The Cactus Land *La terra dei Cactus

hollow men

 

It’s so mystifying

You need the greatest Guide

For your tired eyes.

The shallow men

In the Cactus Land

Who are they? The shallow men, say?

I can read them on one hand

And I see they’re in a band

Then help me reach that sky

That seems to be so high.

***

(Traduzione)

È un tale inganno

Ti serve la Guida migliore

Per i tuoi occhi stanchi

Gli uomini vuoti

Nella Terra dei Cactus

Chi sono loro? Gli uomini vuoti, per caso?

Da una parte riesco a leggerli

E vedo che sono in gruppo

Allora aiutatemi a raggiungere quel cielo

Che sembra essere così lontano.

(F.E.)

 

(Image: inspired by The Pilgrim – Magritte)

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Lost Reign * Il Regno perduto

 

king david

 

Do you know that melancholy after joy?

Do you know the sadness in a smile?

The secrets of a heart full of dismay

Do you know how far is the sky?

And how a star can be tempted to try…

 

Is my crucifixion right?

Is my love for you so blind?

And my words so vain?

People going insane

The price of the lost and missing reign.

***

(Traduzione)

Conosci la malinconia dopo la gioia?

Conosci la tristezza in un sorriso?

I segreti di un cuore in preda allo sgomento

Sai quanto è lontano il cielo?

E quanto una stella è tentata di provare…

La mia crocifissione è giusta?

Il mio amore per voi è così cieco?

E le mie parole così vane?

Tutti quanti impazziscono

È il prezzo per il regno ormai perduto.

 

(F.E.)

(Image: King David)

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I Racconti di Tara * A Berlino (Lara e Nikolas)

just-a-gigolo

BERLINO

A un tratto il vento era rinforzato, le tende bianche ondeggiavano sulla stanza come gonfie vele, e la candela era caduta dal tavolino. Lui si era apprestato a chiudere le finestre e raccogliere da terra la candela ormai spenta e consumata dalla notte. Poi si era fermato dietro i vetri, ad osservare fuori, badando bene di restare nascosto dalle tende. Lara si era messa a sedere sul letto, ancora assonnata e coperta dal lenzuolo. Dal pianoterra la musica non cessava dall’alba, come un cantilena, la voce di Marlene Dietrich che cantava “Wenn ich mir was wunschen durfte” – se potessi desiderare qualcosa.

Dalla strada si sentivano voci urlare, in tedesco, come per dare dei comandi. Alcune automobili avevano frenato proprio sotto il portone. Lara aveva stretto il lenzuolo, impaurita, in attesa che lui dicesse qualcosa. Sapevano che prima o poi li avrebbero trovati. Anche se in quella stanza della pensione erano stati al sicuro per alcuni mesi. Pagando il silenzio della proprietaria, quando quella aveva scoperto l’identità di Nikolas, ormai ricercato dai suoi superiori come collaborazionista.

Nikolas si era seduto sul letto dandole le spalle, a torso nudo, il berretto e la giacca militare erano appesi alla testiera di ferro battuto.

“Presto, vestiti, andiamo via.” Aveva detto in inglese, senza scomporsi. E si era passato una mano fra i capelli.

Lara in tutta fretta era scesa dal letto per correre in bagno. Indossava solo una sottoveste bianca, voleva almeno sistemarsi i capelli. Ma appena aveva aperto l’acqua del lavandino, un rumore sordo l’aveva immobilizzata. Tremava talmente tanto che non era stato facile muoversi e riaffacciarsi nella stanza. Soltanto per accertarsi di aver sentito un colpo di pistola. Soltanto per vedere Nikolas l’ultima volta, riverso sul letto e il sangue che usciva dalla testa.

Non c’era il tempo di andargli accanto, non c’era il tempo nemmeno di piangere. I passi sulle scale erano sempre più vicini. Poi le urla della proprietaria, interrotte da uno sparo. Lara si era chiusa in bagno nella speranza di non essere vista, né cercata. Ma inutilmente. Avevano sfondato le porte. Si erano messi a rompere anche le ante degli armadi, alla ricerca di qualcosa. Infastiditi, avevano sparato un altro colpo sul corpo di Nikolas già senza vita. Erano in quattro.

