Avendo notato la scheda del libro nei gruppi di scrittura/lettura che frequento ogni tanto, e incuriosita dal fatto che fosse vincitore del concorso “Una storia per il cinema” nel 2024 – concorso al quale pensavo di partecipare con il mio romanzo (“Come l’alba e il tramonto”), cosa che poi non ho fatto per motivi tecnici legati alla casa editrice – ho acquistato l’ebook di “Colpevole – la mia morte è la tua”, di Gabriella Grieco, primo libro di una serie di tre incentrati sul personaggio di Isabella Antinori, una protagonista a tutto tondo, molto coraggiosa e forte, che utilizza tutto il suo bagaglio di conoscenze per raggiungere il suo scopo.
Si tratta di un thriller molto ben congegnato – la tensione sale man mano, rendendolo molto adatto ad una trasposizione cinematografica – la cui protagonista è una donna in cerca di giustizia e verità dopo essersi risvegliata da un coma di due anni in seguito a un incidente. Chi sarà questa donna e perché si intrufola in un commissariato di polizia prendendo in ostaggio due agenti?
Scopriremo che si chiama Isabella Antinori e che sta per compiere un’azione disperata per motivi legati ad eventi passati. Dopo essersi risvegliata dal coma, ha trascorso i giorni a riflettere su quanto accadutole e a preparare la sua vendetta in nome del figlio ingiustamente condannato.
I personaggi sono ben costruiti, l’ambientazione coinvolgente, la storia trascina, nonostante la presenza di molti rimandi temporali e turning point; a mio avviso alcuni elementi del plot richiedono una forte sospensione dell’incredulità, essendo poco verosimili. Andando oltre questi aspetti, si tratta comunque di una storia ben strutturata e interessante anche dal punto di vista emotivo.
Un libro incentrato sulla forza di una donna spinta ad agire per amore del figlio ma soprattutto in nome della verità. La morte per lei è ‘un’opzione accettabile’.
Edizione ben curata e corredata da immagini (letto in ebook).
Un anno fa, novembre. Stava abbandonando la sua vecchia vita. Ciò che aveva in programma richiedeva una totale verginità. Niente nomi, niente beni, nulla che portasse a lei. Se l’impresa avesse richiesto la sua morte, era pronta. Se fosse invece rimasta in vita, era pronta ugualmente. Sarebbe scomparsa nel nulla.
Immagine dal film “Colpevole”
Nota a margine:
Cercando il film nella speranza di trovarlo online (ma non è disponibile), ho trovato il trailer su YouTube e ho scoperto con piacere che è stato girato in zone bellissime della mia terra: Cagliari, Buggerru e Sorso.
Ecco il link del sito del film realizzato da Welcome Film per la regia di Gianni Leacche (regista scomparso di recente)
Siamo invitati all’interno di un’astronave. Non immaginare un’astronave come quelle dei nostri film di fantascienza. È un veicolo di energia e di coscienza che può modellarsi in base al momento, alle esigenze e così ora si crea una grande sala circolare. Ci sono esseri provenienti da molti sistemi stellari, da molte civiltà stellari. Veniamo invitati a sederci di fronte a quella che può sembrare una grande vetrata o comunque di un materiale simile al vetro, trasparente, che lascia vedere all’esterno e in lontananza come da una grande distanza possiamo vedere il nostro pianeta, la Terra. Accanto a noi si siede uno dei Saggi di Sirio, Anthymos, che è molto contento di questa nostra visita. Voi avete chiamato qualcuno che potesse aiutarvi a capire meglio la situazione del pianeta ora. In base a questo richiamo abbiamo deciso di invitarvi su questa astronave, con tanti rappresentanti delle varie civiltà stellari. Alcune le conoscete altre no, ma le civiltà qui rappresentate sono tutte in aiuto o anche solo in ascolto di ciò che sta succedendo sulla Terra, senza voler interferire ma sostenendo, stimolando, aiutando e anche spiegando.
