Recensione di “Fotografie scomposte”
di Anna Pasquini
Fotografie scomposte è una raccolta di racconti, “istantanee di vite che con semplicità descrivono universi personali e psicologie”. Sono racconti molto brevi, quasi stralci di vita vissuta che affrontano ampie tematiche lasciando spazi di riflessione a chi legge. Possono sembrare incompiuti, i personaggi e i luoghi sono descritti solo con pennellate che fanno pensare a un seguito che l’autrice sceglie di non raccontare. A volte sembrano spunti per altre storie da raccontare ancora.
Il linguaggio è semplice e diretto, volendo raccontare soprattutto situazioni di vita quotidiana, drammi esistenziali, incontri fortuiti e decisioni della vita.

Tra le tematiche troverete: l’amicizia con immigrati, i voli della fantasia nel racconto La spingi-sirena, suicidi assistiti, la vecchiaia e la demenza senile. Sono presenti riflessioni sulla maternità e sul difficile settore lavorativo per i giovani, nonché una critica – molto realistica, purtroppo – a un certo mondo editoriale. L’autrice semina anche diversi momenti autobiografici vissuti in prima persona.
Interessanti gli spunti dati da eventi realmente accaduti, come il naufragio del Titanic o la morte della giovane italiana a Maiorca.
Prevalgono l’amore, la bontà d’animo, la ricerca della felicità. Racconti semplici che fanno bene al cuore.
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