Ai confini del bene e del male *Recensione romanzo di Salvina Alba*

*Recensione*

Ai confini del bene e del male

Romanzo di Salvina Alba

Sono tante le storie che raccontano di rapporti profondi e talvolta problematici tra insegnanti e allievi – mi vengono in mente “Chirù” di Michela Murgia e il celebre film “L’attimo fuggente” con un indimenticabile professore fuori dagli schemi. In questo suo ultimo romanzo, “Ai confini del bene e del male”, l’autrice Salvina Alba ci conduce nel racconto di un rapporto di questo tipo ma non solo: il suo discorso è molto più ampio, esistenziale e filosofico. Il protagonista, Francesco, si trova a dover gestire una situazione inaspettata nella scuola superiore dove è appena arrivato, e le scene scolastiche descritte sono molto realistiche per chi lavora in questo ambiente e sa quanto sia delicato il rapporto con ragazzi e ragazze di quell’età, nel pieno della loro fragilità. Per questo la speciale amicizia con il sedicenne Cesare (troppo giovane agli occhi della società) porterà il professore a una inevitabile crisi di coscienza.

Mentre ragiona sulla trasformazione dell’uomo come “io pensante” e tenta di terminare di scrivere un saggio impegnativo, Francesco combatte anche i suoi demoni interiori, l’accettazione di se stesso e della sua omosessualità, il rapporto conflittuale con il padre e con l’ex amante Massimo.

Avevo già apprezzato i precedenti romanzi di Salvina Alba, soprattutto il coraggio di trattare tematiche per certi versi scomode che implicano una riflessione profonda sul bene e sul male. Il lettore viene posto di fronte a domande complesse: è vero che “chi fa il male lo fa per ignoranza del bene” come sosteneva Socrate? Che cosa è bene e che cosa è male per noi? Qual è il principio di tutto?

Non sempre si trovano risposte, la fede vacilla, l’uomo tende ad arrendersi di fronte alle evidenze. Troverà Francesco il coraggio di riprendere in mano la sua vita, di non adeguarsi ai voleri altrui e alle convenzioni di una società sempre più materialista?

Si riflette sulla vita e sulla morte, sul difficile ruolo dell’insegnante nella società, sui pregiudizi, per arrivare poi a una “sospensione del giudizio” che può (forse) portare a una rappacificazione con se stessi.

Complimenti a Salvina Alba per questo romanzo, per la sua scrittura precisa e di livello, per la profondità dei suoi pensieri.

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