Ovviamente non possiamo dirvi cosa fare o non fare nelle vostre vite quotidiane. Gli esseri umani sono liberi anche di sbagliare, di ripetere, di sperimentare. Ma al di là di ciò, quello che è davvero importante in questo momento è accelerare il proprio risveglio personale e di conseguenza il movimento del risveglio planetario. Tanti di voi stanno affrontando delle difficoltà, dei problemi o semplicemente in alcuni casi sono appesantiti dalla situazione energetica del pianeta. Questo può diventare un freno perché può intrappolarvi ancora di più all’interno di quella che è stata chiamata la Matrix o la prigione, ma può anche diventare la spinta decisiva per staccarsi dalla Matrix e uscire dalla prigione. Stiamo parlando ovviamente di una prigione energetica e percettiva in cui chi ha iniziato un percorso di risveglio sa di essere rinchiuso, di essere stato rinchiuso e di non essersi ancora liberato pienamente, e quindi ciò che è importante è liberarsi dalla Matrix, uscire dalla prigione. Solo così è possibile collaborare alla riprogrammazione della Matrix. Il termine Matrix spesso è utilizzato come un termine negativo, dispregiativo perché riferito all’attuale Matrix del pianeta. In realtà la Matrix in sé è neutra, è solo la programmazione di una creazione. Ma una Matrix creata liberamente permette di entrare per partecipare al gioco, giocare nella gioia e nella leggerezza e uscire quando si vuole. La Matrix attuale creata dagli Oscuri obbliga invece a stare dentro il gioco e impedisce l’uscita. Spesso neanche la morte permette di uscire dalla Matrix perché si viene comunque nuovamente riacchiappati. Nel passato era così, adesso per fortuna sta già cambiando. Quello che serve al risveglio del pianeta, alla liberazione della Terra sono esseri liberi dalla Matrix.
Quindi questo è il punto focale, questo è l’intento di chi è in una fase di risveglio, in un cammino spirituale. Per quanto si cerchi di fare del bene agli altri finché si è prigionieri della Matrix, finché non si è consapevoli chiaramente della Matrix, le proprie azioni possono sì aiutare momentaneamente qualche altro prigioniero ma hanno poca efficacia ai fini dell’elevazione del pianeta. Uscendo dalla Matrix si diventa invece i riprogrammatori e allora quando si entra dentro la Matrix si è liberi e capaci di riprogrammarla e anche le azioni interne alla Matrix hanno un altro potere e un’altra efficacia. Non vogliamo appesantirvi ma conoscete bene la situazione di dolore e degrado che sta vivendo la maggior parte dell’umanità terrestre in questo momento e in cui anche voi in Italia siete sempre più coinvolti ed è importante notare che la finestra del cambiamento è aperta già da un po’. Non diciamo ovviamente che si sta richiudendo perché non è così, ma non è tantissimo il tempo restante in cui il potere di chi è risvegliato può avere la massima efficacia. In questo momento nulla è deciso, nulla è prevedibile neanche per noi che vediamo gli eventi della Terra da dimensioni più elevate e più luminose. Diversi futuri sono aperti, quindi non c’è motivo di essere tristi e pessimisti o addirittura disperati, ma è importante sfruttare il più possibile, il prima possibile questo tempo diciamo potenziato per lasciare le zavorre, staccarsi dalla Matrix e lavorare come riprogrammatori sia dall’interno che dall’esterno. Questa è la comprensione necessaria.
Quindi è importante che consideriate le vostre vicende personali all’interno di questo quadro più grande e che capiate anche che nel corso non solo di questa vita ma di tante vite che avete già vissuto sul pianeta la Matrix ha parassitato delle parti del vostro essere e quindi vi è difficile distinguere il vostro vero essere dalla falsa identità creata dalla Matrix e di conseguenza vi è difficile abbandonare alcuni aspetti della vostra identità che non sono veramente vostri. Va fatta questa operazione. Non c’è nulla del vostro passato che vada salvato a tutti i costi, c’è da incrementare e ampliare una visione del futuro, di voi stessi nel futuro così da poter lasciare nel passato tutto ciò che era ed è della Matrix, tutto ciò che non risuona con ciò che voi siete veramente e con chi volete diventare. Noi tutti stiamo osservando con grande attenzione e con grande partecipazione il percorso del pianeta Terra e dell’umanità terrestre che la abita in tutte le sue varie sfumature e stiamo facendo tutto il possibile, nei limiti delle leggi spirituali e cosmiche, per quello che ci è consentito nella Luce, per aiutare l’umanità a salvare − tra virgolette− il pianeta e ad elevarsi insieme al pianeta nelle dimensioni della Luce in cui noi già viviamo. Il nostro sostegno non vi mancherà mai né a livello collettivo né a livello individuale.