Uno dei quattro, che chiamavano Comandante, l’aveva afferrata per un braccio e spinta contro il muro chiedendole dove fosse nascosto qualcosa, ma in tedesco lei non capiva la parola. Un documento, quel documento, aveva detto il più giovane in inglese. Non lo so, aveva risposto lei, non so niente.

Non le avevano creduto. Il comandante, calmandosi, le si era avvicinato di più stringendole ancora il braccio, e ripeteva sei molto bella, molto bella. Si erano guardati negli occhi, e in quel momento le era sembrato persino che i suoi occhi fossero di colore diverso l’uno dall’altro. Ma aveva pensato ad un’allucinazione, dovuta alla sua disperazione.

Fu lui a dire agli altri di smettere di cercare. Fu lui a gettarla sul letto e legarla al ferro battuto. Fu lui per primo e poi tutti gli altri a fare scempio di lei.

Quando uscirono dalla stanza, a malapena riusciva ad aprire gli occhi per il dolore. Tutto era annebbiato. Ma poteva vedere che le lenzuola chiare erano tinte di rosso. Che la sua sottoveste non era più bianca ma rossa del suo sangue. E non aveva paura di morire, ma aveva un unico pensiero: non voglio più essere così bella, non voglio più essere così bella.

Nikolas era sdraiato accanto a lei, addirittura sembrava che dormisse. Ecco, si poteva semplicemente addormentare anche lei. Così si era girata su un fianco, in modo da poterlo vedere di profilo. E aveva chiuso gli occhi, sentendo la voce di Marlene Dietrich che ricominciava a cantare.

“Wenn ich mir was wunschen durfte”.

 

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

 

Immagine: film Just a gigolo

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Remember me *Ricordati di me*

remember me

 

Remember me

When far away I’ll be

From you and from life indeed

Just to set free

Like a bird near the reeds

Sees so much sadness in the world

Let’s bring your light smile within my soul.

Remember me

I’ll fly beside the trees

And you’ll see me in such reel and reel

Some kind of disbelief

Is goin’ to take my heart

Like a trembling leaf.

***

Ricordati di me

Quando sarò lontano

Da te e dalla vita

Solo per essere libero

Come un uccello tra le canne

Tanta tristezza c’è nel mondo

Allora porta il tuo dolce sorriso nella mia anima.

Ricordati di me

Volerò tra gli alberi

Mi vedrai volteggiare e volteggiare

Tutta questa incredulità

Prenderà il mio cuore

Come una foglia che trema.

(F.E.)

 

*my songs*

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A Star can cry * Una Stella può piangere

Beautiful Painting Goddess Woman and  Color space background with stars.

 

Stars are alone

When all is gone

They’re weak and they’re strong

Can’t give it all

 

The sky is torn

So brilliant I was born

Such light to be undergone

The Star is so alone.

And you don’t know why

But a star for you can even cry.

***

Le stelle sono sole

Quando tutto finisce

Sono deboli e sono forti

Non possono dare tutto.

 

Il cielo è a pezzi

E io sono nata così brillante

Tanta luce da sopportare

E la stella è tanto sola.

E anche se non sai perché

Una stella può persino piangere per te.

(F.E.)

*My songs* A star can cry

 

(Immagine dal Web)

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I Racconti di Tara * Le canzoni di Tara e Orios

 

pan_e_selene

*Tara*

Oggi non ce la faccio ad esser me.

È un inutile bagliore – che dico

Semplice splendore

Dei tuoi occhi

Cosa vuoi che sian quei tocchi

Leggeri ma decisi sui tuoi fianchi

Le mani hanno reciso

Senza pianti

Le foglie poi cadranno sul tuo viso

Non ti sarà d’aiuto il suo sorriso.

Bacia la rima, incatenata incanta.

È così, è deciso.

(F.E.)

*Orios*

Quando il sole scende

Ti incontro per caso

Da un vecchio paese

Hai segni sulle mani

Sei pronto a rubare parole

“Non scordare qui le tue ali”.

Al punto di non-ritorno, hai cominciato a vivere.

 

Conosci il contrario di me

In uno specchio vedrò

Tutta l’avidità spirituale

Che non mi appartiene.

 

Poi abbiamo cercato di essere uguali e uniti

Non volevamo farci dire

Cosa fare, dove stare

Abbiamo imparato ad andare

E cavalcare.

