Aleph * Il Viandante Visionario*Tara e Aleph

Wingmakers Aleph

Wingmakers

 

Nessuno gli aveva mai parlato dell’amore. Tante cose sapeva, per essere così giovane. Aveva incontrato diversi saggi nel suo viaggio. E da ognuno aveva tratto insegnamento, per poi proseguire il suo cammino. Conosceva i movimenti degli astri alla perfezione, in modo da sapersi orientare anche nella notte più profonda. Conosceva ogni tipo di animale che abitava nel bosco o in riva ai fiumi. Sapeva le teorie della vita dopo la morte raccontate dagli sciamani che contattavano i defunti. Tante cose sapeva, ma nessuno ancora gli aveva parlato dell’amore.

Pensava che non gli servisse conoscerlo. Le sciamane del suo villaggio e le loro figlie gli sembravano creature quasi intoccabili, con cui era difficile comprendersi, se non con gli sguardi. Le sue stesse sorelle, parlavano soltanto fra di loro. E sua madre non l’aveva conosciuta.

Era andato via molto giovane. A un certo punto, tutti gli uomini erano partiti, come per una chiamata collettiva. All’inizio aveva seguito suo padre, come tutti gli altri ragazzi, ma quando aveva compiuto diciott’anni, la notte stessa, aveva lasciato il loro accampamento. Doveva proseguire da solo, aveva pensato. O meglio, qualcuno gliel’aveva detto. Ma chi fosse, non lo sapeva.

E la prima luce che aveva visto nella notte, era stata quella di un fuoco acceso ad illuminare una grande torre. Il colore rosso riverberava ovunque. E quando si avvicinò, senza timore, il suo volto e quello dello sciamano vicino al fuoco risplendevano di rosso. Ma l’uomo aveva le bende sugli occhi. Nonostante ciò, lo vide.

“Aleph,” gli disse “in te è l’inizio.”

Aleph si prese cura di lui per qualche giorno. Imparò l’accensione del fuoco sacro. Imparò a richiamare il potere del Raggio bianco. Poi andò, perché lo sciamano doveva restare nella sua torre, in attesa di riacquistare la vista.

Procedeva con cautela. Lo sciamano l’aveva messo in guardia: alcuni esseri stavano esercitando una grande manipolazione, e quelli come lui potevano essere in pericolo. Dopo qualche tempo, era giunto fino a quella capanna isolata da tutto il resto. Su una radura che pareva semi abbandonata, in cima a una collina raggiunta dal vento e dal profumo dei fiori. Gli sembrò un luogo tranquillo, protetto. La capanna era vuota, anche se alcuni oggetti facevano pensare a una presenza recente. Aveva acceso un fuoco.

Quando era arrivata la giovane donna, non aveva mostrato paura. E subito lui aveva pensato “Lei non subisce la manipolazione”. Era la sciamana Tara, l’aveva sentita nominare dallo sciamano della torre rossa. Tara aveva un pugnale in mano, e glielo porse come dono. L’impugnatura era particolare, di colore blu, non l’aveva mai vista prima.

“Non mi serve” le disse. Lei chiese perché.

“Tu hai fretta di sapere ciò che non sai. Ma io ti dico che sai più di qualunque saggio. Perché hai integrato in te le conoscenze del Maestro della notte e della luce.”

“A che serve sapere tante cose?” disse Tara. “Tu non ti ricorderai di me e io non mi ricorderò di te.”

Tara preparò ad Aleph un posto dove riposarsi. E lei andò a dormire in un altro punto della capanna. Il giovane si voltò per guardarla mentre dormiva. E gli risuonavano quelle parole “Tu non ti ricorderai di me e io non mi ricorderò di te.”

Ma lui già vedeva Galassie dove sarebbe stato possibile rincontrarsi.

 

(di Francesca Enrew Erriu – I racconti di Tara)

Pubblicato in Racconti di Tara | Contrassegnato | Lascia un commento

My Death

My Death – nella versione di David Bowie per me pura poesia

(Omaggio a Jacques Brel e Scott Walker)

 