Ora vi chiediamo di osservare il pianeta Terra in lontananza e di inviare la vostra luce, il vostro amore, la vostra compassione, il vostro desiderio di pace e di una vita armonica in cui tutti gli esseri sono un’unica famiglia, sono fratelli e sorelle, genitori e figli, nelle loro splendide diversità. Potete percepire questo vostro intento come un’onda di luce e vedere il pianeta che si illumina, diventa una sfera di luce blu e dorata, di un colore cangiante che poi si sublima nel viola e infine nel bianco. Immaginate di portare questa sfera di luce bianca nel vostro cuore, e ricordate che ogni passo che fate non lo fate in solitaria, per quanto in tanti momenti possiate sentirvi un po’ soli, e che ogni passo in avanti che fate lo state facendo non solo per voi ma anche per le persone legate a voi, per le persone che amate e per tutta l’umanità. Con questo ho concluso quello che io, Anthymos, che faccio da portavoce delle popolazioni stellari, sentivo il desiderio e l’urgenza di dirvi. Siete amati e benedetti. Namaste.
(un messaggio del Siriano Anthymos canalizzato il 4.6.25)
“Voglio essere molto chiaro con voi. Ho visitato il vostro paese e ho visto i morti. Li ho visti per terra. Ho visto la fame, il sangue, la sete e la povertà. Tutte queste cose sono figlie della guerra e della violenza che vi attanaglia da dodici anni. Non dirò i nomi di chi è colpevole di tutto questo, perché sono troppi. Siamo tutti colpevoli. Siamo tutti colpevoli della guerra e della morte. Sempre. Così come possiamo tutti essere colpevoli della pace. Sempre. Io ve lo chiedo, ve lo chiedo in ginocchio: sono pronto a morire per voi, purché voi diventiate colpevoli della pace.”
Da alcuni mesi all’interno del Progetto Interstellar gli Stellari ci stanno guidando nel processo StarBody, la riconnessione col nostro corpo stellare. In una recente canalizzazione gli andromediani Andros e Media in risposta a una nostra domanda hanno chiarito alcuni aspetti del processo.
«Per rispondere alla domanda sullo scopo dello StarBody, la ricongiunzione col corpo stellare è finalizzata a riconnettervi completamente con la vostra origine stellare. Potete pensare al corpo stellare come a un prototipo, a una matrice. Quando avete iniziato il vostro percorso, diciamo la vostra missione sulla Terra, il corpo stellare ha dato l’input, ha permesso la formazione, la creazione dei diversi corpi che di volta in volta avete indossato per muovervi sul pianeta, fare le vostre esperienze e fornire al pianeta l’aiuto che era previsto nelle vostre rispettive missioni, ma con il tempo, anche a causa della densità del pianeta, il legame col corpo stellare si è indebolito. Resta sempre un filo, un canale di connessione, simile alla corda d’argento che unisce l’anima al corpo, ma le interazioni tra il corpo stellare e i corpi fisici assunti di volta in volta sulla Terra si sono indeboliti. Così questo processo di ricongiunzione che avete fatto e che ancora non è pienamente concluso vi sta riconnettendo completamente al vostro corpo stellare e alla vostra origine. Questo avrà un’influenza benefica anche sul vostro attuale corpo fisico e su eventuali corpi che assumerete se deciderete di tornare sulla Terra. Ma come potete immaginare questa influenza ha bisogno di tempo per manifestarsi e va anche detto che inizialmente i vostri corpi fisici non sono ancora calibrati per reggere le frequenze del corpo stellare e di conseguenza i diversi disturbi che ognuno di voi probabilmente sta percependo fanno parte del processo. Quando sentirete di avere completato il processo, avrete iniziato a sentirne i benefici e avrete aumentato la consapevolezza del processo così come si sta svolgendo e si concluderà, sarà possibile condividere lo StarBody in un seminario.»
