarsi, barcollando un pochino quando si alzò dalla sedia. Tom fece per aiutarla, ma lei riuscì a reggersi da sola. Andò ad aprire il cassetto dove come al solito aveva sistemato la bustina portata da Tom e la prese con sé. Il ragazzo le fece notare che per lui si era fatto tardi, e fu a quel punto che Silvia gli chiese di restare a farle compagnia, almeno finché non provava il contenuto della nuova bustina. Dal cassetto prese anche delle banconote, declamando:

“Ecco, Tom, questi sono per il tempo che ti sto facendo perdere. Ci mancherebbe Tom, voglio che li accetti.”

Silvia riusciva a mettere a malapena insieme le parole, così Tom non protestò, sapendo che sarebbe stato inutile, e semplicemente la aiutò a reggersi per salire le scale. Al piano di sopra c’erano le camere da letto e il bagno. Ormai la cameriera e gli altri che lavoravano nella casa si erano spostati da un’altra parte, e rimanevano soltanto loro due.

Nell’anticamera c’erano un piccolo divano e un tavolino, dove Silvia posò le banconote per poi dirigersi in bagno, promettendo che sarebbe tornata subito. L’occhio di Tom cadde su alcune foto, dove tra Silvia e il marito c’era spesso un giovane in divisa, che ricordava le scuole all’estero. Poi si guardò allo specchio appeso sopra il tavolino, e nonostante fosse vestito bene e con i capelli in ordine, qualcosa lo faceva sentire trasandato. Notò persino un’ombra di occhiaie che non aveva mai notato prima sotto i suoi occhi.

Trascorsi dieci minuti, cominciò a spazientirsi e a guardare l’orologio: sapeva che Marzi lo stava aspettando e oltretutto aveva appuntamento con Nina e rischiava di arrivare in ritardo. Guardò i soldi poggiati sul tavolino, era una bella somma. In cambio della sua compagnia, pensò.

Ancora una volta aveva la sensazione che qualcuno lo volesse comprare. André una volta aveva detto che il corpo è sacro, qualcosa che dobbiamo sempre rispettare. Certo, dette da lui erano parole strane, ma probabilmente l’aveva letto in qualche libro. Lui si rese conto che non solo non rispettava il suo corpo, ma tantomeno se stesso. Così l’unico risultato era che si faceva del male. E guardandosi di nuovo allo specchio, non vedeva un ragazzo di diciott’anni, ma quasi un estraneo, tanto da pensare che se fosse rimasto lì, così lontano dal suo mondo, non gli sarebbe restato altro che una grande tristezza. Che ne sarebbe stato, della struggente bellezza di quegli anni?

Andò deciso verso la porta del bagno e bussò, chiamando la padrona di casa.

“Silvia! Silvia? Scusami, ma devo proprio andare.”

Dal bagno non giungeva nessuna risposta, nemmeno un piccolo rumore che gli potesse dare un segno della presenza della donna. Un silenzio assoluto che non faceva che aumentare la sua agitazione. La chiamò ancora, e poi senza pensarci aprì con forza la porta, ritrovandosi bruscamente nella stanza.

Silvia era stesa sul pavimento di piastrelle bianche, con i capelli in disordine e il vestito scomposto. Aveva gli occhi aperti – e quella fu la cosa che lo colpì di più – erano aperti ma lo sguardo era vuoto, fisso verso il soffitto, e dalla bocca e dal naso Tom vedeva uscire sangue o schiuma, o un misto di tutto questo. Le toccò solamente il braccio e lei non ebbe alcuna reazione; non volle restare lì un minuto di più, e farneticando parole tra sé, corse ad afferrare il telefono che aveva visto all’ingresso. Cercò il numero del cercapersone nel foglietto spiegazzato in tasca e subito fece diversi squilli a Marzi, all’infinito, finché non udì il motore dell’auto avvicinarsi nel cortile.

***

(testo di proprietà dell’autrice Francesca Enrew Erriu)

Immagine: Silvana Mangano (as Silvia)

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) progetti in corso come ad esempio il romanzo “Come il giorno e la notte” (in “Romanzo“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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