Nel luogo dei ricordi

 

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Nel luogo dei ricordi

Ci siamo incontrati

Dove avvenne quel fuoco

che tutto comprende

Dove udisti quel suono

che tutto confonde

Poi tu, poi io

e il cielo risponde.

 

(F.E.)

 

Foto: Nuraghe Piscu – Suelli, Sardegna

 

 

 

 

 

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Spirit

backlight

 

Esauste,
Le anime che vogliono salvarsi
A tutti i costi

Io non parlo con i morti
Ma con quello che è
e che potrebbe essere.

(F.E.)

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Tanto per te

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E il rumore del fuoco
 Tanto per cominciare
E l’acqua che scorre
 Tanto per diventare
E roccia che rompe
 Tanto per volere 

E tu che sei tutto, 
 Tanto per finire.

(F.E.)

 

(Pic. Jeff Buckley)

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White again

light me

 

In the race of time

In the rays of day

All the nights

Take my darkness away…

I’m white, again.

***

Nello scorrere del tempo

Nei raggi del giorno

Tutte le notti

Portano via il mio buio.

E sono bianco, ancora.

(F.E.)

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I Racconti di Xyara* (3) I guerrieri di Nyu

 

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(Quando sta per morire nel Nuur grigio, parte di Xyara scende nel Maar per raccontare ad Orian ciò che è accaduto e ritrovare le parti della sua essenza: Orios e Tara)

Allora parlai:

“Fratello Shiar, se tu riconosci la pietra dei Sir io deduco che non sei più colui che serviva il Saar rosso né colui che ha servito il Saar grigio. Chi sei dunque?”

“Sorella, da quando una sciamana mi ha guarito, estraendo da me il veleno che mi stava facendo morire, ho visto una nuova luce in me e intorno a me. Ho ripreso a comunicare con i veri Saar, i padri della nostra terra, che mi hanno aperto gli occhi su ciò che stava accadendo e allora ho visto. Ho visto la manipolazione intorno a me, e perché ero stato tradito. Ho visto che vivevo nel buio e senza amore. E ho promesso di rispettare tutte le sciamane e le donne in onore di quella sciamana.”

“Quella sciamana era Tara, mia sorella Sir.” Gli dissi. “Io e i miei fratelli haar siamo vittime di persecuzione e manipolazione, per questo sono stata condotta fino a te con la pietra dei Sir. Perché insieme possiamo porre fine alla manipolazione del Saar grigio e al presidio di Nyu.”

“Già dal mio nuur di bronzo agisco sul nuur grigio, ma troppo forti sono quelle energie di manipolazione.” Protestò Shiar.

“Abbiamo con noi la pietra di Anthymos il più saggio dei Sir, e l’energia di Orios, il più forte dei Sir. Siamo collegati a sua sorella Orian nel Maar. Grazie alla pietra troveremo gli alleati giusti e potremo agire direttamente sul nuur grigio. Io sarò quella che trarrà in inganno Nyu, fingendo di cedere al suo fascino.”

“Va bene, sorella.”

Shiar allungò le braccia e ci stringemmo le mani per saldare quel patto tra noi, mentre la pietra nera girava in cerchio tra noi due.

***

La sera dopo mi presentai al nuur grigio. Shiar si fermò poco dietro di me, nascosto tra gli alberi, per intervenire al momento opportuno, con la pietra nera dei Sir.

Mi ero vestita di soli veli da danzatrice, e avevo richiesto alla pietra, connettendomi con l’energia dei miei fratelli Sir, l’abilità della danza e della sensualità tale da poter distrarre Nyu per qualche tempo. Così mi presentai dicendo di voler danzare per Nyu, semplicemente come omaggio offerto da una persona importante del villaggio vicino. Mi condussero in una sala del nuur dove l’uomo stava mangiando, e dopo avermi squadrata bene alla luce di una torcia ordinò di lasciarci soli.

