Da quel geniaccio di Stefano Cirri non potevo aspettarmi altro: anche stavolta la suspense è assicurata e veniamo trascinati nostro malgrado nella testa del protagonista tra i suoi più paurosi fantasmi (e chi di noi non ne ha?). Come d’abitudine, l’autore affonda subito con l’incipit, inchiodando il lettore: se non continui il viaggio sei perso. Se non hai il coraggio lascia perdere.
C’è molta psicoanalisi in questo racconto, le fobie (che nel 2019 prendevano il sopravvento a livello globale), le ansie, le malattie. Un viaggio apparentemente surreale, quasi Lynchiano, il cui senso si manifesterà indizio dopo indizio. Consigliato (come del resto gli altri libri di Cirri), anche come perfetta compagnia di notti estive insonni.
In un periodo come quello Pasquale che tradizionalmente invita alla pace e all’amore il nostro pianeta è invece funestato da venti di guerra. Come le nostre guide ci hanno recentemente ricordato, queste energie diffuse sul pianeta influiscono su di noi, che ne siamo consapevoli o no, anche se non siamo direttamente coinvolti, appesantendoci e rendendo più faticosa la quotidianità . Alcuni giorni fa, approfittando di una canalizzazione fatta assieme a Roberto Sanna e Francesca Enrew, ho chiesto perciò dei consigli per poter portare avanti il nostro percorso di risveglio con maggiore armonia e serenità . Questa è stata la risposta che penso possa essere utile anche ad altri.