20190529_003032

My death waits like an old roué
So confident I’ll go his way
Whistle to him and the passing time
My death waits like a bible truth
At the funeral of my youth
Weep loud for that and the passing time
My death waits like a witch at night
As surely as our love is bright
Let’s not think about the passing time
But what ever lies behind the door
There is nothing much to do
Angel or devil, I don’t care
For in front of that door, there is you
My death waits like a beggar blind
Who sees the world through an unlit mind
Throw him a dime for the passing time
My death waits there between your thighs
Your cool fingers will close my eyes
Let’s not think of that and the passing time
My death waits to allow my friends
A few good times before it ends
So let’s drink to that and the passing time
But what ever lies behind the door
There is nothing much to do
Angel or devil, I don’t care
For in front of that door, there is you
My death waits there among the leaves
In magicians’ mysterious sleeves
Rabbits and dogs and the passing time
My death waits there among the flowers
Where the blackest shadow, blackest shadow cowers
Let’s pick lilacs for the passing time
My death waits there in a double bed
Sails of oblivion at my head
So pull up the sheets against the passing time
But what ever lies behind the door
There is nothing much to do
Angel or devil, I don’t care
For in front of that door, there is you
Compositori: David Bowie
Testo di My Death © Unichappell Music Inc., Tintoretto Music, Mort Shuman Songs, Editions Pouchenel S.P.R.L., Mort Shuman Songs Llp, Hill & Range Songs, COPYRIGHT CONTROL (NON-HFA)

Pubblicato in Cinema Musica e Libri | Contrassegnato | 2 commenti

Salto temporale

vortex1

 

In un varco temporale
Si è persa la mia scheda elettorale
Inutile dirmi chi votare
Ho già perso la memoria
Cadendo dalle scale

Se il buco nero son riusciti a immortalare
È proprio quello che mi sembra di vedere
Ora però lo arredo
Perché non mi piace
Troppo vuoto troppo nero.

(F.E.)

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Game of Chess

sole sul cavalletto

 

I’m a mess
in the game of chess
I’m not an ace
think like an ass-
hole in the floor
Queen without horse.

(F.E.)

 

(Sole sul cavalletto – De Chirico)

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Yellow

 

yellow flowers

 

E c’è un porto, sicuro 
A cui approdare
Nel silenzio 
– del tuo sguardo-
Attento
Nel disincanto
Musicale
Senza parole.

(F.E.)

 

 

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Grammatica drammatica

 

Amo le mani in tutte le declinazioni
Le desinenze mi rendono impaziente 
Il suffisso lo gradisco
Ma se mi dai anche il prefisso
Oppure ti chiamo lo stesso
E chi s’è visto…si è perso.

(F.E.)

 

kyoto phone

(Pic. D.Bowie in Kyoto)

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Il volo

 

Icaro Matisse

 

Prendi spunto dal mio disappunto
Se non c’è amore che si possa dire
Forse c’è odio da poter sparlare.
Se prendi sul serio
Una caduta dalle scale
Figurati dal davanzale
Il volo è più lungo, forse
Ma l’atterraggio
Richiederà coraggio.
Perché non sempre va chi deve andare
E resta chi deve restare.

(F.E.)

*Pic. Icaro by Matisse

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Cosmic Child * Bambino Cosmico

Our creature is here
Amazing Space of no fear
Skin of white pale
No sorrow, no shade
Remembers the fame
In the Live searching aid.

(F.E.)

Intelligenza artificiale child
Realizzeremo il nostro sogno
Quando non ci sarà più bisogno
E il bambino argentato 
Verrà in un raggio dorato

Cosa credi ci sia
Tra te e me
Solo malinconia
Nel portarsi via.

(F.E.)

Pic. A.I. Intelligenza Artificiale

 

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

*Verbi dissonanti*

big eyes

 

Nei verbi dissonanti 
Atti fuorvianti
Se tremano gli occhi
Lacrimano i cuori
Schiudono le mani
Prendono le labbra

Il corpo che sta fermo
Lo sguardo che si muove.

La fronte si assottiglia
Precipitano ciglia.

(F.E.)

 

Painting- Margaret Kean

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento

Oltre il Divenire

twin flame

 

È questa terra che mi vuole trattenere

Senza più un accenno di speranza

O di pazienza

E questo mi ucciderà ancora, e ancora…

 

E così tu mi hai salvato

Anche se non ti importava

Ciò che il cuore ti diceva

Eppure mi hai portato

Dove il sole non nasceva.

Sulla riva.

 

Luci appassite

E fiori sbiaditi

Destinati a diventare

L’ombra di se stessi,

a non ricordare.

Con il coraggio di andare

Oltre il divenire.

(F.E.)

 

pic. Twin Flame

Pubblicato in Stories * Poesie e Canzoni | Contrassegnato | Lascia un commento