Iniziai a suonare il tamburello che avevo portato e a muovermi tra le pietre con i piedi scalzi. Dapprima mi guardava quasi annoiato, continuando a mangiare, poi il suo sguardo si fece più interessato e infine ipnotizzato. Sapevo quante donne e danzatrici vedeva ogni giorno, ma sapevo anche come soddisfare il suo ego. Mi toglievo man mano i veli che mi coprivano lanciandoli verso di lui tanto da coprirgli il capo e questo lo faceva sorridere mentre mi guardava.

Finita la danza, rimase soltanto un velo sul mio corpo e feci un inchino posando il tamburello. Nyu applaudì e si alzò lasciando il suo banchetto, da cui prese solamente un prezioso calice. Come prevedevo, egli si avvicinò con un sorriso ben noto sul volto, e mi carezzò una guancia.

“Non ho mai visto una pelle così chiara” disse “né capelli così fini.”

Mi sfiorò i capelli e poi spostò le dita dietro la mia testa come per volermi baciare, invece mi lasciò e indicò una pietra al centro della sala. Da fuori si udivano suoni di tamburi.

“Siediti.” Disse. “I miei guerrieri faranno una dimostrazione per te.”

Obbedii e andai a sedermi sulla grande pietra rettangolare, stringendo il velo intorno al corpo. Allora Nyu mi porse il calice e mi invitò a bere, cosa che feci perché avevo molta sete. Era una bevanda tiepida, color ambra, dal sapore speziato. Provai una sensazione di stordimento subito dopo aver bevuto.

Il suono dei tamburi si avvicinava, ed ecco che dall’ingresso della sala entrarono uno per volta, al ritmo della musica, dieci uomini che percorsero tutto il perimetro della sala con passo di danza tribale. Ognuno aveva con sé dei bastoni con cui produceva suoni sulle pietre, seguendo il ritmo dei tamburi suonati da uno di loro. Ognuno indossava una sorta di tunica legata alla vita e lunga fino ai piedi, il torso era nudo, e notai che sul viso portavano una maschera. Si disposero poi di fronte a me, battendo per terra con i bastoni e infine togliendosi le maschere, lasciandole sopra la testa. I loro volti avevano pelle ambrata e occhi molto scuri; erano talmente simili tra loro, anche nel fisico, da sembrare fratelli o comunque appartenenti alla stessa famiglia. Forse non avevo mai visto uomini così belli sulla terra.

A un certo punto uno di loro lanciò un urlo da battaglia, e a coppie iniziarono a combattere. Usavano i bastoni come armi, e solo in quel momento notai che avevano punte affilate.

Man mano, qualcuno cadeva a terra ferito, o addirittura poteva sembrare morto. E i vincitori si sfidavano a loro volta tra di loro. A un certo punto c’era molto sangue per terra. Io sobbalzavo ogni volta, ma cercavo di mantenere la calma in attesa dell’arrivo di Shiar.

In breve tempo, un solo guerriero era rimasto in piedi. Gli altri, che mi erano sembrati morti o feriti, si misero in ginocchio come se non fossero mai stati colpiti, e dissero: “Hai vinto tu, Soran.” Solo quando Soran il grigio si voltò e si diresse verso di me, capii che il premio ero proprio io. Rimasi immobile seduta sulla pietra, mentre Soran si avvicinava e mi sollevava il viso perché lo guardassi. I suoi occhi sembravano aver cambiato colore ora, avevano dei riflessi gialli. E sul suo corpo vedevo come un manto grigio simile a quello di un lupo. Dovevo avere paura, in effetti stavo tremando, ma per qualche motivo non opposi alcuna resistenza. Non riuscivo a muovere un dito, ero come ipnotizzata e anche se qualcosa mi diceva di resistere, ricordandomi che ero lì per il mio compito, un’altra parte di me non voleva altro che obbedire a Soran e fare tutto ciò che lui avrebbe voluto. Così mi sdraiai sulla pietra che invece che dura mi sembrava soffice e comoda, e quando arrivarono i suoi baci e tutto il resto, in quel momento sentii di non desiderare nient’altro. E lo stesso quando si avvicinarono gli altri, uno alla volta.