 

E quindi siamo partiti

Nel trambusto di Berlino

Quei giorni così strani

Non ci sembravano tanto duri

Abbiamo solo perso di vista

E scordato il nostro destino.

Nostra sola sfortuna.

 

Questo io non volevo

Questo io non cercavo

Ma è troppo alto per spiegarlo.

Stavamo scrivendo lo spleen

Per quello che doveva essere il futuro.

 

Mi piace quella parte di me

Che un po’ ignoro

Che tengo all’oscuro

Per mostrare altri lati di me.

Ma tu invece sì che la vedi…

Ed è un colpo alla testa.

(F.E.)

 

(Immagine dal Web)

 

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The Male Soul *Anima Maschile*

young god

 

*Anima Maschile*

Perdonami, Donna

Se non sono come te

Non sono aggraziato

Non sono delicato

E tanto meno forte

Come te

Ma ti amo

Ti amo così tanto

Che a volte il cuore non regge

E gli occhi non vedono

 

Prendi da me ciò che vuoi

Che ti possa rendere

Ancor più bella e preziosa

Di quello che sei

 

Perdonami perché

Se mai ho violato una donna

Allora ho violato me stesso

Per sempre

Abusato

Di me.

 

Perdona Donna se puoi

Questa tua Anima maschile.

(F.E.)

 

*Male Soul*

Forgive me, Woman

If I’m not like you

I’m not graceful

I’m not delicate

And I’m not strong

Like you

But I love you

I love you so much

That sometimes my heart can’t stand it

And my eyes can’t see.

 

Take what you want from me

Something to make you more beautiful and precious

Than you are

 

Forgive me because

If I violated some woman

Then I violated myself

Forever

Abused myself.

 

Forgive Woman if you can

This Male Soul of yours.

(F.E.)

 

(Immagine dal Web)

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I Racconti di Tara* (14) La morte di Tara

 

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Tharros, Sardegna

Tara si inginocchiò e svolse per terra il sacco che aveva portato per tutto il viaggio sul cavallo. Prese le erbe e i suoi recipienti di legno, gli oli preparati prima di partire, insieme a Senor e Myara. Sistemò gli impacchi sulla fronte e all’altezza dello stomaco. Distribuì l’olio in diversi punti e tracciò dei simboli.

Per tutta la notte non si spostò dalla sala. Sar sudava e si lamentava per i dolori, ma Tara poteva vedere sulla sua pelle qualcosa di viscido e nero che come un serpente era uscito dal suo corpo e infine andava a bruciare nelle fiamme del fuoco.

All’alba, Sar era come rinato. Il colorito era cambiato, i suoi occhi erano vividi, e riusciva lentamente a sedersi. Il servitore si era addormentato, nessun rumore tra loro, tranne i primi uccelli che volavano sopra il Nuur.

Sar la guardava incredulo. Tara sorrise soddisfatta sotto il velo che le copriva il volto.

“So che avete promesso di esaudire qualunque richiesta di chi vi avrebbe guarito.” Disse. E dato che Sar ancora non riusciva a dire niente, proseguì: “Chiedo che le sciamane non siano più bandite e possano essere libere da qualunque persecuzione.”

Sar sobbalzò.

“Perché chiedi proprio questo?”

“Perché sì.”

Tara si abbassò il velo scoprendo la testa e il volto. Sar riconobbe in lei una donna e trasalì.

“Mi hai ingannato.” La accusò.

“Sì. Ma se non l’avessi fatto, non vi avrei potuto guarire.”

Ci fu silenzio. Sar abbassò lo sguardo, come sconfitto.

“Non potrò mai dire a nessuno di essere stato guarito da una donna. Perciò vai via subito, lontano da qui! Porterò la tua richiesta a chi di dovere.”

“Io andrò via,” disse Tara “ma fate in modo che la vostra richiesta sia accolta. O le sciamane non saranno disposte ad aspettare ancora.”

Tara si alzò e uscì dalla sala. Riprese il cavallo e Kylia la seguì. Dopo essersi allontanata senza dare nell’occhio, salì sul cavallo e corse il più distante possibile, verso la costa. Decise di non tornare per un po’ nella zona di Senor. La sera si fermò in un piccolo bosco e si addormentò, appesantita da tutto il lavoro svolto. Sentì su di lei una sorta di carezza, che le sembrava il vento, e un bagliore di colore blu e argento che la avvolgeva.

