Oggi diamo il benvenuto a Demetrio Salvi, ringraziandolo per aver accettato l’invito del blog Dalla Stella alla Terra. Napoletano, classe 1961, insegna sceneggiatura in tutta Italia e racconta storie utilizzando il cinema, la televisione e naturalmente la carta stampata. Ho avuto il piacere e l’onore di essere sua allieva durante un corso di sceneggiatura a Roma e di essere ricontatta da lui di recente in occasione della rivista “Malpelo”, di cui è Direttore editoriale. Ma partiamo con la prima domanda:

1.Come nasce l’idea di questa rivista letteraria e chi sono i fondatori e collaboratori? La redazione sembra essere composta da un bel team di professionisti.
È un’idea che viene da lontano, un desiderio che ho covato dai tempi dell’Università e che, naturalmente, si è concretizzato nel momento in cui certe innovazioni tecnologiche hanno permesso di penetrare un mondo, quello dell’editoria, piuttosto complicato da raggiungere. Oddio, complicato soprattutto per me che, evidentemente, non ho gli strumenti adatti per “bucare” una scorza tanto dura, una buccia che presuppone strategie che non mi appartengono. A partire da quella della capacità di stare lì a bussare continuamente fino a che qualcuno non ti apra.
Quando Amazon ha dato la possibilità di realizzare testi qualitativamente professionali e ha messo a disposizione una distribuzione reale, be’, allora sono tornati a galla tutti quei desideri che mettevano assieme scrittura, creatività, voglia di raccontare ma anche di lavorare con amici con i quali è bello intraprendere viaggi come questo… Io sono stato avvantaggiato dal fatto che, tenendo da oltre vent’anni corsi di sceneggiatura a Roma e un po’ in tutta Italia, mi potevo permettere di attingere tra gli scrittori più talentuosi che ho avuto la fortuna di conoscere e, talvolta, di avere come allievi.
2.Lei si occupa di corsi di Scrittura e di Editoria (pubblicando con “L’Undicesima copia”). Dove sta andando secondo lei l’editoria in Italia, in un’epoca in cui prende sempre più piede il self-publishing tra i giovani autori?
Il self-publishing, grazie a Dio, è sempre esistito e sono pregevoli le opere che ha permesso di realizzare e le possibilità che ha dato a certi autori di venir fuori. Poi, certo, c’è sempre il rovescio della medaglia ed è anche vero che, oggi più che mai, la tecnologia che ha così facilitato l’autopubblicazione, ha dato la stura a una miriade di opere che potevano anche rimanere nei cassetti. Però, a dirla tutta, va bene così: mi indispettiscono molto, molto di più certi libracci che alcune case editrici, case editrici che ho profondamente amato e che vengono considerate importanti in Italia, pure mettono in giro e quello è proprio un insulto all’intelligenza dei lettori e le strategie pubblicitarie e di vendita, che lì vengono messe in gioco, rendono un pessimo servizio alla letteratura.
Certo, il self-publishing permette a tutti di veder pubblicato il proprio libro pacifica l’anima di chi ha qualcosa da dire, fermo restando che venir fuori e farsi notare in un mondo così intasato com’è quello dell’editoria è veramente difficilissimo. Rimane la saggezza di Troisi che diceva: «Loro sono tanti a scrivere e io sono uno a leggere…»
3.Il titolo della rivista è un chiaro omaggio a Giovanni Verga. Che importanza hanno gli autori del passato e quali dovrebbero essere imprescindibili per gli aspiranti scrittori, a suo avviso?
Verga, il Verismo, la letteratura che è capace di parlare ai sentimenti e che, contemporaneamente, si “sporca le mani”, quello è un mondo che mi è sempre sembrato essenziale, un riferimento imprescindibile. Ecco: una letteratura d’impegno civile, una scrittura desiderosa di penetrare la realtà (qualunque cosa questa parola voglia dire) e, contemporaneamente, attenta al pubblico: Verga è questo per me e ne adoro anche i romanzi e i racconti meno veristi, quelli più di genere. La sua è proprio una scrittura totalizzante, un riferimento necessario per tutti coloro che vogliono partecipare al progetto Malpelo, ecco. Anche se poi, a dirla tutta, il titolo lo ha scelto Rosa, la mia compagna di viaggio, l’artista imprescindibile, per me, capace di disegnare e di rendere vive le parole che scrivo e che scrivono gli autori che collaborano alla rivista e all’anomala casa editrice, alla realtà editoriale “indicibile e intraducibile” che è L’undicesima copia. È Rosa D’Avino che cura la grafica di tutte le pubblicazioni che realizziamo assieme.
4.A che tipo di pubblico si rivolge questa rivista? Può spiegare la scelta di curare in maniera molto precisa l’aspetto grafico e quella di pubblicare esclusivamente in formato cartaceo?
Malpelo è una rivista che, il pubblico, lo cerca. Ogni numero mette in gioco temi, argomenti, generi che, senza venir meno all’idea di libertà creativa, pure tentano di attrarre, sedurre, fare appello alla curiosità di chi approccia libri ma anche di chi, dai libri, se ne tiene a distanza. È vero che abbiamo preferito il formato cartaceo ma l’idea è anche quella di tentare l’eventualità digitale che certo non ci spaventa. Resta il fatto che la sensualità della carta, la possibilità di mettere in gioco il tatto, l’odorato, la vista durante la lettura, quella è una cosa che nessun kindle ti può dare. Poi, certo, c’è il discorso grafico che nelle nostre edizioni è proprio centrale: L’undicesima copia nasce dall’incontro con Rosa D’Avino: la sua attenzione e la sua sensibilità pittorica e grafica si sono coniugate ai miei interessi letterari e cinematografici, alle mie passioni…
5.Ci può anticipare qualche progetto per il futuro?
Malpelo è un’esperienza adorabile che cercheremo in tutti i modi di portare avanti, di potenziare, di cambiare: è un’avventura che non teme le mutazioni anche radicali. Ma cosa diventerà esattamente è difficile dirlo: la soluzione, probabilmente, è riposta anche nell’anima di coloro che, a questo progetto, collaborano con passione, dedizione, creatività infinita.

***
Demetrio Salvi nasce a Napoli nel 1961. Laureato in Lettere moderne, alterna la sua attività d’insegnante con esperienze di scrittura, di critica e di regia. Dirige documentari, cortometraggi e mediometraggi, premiati in festival nazionali e internazionali.
Scrive alcuni manuali sul cinema, saggi, romanzi. Del 2015 è il documentario Cibodamare, presentato all’Expo di Milano, e il lungometraggio Casting. A_mozzarella_n_i_g_g_a (2017) è un docufilm musicale presentato in diversi festival internazionali.
Assieme a Federico Chiacchiari fonda la rivista e la Scuola di Cinema Sentieri selvaggi. Nel 2020 fonda la casa editrice L’undicesima copia. Tiene in tutta Italia corsi di sceneggiatura e regia.
LINK AMAZON “MALPELO” N.9
Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci
Visita la pagina Facebook: https://www.facebook.com/francescaerriuditucci
*Come l’alba e il tramonto*