Come incantata non riuscivo a respingere nessuno di loro, anzi li accoglievo sia nella furia che nella dolcezza. E quando arrivò l’ultimo di loro, quello che fino a quel momento aveva suonato il tamburo, ero talmente spossata e stordita, da non vedere più altro che ombre intorno a me e non ricordare più dove fossi e perché. Essi mi apparivano ora come esseri grigi e lunghi che a un tratto scomparvero e come se si fossero fusi, lasciarono il posto a un orribile rettile grigio che mi guardava con occhi gialli. Nyu era al suo fianco, mi ero quasi dimenticata di lui. A quel punto credo di aver perso i sensi.”

Ripresi fiato mentre Orian, che non si era affatto scomposta, con un dito disegnava dei cerchi nell’acqua del Maar e lì dentro vidi me e Shiar dentro il pozzo sotto il nuur grigio. Così mi ricordai e ripresi a parlare.

“Quando ho riaperto gli occhi c’era Shiar accanto a me che mi chiedeva se stavo bene. Poi mi spiegò che ci avevano imprigionati sotto il nuur in costruzione e che al mattino, ripresi i lavori, saremmo rimasti praticamente sepolti vivi. Mi disse anche di aver visto tutto quanto accaduto nel nuur, di essere salito sulla parte alta per farsi vedere da me e attendere il mio segnale, ma inutilmente. Ero come ipnotizzata, tanto che non ero riuscita a vederlo, e durante il rito dei guerrieri aveva visto forme simili a serpenti grigi intorno a me e poi dentro di me. Dopo ero svenuta, e lui era saltato giù nella sala indirizzando la pietra dei Sir verso Nyu e il Saar grigio. Aveva lanciato la pietra che si era ingrandita e appuntita fino a ferire il rettile, tanto da farlo cadere a terra indebolito. Ma Nyu e i suoi uomini erano riusciti comunque a catturarci, decretando la punizione per aver osato sfidarlo e ingannarlo.”

Nello specchio d’acqua del Maar, vidi che passavamo diversi giorni dentro il pozzo, mentre all’esterno impilavano le pietre del nuur. Non bevevamo e non mangiavamo, non avevamo più forze né la nostra pietra. Vidi Shiar piegarsi sul pavimento e morire. Mi misi a piangere sentendomi responsabile della sua morte, perché io l’avevo spinto a sfidare il saar grigio. Orian come sempre mi tranquillizzò.

“Questo era comunque ciò che Sar-Shiar doveva sperimentare dopo essere stato al servizio del saar rosso, e compiere egli stesso un atto eroico proprio prima di morire lo aiuterà a purificare la sua anima. Quindi tu l’hai aiutato in questo.”

Ma non mi tranquillizzavo, e anzi piangevo all’idea di ciò che avevo fatto, di aver ceduto ai grigi.

“Con l’inganno ti hanno fatto bere una bevanda che ti ha distolto dal tuo compito e fatto dimenticare di essere una haar. Passerai qualche tempo nel Maar finché questo non sarà purificato.”

“Non ho più il diritto di essere curata da te. Non sarò più unita alla mia vera essenza.” Dissi tristemente.

Ma in quel momento, udimmo un dolce movimento dell’acqua, e un bellissimo essere maar si affacciò nella grotta. E subito comparve Orios al mio fianco, come lo ricordavo ma più rarefatto.

“Xyara, noi saremo sempre parte di un’unica essenza. Questo non cambierà mai.” Disse con la sua dolce voce. E così dicendo mi baciò sulle labbra.

E poi comparve Tara al mio fianco, anche lei più rarefatta ma erano riconoscibili i suoi occhi. E anche lei disse la stessa cosa, baciandomi. E subito sia Orios che Tara scomparvero, e la creatura maar si allontanò rapidamente dalla grotta con una scia azzurra brillante.

Fu allora che nello specchio d’acqua, vidi me stessa morire nel pozzo del nuur grigio e lasciare il mio corpo. Allora mi sentii alleggerita. Orian mi fece sdraiare e chiusi gli occhi, avendo la sensazione che stesse già iniziando a curarmi. E rimasi con gli occhi chiusi, sapendo di essere nel non tempo, non spazio, e non dovermi più preoccupare di niente.