La mattina ebbe la sensazione di essere osservata, e vide delle ombre tra gli alberi. Pensò che Sar potesse aver svelato la sua identità e che la stessero cercando. Ebbe paura, e si incamminò a piedi per uscire dal bosco. Non trovava più Kylia e iniziò a chiamarlo.

Camminò tanto, finché da lontano sentì il rumore del mare. Il vento era aumentato, e le onde si alzavano alte. Scese fino alla spiaggia, ormai esausta. Notò il piccolo Kylia che con l’idea di bere – come spesso faceva – si era avvicinato troppo all’acqua e ora rischiava di essere travolto dalle onde. Tara cercò di afferrarlo, ma anche lei era molto provata dal viaggio. Si bagnò i vestiti e il turbante cadde in mare. A un tratto, come una tempesta improvvisa, il vento divenne talmente forte da non potersi reggere in piedi; la sabbia volava, e le onde diventavano altissime, come non si erano mai viste prima da quelle parti.

Tara era riuscita a mettere in salvo Kylia, ma lei fu travolta prima che se ne potesse rendere conto, in un punto reso profondo da un dislivello del fondale. Un turbine di acqua e fanghiglia scuoteva tutto il suo corpo e fu trasportata in fondo al mare, per poi risalire in superficie quasi priva di sensi. Il mare in quel punto era improvvisamente più calmo, ma lei sentiva di non farcela.

Le sembrò di vedere intorno a lei dei pesci molto grandi che giravano in cerchio, ma erano i Maar, i Saar del mare. Fluidi, trasparenti come l’acqua, le parlavano con la mente.

“La vita in questo tempo è finita. Verrai con noi nel Maar fino a quando sarà il momento di tornare.”

Il Maar… casa. Pensò Tara. E poi il suo corpo restò lì in mezzo alle onde, mentre lei se andava.

***

Dopo diverso tempo, Xyara scese nel Maar per avere notizie delle altre due parti della sua essenza, Tara e Orios. Le rispose subito Orian:

“Tale era il loro amore che hanno deciso di unirsi in un’unica creatura Maar, né uomo né donna come tutti i Maar, e che ha preso nome di Taros. Molti potranno sentire la loro energia nel luogo di nome Tharros sulla Terra.”

***

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

(Immagine: Tharros, Sardegna)

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The Mistery of Myself * Il Mistero di Me stesso

galaxy stars

 

I’m the mistery of myself

I send arrows as I can

Time for love you never have

‘Cause you’ve wasted it instead

In a temple or a den

Thinking you would die in vain

In the future nothing but hell

Even if I give you my hands

I’m the mistery of your faith itself.

(F.E.)

***

(Traduzione)

 

Sono il mistero di me stesso

Lancio frecce a piacimento

Ma voi per l’amore non avete tempo

Perché l’avete consumato

In un tempio o su un divano

Pensando tanto morirò invano

E nel futuro non vedete niente

Nemmeno se vi tendo la mia mano…

Sono il mistero della vostra fede.

(F.E.)

*my songs*

 

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Crucify and Sanctify * Crocifiggete e santificate

 

martyr

 

Crucify and sanctify

You can kill me with a smile

Take your time for sacrifice

I can die,if you decide

But I don’t need to be your saint

For my silly mistakes.

If you can’t carry your own cross

Crucify me and you’ll be okay.

But I don’t want any nails

Only spiky thorns of roses

Which still spread their scent in space

The scent of love

I feel for you all.

***

(Traduzione)

Crocifiggete e santificate

Potete uccidermi con un sorriso

Prendetevi tempo per il sacrificio

Posso morire, se siete voi a deciderlo.

Ma non voglio essere il vostro santo

Per i miei banali errori

Se non riuscite a portare la vostra croce

Crocifiggete me e sarete in pace.

Ma chiodi non voglio

Solo spine di rose appuntite

Che ancora spargano profumo nell’aria

Il profumo dell’amore

Che ho per voi.

(F.E.)

 

*my songs*

(Image – no credit)

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