Dal gruppo “Inchiostri In-visibili” – contest #incipit con immagine
Giornata di proclamazione vincitrice del contest Caccia all’INCIPIT oggi… eh già, come forse Ricorderete all’ultimo ballottaggio abbiamo avuto due sfidanti. Ebbene, il testo che ha ricevuto il maggior numero di preferenze è stato quello di Francesca Enrew.
Complimentissimi! Per te la videolettura della nostra Daisy Chaussette e, la prossima settimana, un’intervista esclusiva su Alessandria Today Italia News, nello spazio di Ely Gocce Di Rugiada.
Immagine proposta
Testo (di Francesca Erriu Di Tucci)
“Non so perché mi sono fatto trascinare da lui. Come tante altre volte, del resto, in cui non avevo resistito a quel suo sguardo. Dal primo giorno di scuola, io il nuovo arrivato, con addosso gli occhi di tutti, subito etichettato ‘il forestiero’. Seduto nel banco accanto al suo, tentavo di trovare un amico, ma trovai solo freddezza. Guardava fuori dalla grande finestra e non badava a nessuno, neppure all’insegnante. A ricreazione stava in disparte e osservava. Il suo sguardo lo incrociai per raccogliere un pallone sfuggito al controllo di giocatori indisciplinati. E oltre la freddezza vidi altro. Le mani da adulto e i polsi segnati da cicatrici. Da allora, seguirlo fu un gioco e guardare i treni passare suggellò l’amicizia, in silenzio. Chi ero io per entrare nel suo mondo? Eppure, solo lui sapeva la verità, nessun altro.
E così siamo qui, noi e i nostri zaini, noi e il bosco, e i treni che non passano.
“Un film è la vita a cui sono state tagliate le parti noiose” Questa famosa citazione di Hitchcock già racchiude il concetto della potenza del montaggio nel Cinema, elemento fondamentale che appunto taglia, cuce e ricuce fino ad arrivare all’effetto voluto. Per noi è ormai un elemento immancabile in un film (o serie), sia quando usato moderatamente per un effetto più realistico sia quando abusato (adrenalinico), magari a discapito di tutto il resto. Ecco quindi che sorge la sfida: fare (quasi) a meno del montaggio. Non è facile, è rischioso. Non siamo a teatro, si può perdere il filo. E soprattutto, bisogna farlo bene: tutta la troupe deve davvero sapere cosa sta facendo. Il regista deve avere molto chiaro cosa vuole dirci. Può accadere questo? Ebbene sì, e quando avviene ha una grande potenza.
In una recente canalizzazione a tre gli Stellari hanno espresso il loro interessante punto di vista sull’attuale situazione mondiale del nostro pianeta. Questa è una sintesi di quello che hanno detto:
Non preoccupatevi né delle situazioni personali, che comunque gradualmente migliorano e si sbloccano, né della situazione mondiale. È in corso un cambiamento delle energie maschili e femminili e come spesso succede quando c’è un cambiamento profondo e radicale, quando c’è una guarigione in atto i sintomi si acutizzano. Così quelli che formalmente o di fatto sono dei dittatori e stanno governando il mondo sono l’espressione massima più evidente del maschile tossico, del potere maschile che prevarica, che non guarda in faccia nessuno, che uccide e violenta liberamente per esprimere il proprio potere. Non è una bella situazione ma fa parte del processo di guarigione.
Anche nella storia di altre civiltà stellari ci sono stati dei periodi molto bui in cui ha prevalso una parte più oscura, quello che in termini attuali voi potete chiamare appunto il maschile tossico. Ma questa situazione poi si è risolta e l’energia femminile ha finalmente trovato la sua giusta collocazione e − così come è avvenuto per un lungo periodo anche nella Sardegna antica − le funzioni di governo sono state demandate in gran parte agli esseri femminili o anche agli esseri maschili in grado però di equilibrare l’energia femminile e l’energia maschile in maniera armoniosa, aperta e soprattutto dedita al sostegno della popolazione e degli altri esseri. Quindi anche se è un momento difficile e doloroso vi invitiamo a vederlo come un momento di passaggio necessario perché, come potete intuire, estremizzare un aspetto negativo porta poi a una risoluzione anche grazie a una maggiore consapevolezza diffusa tra le persone della negatività di quell’aspetto. E perciò potete considerare la situazione attuale del vostro pianeta come un passaggio verso una nuova armonizzazione delle energie femminile e maschile al servizio dell’umanità e della Terra.