 

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

(Immagine: corpo di ballo dallo spettacolo “Les Nuits Barbares”)

 

*NOTE*

Nuur Grigio – corrisponde all’attuale sito di Barumini

Nuur – si intende la costruzione che oggi corrisponde ai nuraghi

Haar – nome per gli Arturiani

Sir – nome per i Siriani

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Io ti salverò

Dali
Metti che poi decido
Esco e mi uccido
Non in senso letterale
Ma in modo surreale
Meglio buttarmi e poi differenziarmi 
Anche se non vorrei de-buttare
Prima di de-gustare

Prima il piacere poi il dolore
E il navigar mi è dolce
In questo amare.

(F.E)

(Pic. Io ti salverò- Hitchcock)

 

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I Racconti di Xyara* (2) La riunione Haar

Xyara

(Quando sta per morire nel Nuur grigio, parte di Xyara scende nel Maar per raccontare ad Orian ciò che è accaduto e ritrovare le parti della sua essenza: Orios e Tara)

I Saggi arrivarono e tutti ci mettemmo in ginocchio. Parlarono soprattutto Xenob e Xenobia, i saggi più rispettati di Haar. Essi sottolineavano la necessità che noi Haar restassimo al servizio del Saar grigio e i suoi seguaci proprio per il bene della Terra, e che non era necessario andare via come avevano fatto i vigliacchi Sir. Che anche se ci avevano cacciato e sembravano avere brutte intenzioni nei nostri confronti, tutto si sarebbe sistemato.

Mentre parlavano, avevo l’impressione di ascoltare due robot programmati. Qualcuno che dice parole non sue. E notavo con la coda dell’occhio che Mikail stringeva la sua pietra nella mano e che questa tremava. Xenob terminò il discorso dicendo che dovevamo essere uniti, e che chi fosse stato contrario alla decisione di restare, sarebbe stato esiliato.

Notai che nel frattempo anche Aleph, seduto esattamente di fronte a Mikail, aveva notato l’oggetto nella sua mano, e si agitava come volendosi alzare e dire qualcosa.

A quel punto, Mikail si alzò mostrando la sua pietra, dicendo a tutti il significato della sua vibrazione, in grado di riconoscere la manipolazione della mente.

“Credetemi fratelli,” disse Mikail “molti di voi conoscono i miei poteri e quanto sono in grado di percepire alcune cose. Molti di voi mi hanno detto più volte di considerarmi Saggio, avete forse cambiato idea?”

Nessuno rispose. Io mi alzai per difenderlo, ma Xenob alzò la sua mano in maniera perentoria.

“Chi è contrario alla nostra decisione, non può restare qui!” dichiarò.

“Allora addio!” urlò Mikail, voltandosi per fuggire.

Ma a quel punto tutti si alzarono, come se la mano di Xenob avesse dato un ordine preciso, e corsero dietro a Mikail. In particolare vidi Aleph correre dietro di lui più veloce degli altri.

Io ero come paralizzata, ma poi mi misi a correre anch’io, cercando di seguire la folla. Persi subito traccia di Mikail, e il bosco diventava fitto e buio.

Lo vedevo a distanza con gli occhi della mente. Percepivo il suo respiro affannato nella corsa, il tentativo di nascondersi dietro gli alberi, poi a un certo punto rallentava perché il buio gli impediva di vedere sotto i propri piedi. Udì le loro voci farsi più vicine, l’avrebbero preso. Era terrorizzato, disperato, e riprese a correre pur non vedendo nulla, e fu così che quasi scivolò in un precipizio, si tenne a dei rami con tutte le sue forze, ma infine cadde, e nel cadere il suo petto restò infilzato in un grosso ramo di rovi.

***

Avevo approfittato del buio per spostarmi non vista dagli Haar inferociti. Tutti si erano accorti che volevo difendere Mikail e che ero dalla sua parte, quindi mi avrebbero cercata. Piangendo per la sua morte, ma facendomi forza, mi appoggiavo agli alberi e seguivo la luce della luna che finalmente si era affacciata tra le nuvole.

