“Un film è la vita a cui sono state tagliate le parti noiose” Questa famosa citazione di Hitchcock già racchiude il concetto della potenza del montaggio nel Cinema, elemento fondamentale che appunto taglia, cuce e ricuce fino ad arrivare all’effetto voluto. Per noi è ormai un elemento immancabile in un film (o serie), sia quando usato moderatamente per un effetto più realistico sia quando abusato (adrenalinico), magari a discapito di tutto il resto. Ecco quindi che sorge la sfida: fare (quasi) a meno del montaggio. Non è facile, è rischioso. Non siamo a teatro, si può perdere il filo. E soprattutto, bisogna farlo bene: tutta la troupe deve davvero sapere cosa sta facendo. Il regista deve avere molto chiaro cosa vuole dirci. Può accadere questo? Ebbene sì, e quando avviene ha una grande potenza.
In una recente canalizzazione a tre gli Stellari hanno espresso il loro interessante punto di vista sull’attuale situazione mondiale del nostro pianeta. Questa è una sintesi di quello che hanno detto:
Non preoccupatevi né delle situazioni personali, che comunque gradualmente migliorano e si sbloccano, né della situazione mondiale. È in corso un cambiamento delle energie maschili e femminili e come spesso succede quando c’è un cambiamento profondo e radicale, quando c’è una guarigione in atto i sintomi si acutizzano. Così quelli che formalmente o di fatto sono dei dittatori e stanno governando il mondo sono l’espressione massima più evidente del maschile tossico, del potere maschile che prevarica, che non guarda in faccia nessuno, che uccide e violenta liberamente per esprimere il proprio potere. Non è una bella situazione ma fa parte del processo di guarigione.
Anche nella storia di altre civiltà stellari ci sono stati dei periodi molto bui in cui ha prevalso una parte più oscura, quello che in termini attuali voi potete chiamare appunto il maschile tossico. Ma questa situazione poi si è risolta e l’energia femminile ha finalmente trovato la sua giusta collocazione e − così come è avvenuto per un lungo periodo anche nella Sardegna antica − le funzioni di governo sono state demandate in gran parte agli esseri femminili o anche agli esseri maschili in grado però di equilibrare l’energia femminile e l’energia maschile in maniera armoniosa, aperta e soprattutto dedita al sostegno della popolazione e degli altri esseri. Quindi anche se è un momento difficile e doloroso vi invitiamo a vederlo come un momento di passaggio necessario perché, come potete intuire, estremizzare un aspetto negativo porta poi a una risoluzione anche grazie a una maggiore consapevolezza diffusa tra le persone della negatività di quell’aspetto. E perciò potete considerare la situazione attuale del vostro pianeta come un passaggio verso una nuova armonizzazione delle energie femminile e maschile al servizio dell’umanità e della Terra.
L’ultima cosa che vogliamo consigliarvi è di mantenere un giusto distacco − che ovviamente non vuol dire indifferenza. Non fatevi coinvolgere emotivamente da quello che sta accadendo né nella vostra isola né nel pianeta in generale, e siate consapevoli che l’apporto maggiore che potete dare all’evoluzione della coscienza umana e quindi di tutta la società terrestre è continuare con fiducia, con amore, con cuore aperto, con mente aperta questo percorso di elevazione spirituale sia a livello individuale sia continuando a impegnarvi a collaborare al Progetto Interstellar.
Io sorrisi triste per un amore al quale non potevo obbedire
E Lady Stardust cantava le sue canzoni
D’oscurità e sgomento”
“Sorrisi tristemente per un amore al quale non potevo obbedire”: Qui Bowie fa un riferimento letterario sofisticato all’Amore che non osa pronunciare il proprio nome”, il celebre verso della poesia “Due Amori” di Lord Alfred Douglas, citato durante il processo per oltraggio al pudore di Oscar Wilde nel 1895. Questo riferimento colloca il brano in una più ampia tradizione di arte queer, collegando il glam rock degli anni ’70 alla cultura underground vittoriana.
UNO SGUARDO DELICATO SUL MONDO (racconti) di S. D’Ambrosio
Una serie di 25 racconti da leggere tutto d’un fiato oppure in piccoli assaggi, sono soprattutto frammenti di vita, una sorta di lungo diario in prima persona (prevalentemente) che tocca argomenti importanti e cerca di scandagliare l’animo umano e le sue debolezze.