L’ultima cosa che vogliamo consigliarvi è di mantenere un giusto distacco − che ovviamente non vuol dire indifferenza. Non fatevi coinvolgere emotivamente da quello che sta accadendo né nella vostra isola né nel pianeta in generale, e siate consapevoli che l’apporto maggiore che potete dare all’evoluzione della coscienza umana e quindi di tutta la società terrestre è continuare con fiducia, con amore, con cuore aperto, con mente aperta questo percorso di elevazione spirituale sia a livello individuale sia continuando a impegnarvi a collaborare al Progetto Interstellar.
Io sorrisi triste per un amore al quale non potevo obbedire
E Lady Stardust cantava le sue canzoni
D’oscurità e sgomento”
“Sorrisi tristemente per un amore al quale non potevo obbedire”: Qui Bowie fa un riferimento letterario sofisticato all’Amore che non osa pronunciare il proprio nome”, il celebre verso della poesia “Due Amori” di Lord Alfred Douglas, citato durante il processo per oltraggio al pudore di Oscar Wilde nel 1895. Questo riferimento colloca il brano in una più ampia tradizione di arte queer, collegando il glam rock degli anni ’70 alla cultura underground vittoriana.
UNO SGUARDO DELICATO SUL MONDO (racconti) di S. D’Ambrosio
Una serie di 25 racconti da leggere tutto d’un fiato oppure in piccoli assaggi, sono soprattutto frammenti di vita, una sorta di lungo diario in prima persona (prevalentemente) che tocca argomenti importanti e cerca di scandagliare l’animo umano e le sue debolezze.
Il libro parte dal concetto arabo di “Samar”, ovvero l’usanza di sedersi insieme per raccontarsi storie all’ora del tramonto. Ecco che sin dall’inizio dunque, emerge l’idea della scrittura terapeutica e salvifica, che serve all’autore stesso (e di riflesso ai lettori) per riflettere e pensare.
Molti racconti girano intorno allo stesso tema, che forse sarebbe stato più incisivo se concentrato in una storia, a mio avviso. Ma l’autore sceglie di dare molte voci, a volte talmente rapide da dare l’impressione di restare in superficie senza approfondire il discorso. Altri invece risultano più centrati e toccano le giuste corde, come il caso di “Ancora un ballo”, quadro nostalgico e poetico, e “Come se fossi una bambola”, protagonista una truccatrice particolare. Le tematiche si concentrano soprattutto sulle dipendenze (droga e gioco), sulle debolezze che portano al suicidio, sulla violenza gratuita.
Interessanti gli abbinamenti musicali – una canzone per racconto – che spaziano dai T-rex al nostrano Teatro degli orrori passando per Ozzy Osborne e Brian Eno.
Il libro procede quasi come una playlist e la musica ci accompagna in tutti i racconti, e come dice il musicista/narratore: “Il titolo dell’album è già scelto. Uno sguardo delicato sul mondo. Dodici brani. Nella mia testa perfetti. In quella del manager no.”
**** 4/5
Dalla descrizione:
Cosa succede all’essere umano in certe situazioni? Quali sono i sentimenti che si provano davanti a certe esperienze? Venticinque racconti, venticinque fotografie che raccontano l’atteggiamento che alcune persone hanno provato davanti a situazioni di sofferenza e di dolore, senza avere la paura di mettersi a nudo e mostrarsi nelle loro debolezze e nelle loro fragilità. Uno sguardo delicato sul mondo è la prima raccolta di racconti di Salvatore Claudio D’Ambrosio, già autore di Ho ancora gli occhi da cerbiatto e Frammenti di un cuore da cerbiatto, entrambi editi da CSA Editrice.