Tenevo stretta in mano la pietra nera dei Sir. Mikail l’aveva appositamente lasciata cadere prima di fuggire e nella confusione generale, ero riuscita a recuperarla.

Allontanandomi nella direzione opposta al nuur grigio, ero giunta ad un altro Nuur di cui ignoravo l’esistenza. Emanava un bagliore strano, una luce di un colore che non saprei definire, simile alla terra del deserto ma bronzeo. Mi avvicinai con cautela.

Ormai era quasi l’alba, e alle prime luci potevo distinguere una figura che si muoveva tra le sale del nuur. Rimasi nascosta dietro una pietra ad osservare, vedendo meglio man mano che si faceva giorno. L’uomo indossava una tunica di colore bronzeo – molto simile alla luce che avevo visto intorno al nuur – e seminava pietre trasparenti e luminose in cerchio. Da un’altra sala, vidi uscire tre giovani uomini, probabilmente suoi discepoli, che lo salutarono e poi dissero “Noi andiamo, Shiar.” E si allontanarono.

“A più tardi.” Rispose Shiar. E così compresi che si trattava di colui di cui avevo sentito parlare, come primo tra i fedeli al Saar rosso e poi al Saar grigio. E che Nyu aveva probabilmente avvelenato per liberarsi di lui prima di andare al nuur grigio.

Quando Shiar si sedette accanto al fuoco per meditare chiudendo gli occhi, entrai silenziosamente nella sala. Posai la pietra nera proprio di fronte a lui, e questa si mosse disegnando un piccolo cerchio ed emanando una debole luce argentea, per poi fermarsi puntando verso di lui. In quell’istante aprì gli occhi e mi vide. Dapprima stupito, guardò me e poi la pietra. Le sue labbra fecero un lieve sorriso.

“Fidati di chi ti porterà la pietra dei Sir.” Disse, come ripetendo qualche messaggio sentito in precedenza.

 

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

(Immagine: Xyara)

 

*NOTE*

Nuur Grigio – corrisponde all’attuale sito di Barumini

Nuur – si intende la costruzione che oggi corrisponde ai nuraghi

Haar – nome per gli Arturiani

Sir – nome per i Siriani

 

 

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Nulla io temo

body stars

 

Nulla io temo quando sono con te
Nulla io temo senza di te
perché nulla separa
ciò che tutto deve essere.

 

(F.E.)

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I Racconti di Xyara* (1) Xyara e Mikail

Xyara

 

(Quando sta per morire nel Nuur grigio, parte di Xyara scende nel Maar per raccontare ad Orian ciò che è accaduto e ritrovare le parti della sua essenza: Orios e Tara)

“Alcuni di noi si erano già riuniti sulla radura non molto lontana dal Nuur grigio dove risiedevano lo sciamano Shiar e il suo seguace Nyu, che avevano convinto tutti della necessità di allontanare gli stellari rimasti. Sentivo che la manipolazione stava ormai facendo vittime anche tra i nostri giovani.

In realtà noi usavamo il termine ‘giovane’ solo su quel pianeta, perché non si addiceva a noi stellari, che invece ci dividevamo in Nuovi e Saggi. Questo passaggio avveniva naturalmente, in base alla vibrazione e al livello di consapevolezza raggiunto, sia con le vite incarnate sui pianeti sia nelle vite tra le vite.

Quando si passava allo stato di Saggio non era più necessario tornare in corpo fisico sulla Terra o altri pianeti se non per scelta volontaria e motivata. Ciò non accadeva spesso, ma di solito erano creature che lasciavano il loro segno per la personalità e la loro Arte.

Insomma, dopo la partenza di Orios con i Sir e dopo aver lasciato Tara nel Maar, mi sentivo molto indebolita nei miei poteri e a tratti molto triste, forse frammentata. Posso avere notizie delle due creature parti della mia stessa essenza?”