Il libro parte dal concetto arabo di “Samar”, ovvero l’usanza di sedersi insieme per raccontarsi storie all’ora del tramonto. Ecco che sin dall’inizio dunque, emerge l’idea della scrittura terapeutica e salvifica, che serve all’autore stesso (e di riflesso ai lettori) per riflettere e pensare.
Molti racconti girano intorno allo stesso tema, che forse sarebbe stato più incisivo se concentrato in una storia, a mio avviso. Ma l’autore sceglie di dare molte voci, a volte talmente rapide da dare l’impressione di restare in superficie senza approfondire il discorso. Altri invece risultano più centrati e toccano le giuste corde, come il caso di “Ancora un ballo”, quadro nostalgico e poetico, e “Come se fossi una bambola”, protagonista una truccatrice particolare. Le tematiche si concentrano soprattutto sulle dipendenze (droga e gioco), sulle debolezze che portano al suicidio, sulla violenza gratuita.
Interessanti gli abbinamenti musicali – una canzone per racconto – che spaziano dai T-rex al nostrano Teatro degli orrori passando per Ozzy Osborne e Brian Eno.
Il libro procede quasi come una playlist e la musica ci accompagna in tutti i racconti, e come dice il musicista/narratore: “Il titolo dell’album è già scelto. Uno sguardo delicato sul mondo. Dodici brani. Nella mia testa perfetti. In quella del manager no.”
**** 4/5
Dalla descrizione:
Cosa succede all’essere umano in certe situazioni? Quali sono i sentimenti che si provano davanti a certe esperienze? Venticinque racconti, venticinque fotografie che raccontano l’atteggiamento che alcune persone hanno provato davanti a situazioni di sofferenza e di dolore, senza avere la paura di mettersi a nudo e mostrarsi nelle loro debolezze e nelle loro fragilità. Uno sguardo delicato sul mondo è la prima raccolta di racconti di Salvatore Claudio D’Ambrosio, già autore di Ho ancora gli occhi da cerbiatto e Frammenti di un cuore da cerbiatto, entrambi editi da CSA Editrice.
«Anthymos insieme a Beatrix parla a nome di tutte le civiltà stellari che partecipano al Progetto Interstellar. Ci ringrazia per il profondo lavoro che stiamo facendo e per la nostra disponibilità e la nostra dedizione pur nelle fatiche delle rispettive quotidianità e annuncia una rinascita, una nuova alba dell’unione fra le civiltà stellari della nostra galassia e anche intergalattiche. Come sapete non siete i soli né in Sardegna, né in Italia, né tantomeno nel mondo che stanno lavorando per questa riconnessione, ma ognuno lavora a un progetto specifico e il vostro come sapete è collegato in particolare alla riemersione, alla rinascita e al rinnovamento dell’Antica Civiltà Sarda di Luce.
Quindi la vostra opera è grandemente apprezzata e in questo anno da poco incominciato si allargheranno sia i vostri orizzonti personali che la portata del Progetto Interstellar, benché pur sempre con una diffusione da persona a persona, quindi attraverso piccoli eventi che possono essere i seminari o le presentazioni dei libri o le visite nei luoghi sacri dell’antica civiltà o altre idee che vi verranno. Tenete conto che ogni attività che fate, ogni lavoro che fate, anche quello fatto solo da voi tre come quello di oggi, è come un sasso lanciato in uno stagno i cui cerchi si allargano nell’acqua a dismisura, andando a toccare quindi anche persone, energie e situazioni non in diretto contatto col vostro lavoro. Vorremmo che aveste sempre chiaro questo orizzonte potenzialmente illimitato del vostro impegno. E anche a livello individuale, mano a mano che la vostra luce si intensifica e le vostre frequenze si elevano, l’influenza benefica che potete avere e che avrete sulle persone vicine a voi e sugli ambienti che frequentate anche sporadicamente o casualmente saranno sempre maggiori e gradualmente sempre più visibili al vostro occhio esterno e al vostro occhio interiore, così che possiate essere sempre più confermati e rafforzati nel compito che state portando avanti. Questo è il messaggio che volevamo darvi oggi.»
Il sito dark “La Soglia Oscura” ospita un estratto del libro *Il vampiro e i suoi simboli – Viaggio da Dracula di Stoker al vampiro ultramoderno* Lupi editore
Al suo primo romanzo (preceduto da meritevoli raccolte di poesie e di racconti) l’autore RobertoMaggi dimostra non solo il suo talento come scrittore ma anche la capacità innata di scandagliare l’animo umano e di giostrare con le parole e i pensieri fino ad avviluppare il lettore nella sua elegante prosa.
