I Racconti di Tara* (6) Xyara e il villaggio delle donne

I Racconti di Tara raccolgono le memorie della giovane Tara, sciamana del popolo Sar’d (antico nome dei sardi). In epoca presumibilmente pre-nuragica, Tara fu tra le prime abitanti di quella terra a partecipare all’incontro tra i Sar’d e gli Stellari, in particolare i fratelli e sorelle di Sir (antico nome di Sirio) e di Haar (antico nome di Arturo).

L’incontro con il compagno stellare Orios, la porta a comprendere il suo compito, nella consapevolezza di poter aiutare i propri simili con le sue capacità di guarigione e non solo. 

Il nome Tara significa Stella.

xyara

Xyara la Haar

Il villaggio delle donne

Il cavallo si fermò su un’ampia radura, in prossimità di un bivio. Era il tramonto, ed erano trascorse diverse lune da quando Orios era andato via con i fratelli e le sorelle Sir, lasciando il suo cavallo ad attenderla accanto all’albero guardiano.

Da allora aveva attraversato tutti i villaggi del centro sud per aiutare i superstiti a curarsi con le erbe e riprendere almeno qualche attività. Questo richiedeva molto coraggio, perché la desolazione era tanta. Man mano che lei avanzava, avanzava anche la notizia del suo arrivo, e da tutti era ormai conosciuta come la guerriera Tara. Non perché fosse una guerriera – lei si sentiva più una sciamana guaritrice – ma perché era l’unica donna della zona ad andare in giro a cavallo e con un pugnale legato al fianco.

Scelse uno dei due sentieri che scendeva verso un villaggio apparentemente abitato, da quella distanza poteva vedere del fumo vicino alle capanne. Mentre si avvicinava, notò un cerchio di donne radunate intorno a un fuoco. Erano vestite tutte in maniera simile, sembrava che stessero recitando qualche orazione come in un rituale. Erano di varie età, dalla più anziana a una giovane di circa dodici anni. Si zittirono appena udirono il rumore degli zoccoli.

Una delle più anziane si voltò subito verso di lei, squadrandola e chiedendole chi fosse. Ma prima che potesse rispondere, una delle più giovani si alzò.

“Deve essere Tara.” Disse, sapendo che il suo nome sarebbe stato riconosciuto. Un’altra si alzò e disse:

“Riconosco il vestito di sua nonna, la sciamana Ostara.”

Tara indossava il vestito della nonna, che aveva un po’ tagliato per essere più comoda per andare a cavallo – anche questo la distingueva dalle altre donne nell’aspetto. La veste era rossa e il corpetto bianco.

Le donne la guardarono, non più con sospetto ma con approvazione.

“Noi ti salutiamo, Tara.” Disse l’anziana che l’aveva guardata per prima. Sembrava essere la portavoce, dato che la più anziana di tutte aveva più di cento anni e non riusciva a vedere e parlare bene.

“Salute a voi.” Rispose Tara, scendendo dal cavallo. “Non ci sono uomini qui?” chiese poi, osservando che era l’unico villaggio dove non vedeva traccia di uomini.

“Essi ci sono, ma noi non li facciamo entrare.” Rispose la donna.

“Essi sono stati la causa di tutta questa desolazione, perciò noi non abbiamo bisogno di loro.” Ribadì un’altra donna.

“Ne siete certe?” domandò Tara. Ma sapeva che non poteva fare domande troppo impertinenti, data la sua giovane età.

“Certamente. Negli ultimi mesi, mentre loro dormivano, abbiamo pensato bene di rubare il loro seme. E così ora non abbiamo bisogno di loro, nemmeno per fare figli. La sorella Xyara sa come fare. È una donna medicina delle più abili che tu possa conoscere.”

Le donne indicarono Xyara, una donna di mezza età dai lineamenti delicati e i grandi occhi, con un velo che le copriva il capo.

“Noi ti possiamo far entrare, sorella, ma solo se sei conforme alle regole del villaggio delle donne.” Disse Xyara.

“E quali sono?”

“La nostra porta è preziosa, Tara” intervenne l’anziana “e nessun uomo deve entrare senza consenso. Capisci di che parlo?”