“Sì.” rispose Orian, “Tale era il loro amore che hanno deciso di unirsi in un’unica creatura Maar, né uomo né donna come tutti i Maar, e che ha preso nome di Taros. Molti potranno sentire la loro energia nel luogo di nome Tharros sulla Terra.”

Sorrisi, sentendo proprio in quel momento un movimento nell’acqua che mi fece pensare a loro. Sperai di poterli raggiungere presto, ma era importante continuare a spiegare ad Orian quanto accaduto, perché lei potesse entrare in comunicazione con i Sir della galassia e decidere se intervenire. Le raccontai del giovane Mikail.

“Mentre mi avviavo anch’io verso la radura, sul far del tramonto, camminando tra gli alberi udii un pianto sommesso e mi parve di riconoscere quella voce e la creatura accanto all’albero. Infatti si trattava di Mikail, che per me era come un fratello. Con tutti gli Haar eravamo sempre stati come fratelli e sorelle, ma con lui c’era un rapporto speciale, perché pur essendo un Nuovo, per molti parlava e si comportava già quasi come un Saggio, dimostrando grandi poteri e una forte consapevolezza delle cose.

Questo da una parte era un bene, dall’altra egli lo sentiva come un peso e a volte non riusciva a gestirlo, sentendosi incompreso dai più. Mi avvicinai e vidi che era legato all’albero e non smetteva di piangere. Allora lo aiutai a calmarsi, perché mi potesse spiegare.”

“Mi hanno legato perché non vogliono che partecipi al Consiglio.” Mi disse “Non ci crederai, ma c’era anche Aleph.”

Quel nome mi fece trasalire. Sapevo che Aleph era come un fratello per lui. Come d’altronde lo era per me.

“Sanno che ho capito che sono stati manipolati anche loro…Xyara, almeno tu mi crederai. Io mi sento controllato continuamente, me ne voglio andare da qui.”

Lo abbracciai per farlo calmare, e lui continuò a parlare in maniera meno concitata.

“Ho pregato Anthymos di portarmi con lui e i Sir ma non è stato possibile…dovevo restare con il mio gruppo. Ma sono proprio loro…proprio i nostri saggi ad essere stati manipolati. Stanno smemorizzando i nostri codici.”

“Come fai ad esserne certo?” gli chiesi, per cercare di farlo ragionare – ma sapevo dentro di me che aveva ragione.

Aiutai Mikail a slegarsi, così vidi che teneva un oggetto stretto nella mano e me lo mostrò. Era una pietra nera lucida, piatta come un disco.

“Me l’ha data Anthymos.” Disse “La sua vibrazione cambia a seconda della persona che parla, o di cui io chiedo informazioni mentalmente. Sento la pesantezza della vibrazione di quella persona, avverto la manipolazione nella sua mente. A volte sento anche qualche pensiero, capisci. È troppo pesante per me. Io non voglio restare su questo pianeta, e non ci voglio più tornare.”

Lo accarezzai e lo guardai nei suoi bellissimi occhi chiari.

“Ascoltami, noi andremo invece al Consiglio, e tu mostrerai gli effetti della tua pietra in modo che gli altri ti crederanno. Io ti appoggerò.”

“Verrò. Ma se succede qualcosa, prendi tu la pietra.”

L’avevo convinto. Così arrivammo insieme nella radura e ci unimmo al cerchio già riunito dai Nuovi, in attesa dell’arrivo dei Saggi. Tutti ci guardarono, e dovemmo sederci in punti lontani perché uomini e donne erano separati nel cerchio, una divisione che avevamo preso dall’usanza degli umani.

 

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

(Immagine: Xyara)

 

*NOTE*

Nuur Grigio – corrisponde all’attuale sito di Barumini

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In my Dream

life is a dream

 

Cosa mi tiene legato a te
La divisione nell’addizione 
Per difetto o per eccesso
Ma non è questa la soluzione 

Puoi forse tu nel mio sogno entrare
Senza con questo farmi impazzire?

(F.E.)

(Pic. Life is a dream – Rambert)

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