Come negli “accordi spezzati” appunto, le fasi di questa storia si susseguono in un divenire che costituisce un puzzle per la mente più elastica e per il cuore più aperto, un insieme di frammenti che andranno infine a ricomporsi nella costellazione musicale creata dall’autore. L’approccio non è facile ma una volta entrati nel mood non si vorrà uscire da questa sequenza artistica colma di citazioni, rimandi e rielaborazioni a volte ardite. Emblematica per me è stata la rielaborazione ispirata al personaggio di Ofelia (Peter Hammill e poesia di Rimbaud) che ricorda “la tua voce, Ofelia, la tua cadenza di liuto, Francesca”. Ma sono così tante le canzoni presenti che è impossibile elencarle, ciascuna con la sua peculiarità musicale e testuale, ciascuna con la sua storia che l’autore dimostra di conoscere molto bene. Dal Re Lucertola ai Queen non mancano la nostalgia e l’amore per i pezzi che hanno riempito la nostra vita.
Anche le citazioni cinematografiche e letterarie sono numerose, riflessioni filosofiche sparse come gemme preziose nel testo, tesori da scoprire mentre si cerca di trovare il nesso tra le storie – compito non sempre facile per chi legge.
A volte viaggio allucinogeno on the road, a volte flusso di coscienza con cambi di punto di vista, salite e discese, descrizione di situazioni violente come fossero poesie. A volte si resta in attesa per scoprire che “non c’è un Godot da attendere, non c’è un tartaro che si debba materializzare all’orizzonte”.
Tra storie di senzatetto, abitanti della strada, vagabondi ai margini della vita come quelli cantati da De Andrè, il lettore vaga in una waste land fino alla fine del mondo, per ritrovare quei fili che si ricomporranno poi nel finale in una catarsi inaspettata.
Dalla presentazione:
Un intreccio di vite destinato a rincorrersi nel tempo, ciascuna tesa alla ricerca di sé, delle proprie radici e delle testimonianze altrui, sulle tracce di un passato ripercorso a ritroso. Esistenze raccontate separatamente in parallelo, attraverso continui rimandi e flashback, sovente sotto forma di rievocazioni oniriche, durante i quali i vari caratteri si svelano lentamente, mostrando gli elementi e gli incastri che li collegano, i momenti cruciali che li hanno accomunati e poi inesorabilmente allontanati, le ragioni delle scelte fatte dai protagonisti, ognuno di essi con il proprio carico di sofferenza e caducità, una propria voce e una corposa complessità psicologica. Una narrazione sospesa, ricca di sfumature poetiche, giocata in modo articolato su più livelli come in una trasposizione cinematografica, che fluisce altalenante tra presente e passato. Il tutto accompagnato e condizionato dalla musica, anche dal punto di vista stilistico (i capitoli appaiono contraddistinti come “Brani” di Album), presenza possente che scandisce il dipanarsi degli avvenimenti e degli stati d’animo degli attori e che costituisce il motore primario dell’intera storia, il nucleo vitale da cui tutto prende vita e a cui tutto ritorna, facendo nuovamente incrociare quelle strade solitarie apparentemente perdute.
Scheda e informazioni sull’autore sul sito Bastogi libri:
*SONO QUI PER TE – L’UOMO DELLE SCATOLE* DI ILARIO GIANNINI
Editore Dialoghi
L’opera prima di Ilario Giannini è una sorta di giallo – poliziesco che vira sin dalle prime pagine verso il noir psicologico. Con uno stile asciutto e a tratti ironico (elemento molto apprezzato) l’autore ci conduce nella mente del protagonista in un crescendo di suspense e curiosità quasi morbosa. È chiaro fin da subito che l’ispettore Matteo Viani nasconda qualche segreto inconfessabile soprattutto a se stesso e dovrà trovare il coraggio e la forza di affrontare il suo passato e i fantasmi che lo popolano.
Attraverso le sue manie ossessive e le sedute presso una affascinante psicologa, emerge una storia di complicità e amicizia con una persona misteriosa mentre insistenti presenze si mostrano con sempre più frequenza. I ricordi che emergono e affollano i suoi sogni non sono del tutto piacevoli e non mancano le sorprese in una trama coinvolgente e ben congegnata.