“Sì.”

“E in secondo luogo, questo non deve avvenire prima dei diciotto anni. Tu devi essere più giovane.”

“Di poco.”

“Allora, per restare nel villaggio, dovremo verificare che tu sia conforme.”

A Tara quella richiesta non piacque, qualcosa le diceva di andar via, così fece per salire di nuovo sul cavallo. Ma una delle donne che avevano parlato si avvicinò e la prese per un braccio.

“Noi vogliamo verificare.” Disse, sottolineando le sue parole.

Così dicendo, la condusse fino alla donna medicina.

“Pensaci tu, Xyara. Ti aspetteremo qui.”

Tara seguì la donna fino a una capanna più grande delle altre, attrezzata per le cure della donna medicina. C’era un tavolo di legno e diversi strumenti di ferro e acciaio che a Tara non diedero una bella sensazione. Dopo aver chiuso la porta, Xyara la fece spogliare e distendere, iniziando poi a fare le sue verifiche su di lei, utilizzando vari arnesi tra cui una sorta di piccolo specchio. In certi momenti, Tara doveva stringere i denti per il dolore. Ma tremava soprattutto sapendo che il risultato della verifica non sarebbe piaciuto alle donne del villaggio.

A un certo punto, Xyara non poté trattenere un’esclamazione di stupore. Poi finalmente ripose tutto e lei poté rilassare le gambe.

“Chi è stato?” le chiese la donna, avvicinandosi al lettino di legno dove era sdraiata. Tara non rispose, riprese a tremare.

“Ti potrebbero uccidere per questo, lo sai? Hai meno di diciotto anni. A meno che…io non dica niente alle altre.”

Tara si mise a sedere, e i loro volti erano vicini nella penombra. Le parve che gli occhi della donna iniziassero a cambiare colore.

“Ma solo se mi aiuterai a mettermi in contatto con gli esseri blu.”

Tara restò per un attimo senza parole.

“Ho riconosciuto il pugnale di Orios.” Disse la donna.

E in effetti il pugnale luccicava in un angolo, accanto agli abiti di Tara.

“Tu…lo conosci?” chiese Tara.

“Sì. E non lascerebbe il suo pugnale a una donna qualsiasi.”

Tara abbassò lo sguardo.

“Credo che sia andato via. Anche gli altri.”

“Lo so, ma dobbiamo riprovare a contattarli, è importante. E tu mi aiuterai.”

“Ci proverò.” Mormorò Tara. Poi vide Xyara cambiare colore degli occhi, il viso ringiovaniva notevolmente, e la sua pelle si illuminava di colore azzurrino.

“Io sono una Haar. (1)” Disse Xyara. “Ma non lo devi dire a nessuno. Ci stiamo nascondendo da tempo.”

Le prese la mano tra le sue e sorrise.

“Ti stavo aspettando.”

Con dolcezza le accarezzò i capelli e il viso. Tara si commosse per aver ritrovato una sorella stellare, e il colore della sua pelle e dei suoi occhi le ricordavano Orios. Anche lei la accarezzò e le sue mani si riempirono di quella luce di colore azzurro. E un’energia le attraeva l’una alla altra così forte che le loro labbra si unirono in un bacio e poi si abbracciarono. Ma le voci delle altre donne da fuori richiamarono la loro attenzione.

“Rivestiti.” Le disse prontamente Xyara. “Vado a dare il mio responso.”

Xyara riprese l’aspetto della donna medicina con il velo sul capo e uscì dalla capanna. Tara si rivestì e prendendo il pugnale in mano per un attimo aveva sentito la voce di Orios quando le aveva detto “noi siamo un’unica essenza”. E uscì a testa alta dalla capanna mentre le donne le facevano spazio perché lei andasse al centro del loro cerchio.

(1) Haar – antico termine per la stella di Arturo e gli Arturiani

***

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

 

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) progetti in corso come ad esempio il romanzo “Come il giorno e la notte” (in “Romanzo“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) Mi chiamo Francesca Erriu Enrew Sono Master Reiki e Trainer in percorsi olistici In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la mia pagina Facebook https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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