Recensione per:
MI CHIAMO MARCELLO MASTROIANNI (MA NON SONO LUI)
DI ARMANDO FESTA
GIUNTI EDITORE
Si chiama Marcello Mastroianni, come l’attore, ma la sua vita non ha granché di spettacolare. Ha quarant’anni, un aspetto ordinario, un lavoro che non ha scelto e che non lo appaga, una relazione che… Be’, la relazione, almeno, è quella giusta: Alessia è vulcanica, creativa, sicura di sé, e il fatto che non possa avere figli per una malformazione uterina a Marcello non è mai pesato. Eppure, quando è solo e nessuno lo vede, bazzica un gruppo Facebook dal nome rivelatore: ‘Aspiranti genitori’.
Da qui ha inizio la svolta nella vita del protagonista, con una piega inaspettata e un crescendo di situazioni tragicomiche che coinvolgono il lettore grazie a una scrittura decisamente scorrevole. Ma non vi è solo leggerezza in questa storia, che diventa infatti una riflessione un po’ amara sulla paternità, con l’inevitabile confrontarsi ogni giorno con coetanei che hanno figli o che vorrebbero averne. E fino a che punto può condurre il desiderio di essere genitore?
Un quesito che influisce sul rapporto di coppia e sulla relazione con Alessia, argomento poi diventato tabù:
“E in effetti è stato così. Non ne abbiamo più parlato. Ma da quel momento abbiamo cominciato a discutere su tutto, per non dover più discutere su questo.“

Armando Festa ci regala risate a scena aperta, utilizzando trovate linguistiche divertenti e sagaci, farcite di interessanti citazioni cinematografiche e gustosi aneddoti. Davvero irresistibile la ‘rubrica’ dei film mai realizzati nella storia del cinema che il protagonista si appunta in un quadernetto (prima fra tutte, Orson Welles e il progetto per “Cuore di tenebra”). Finito per sbaglio in un ufficio dove si trova come un pesce fuor d’acqua, Marcello Mastroianni (nome omen?) capisce che la sua vera aspirazione è il cinema e prova a ritrovare la sua passione e se stesso nel marasma degli eventi.
Il finale l’ho trovato quasi commovente, come in un dramedy che si rispetti, vuole riportare ognuno di noi a non abbandonare mai se stesso.
Una scrittura che ben si adatta a una realizzazione cinematografica (glielo auguro) ma anche con momenti di poesia, come in questa citazione:
“Tre o quattro stelle particolarmente tenaci stanno vincendo la loro battaglia contro l’inquinamento luminoso e bucano il cielo nero. La loro perseveranza mi commuove. Un gruppo di corpi celesti lontani, cocciuti e accaniti, come mi sento io in questo momento.”
L’autore
Ho conosciuto Armando Festa anni fa, quando entrambi fummo selezionati per una pubblicazione letteraria molto originale. Ricordo ancora che il suo racconto mi fece morire dalle risate. Negli anni abbiamo avuto modo di conoscerci a Roma per altri progetti; anche io stavo provando la strada della sceneggiatura, ma lui, molto più caparbio e sicuramente bravo di me, ha fatto strada davvero e gli auguro il meglio per la sua carriera.
Armando Festa scrive per il cinema, la tv, la narrativa, la pubblicità, il web e qualche volta anche per se stesso. Ha lavorato come copywriter per alcune tra le più importanti agenzie pubblicitarie internazionali e ha scritto programmi televisivi e film, tra cui Mixed By Erry (regia di Sydney Sibilia) per il quale è stato candidato ai Nastri D’Argento 2023 per la migliore sceneggiatura. È docente di Scrittura Creativa alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Roma.
F.E.
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