Qualche cliché può essere senz’altro perdonato considerando che si tratta di un’opera prima, peccato anche per l’editing a tratti poco curato. Ma questi aspetti non diminuiscono comunque la lettura piacevole e la suspense che l’autore è riuscito a creare. Consigliato soprattutto se amate il genere.
Dalla descrizione:
Matteo Viani, un ispettore di polizia, sta affrontando un periodo difficile della sua vita. Ha subìto vari “incidenti sul lavoro” che lo hanno messo a dura prova sia fisicamente che psicologicamente: prima ha riportato una ferita a seguito di una sparatoria, poi è rimasto coinvolto in un grave incidente durante un inseguimento in macchina. Le indagini sulla sanguinaria banda di malviventi, responsabile dei suoi guai, obbligano Matteo a frugare nei meandri della sua mente per trovare il codice che decifrerà tutto. Ma questo comporta anche il fatto di dover riaprire scatole rimaste chiuse per troppo tempo.
F.E.
Disponibile su Amazon:
L’autore
Ilario Giannini, nato a Empoli il 4/10/72, è un avvocato penalista del Foro di Firenze. Ha pubblicato vari contributi in materia di diritto penale su diverse riviste giuridiche e per diletto si dedica a studi in materia di psicologia e criminologia. Tuttavia la sua vera grande passione è da sempre la lettura e la scrittura: da sempre lettore onnivoro e insaziabile, fin da ragazzino ha l’esigenza di scrivere e raccontare le sue storie.
Ad oggi ha pubblicato i seguenti romanzi: “La cura dal male”, “Sono qui per te – L’uomo delle scatole” e “A caro prezzo”, quest’ultimo scritto a quattro mani con Max Zocca.
Ha scritto anche molti racconti di genere noir, horror e fantasy, molti dei quali hanno ricevuto premi letterari e sono stati pubblicati in varie antologie. Alcuni titoli: “Il monito di Phil”, “Al buio”, “Il mondo di Lewis”, “Vuoti di memoria” e “Convivenze difficili”; da quest’ultimo ha tratto una sceneggiatura che ha vinto primo premio all’Abruzzo Horror Festival del 2023 come migliore sceneggiatura per cortometraggio.
Pagina Recensioni: Come l’alba e il tramonto WritingPage
*Progetto Interstellar* Messaggi del Maestro Battiato
Alcuni giorni fa nel corso di un canalizzazione il Maestro Battiato ci ha dato alcune indicazioni sulla relazione fra i piani sottili e il piano materico su cui noi, come esseri umani incarnati, siamo focalizzati. Chi lavora costantemente sui piani sottili spesso può avvertire un senso di frustrazione perché quello che avviene con facilità nei piani sottili non ottiene un concreto riscontro nella realtà quotidiana della propria vita. Battiato ha spiegato che è necessario concentrarsi sull’affinamento della maestria, cioè della capacità di trasferire l’energia dei piani sottili nel piano materico in cui ci muoviamo.
Lui nella sua vita sul pianeta aveva raggiunto questa maestria riuscendo attraverso la sua arte – la musica, i dipinti − a manifestare sul nostro piano le intuizioni e le percezioni che gli arrivavano dai piani sottili e questo – ha aggiunto – gli ha permesso di fare lo stesso anche nella sua vita quotidiana raggiungendo un buon grado di abbondanza e benessere. Perciò ci ha invitato a lavorare per il miglioramento di questa nostra capacità, che già abbiamo ma deve essere affinata e migliorata. Per fare questo ci ha fornito due chiavi. La prima è la musica, che è un ponte privilegiato tra i due piani. Ci ha perciò consigliato di ascoltare musica costantemente, sia la sua e quella di David Bowie (che è un’altra delle nostre “guide” nel Progetto Interstellar), sia qualunque altra musica che di volta in volta sentiamo risuonare con il nostro essere. La seconda chiave è la creatività. Perciò ci ha incoraggiato a scrivere (visto che tutti e tre siamo degli scrittori) ma anche a sperimentare la creatività in qualunque altro campo ci venga in mente, senza alcuna preoccupazione del risultato.
E quando si parla di creatività non si parla solamente di creare nei campi considerati strettamente artistici. Qualunque attività umana può essere un buon veicolo per la creatività. In questo modo ci alleniamo a collegare i piani sottili col piano materico e saremo perciò sempre più capaci di trasferire ciò che facciamo nei piani sottili sul piano materico delle nostre vite, a beneficio nostro e di tutto il pianeta.