Immenso Blu

Avulsa da tutto
Non vedi più niente
Soltanto la notte
La realtà che mente
Chiudi gli occhi di più
In un immenso blu.


F. E.

https://www.facebook.com/francescaerriuditucci

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Articolo di Roberto Maggi per “Come il giorno e la notte”

Ripropongo qui il bellissimo articolo di Roberto Maggi (poeta e scrittore) per “Come il giorno e la notte”

Seppur lontani dalle ambientazioni e dalle situazioni estreme di un film come Badlands, nel quale l’allora esordiente T. Malick fa confluire tutti i mali endemici di una società cruda e cinica, pure delle assonanze si possono ritrovare tra la pellicola nordamericana e questo brillante romanzo di F. Erriu, i cui personaggi, fatalmente destinati a una vita ai margini, agiscono sulla spinta di un impulso ribelle, guidati dagli istinti irrazionali di cui spontaneamente si nutre la rabbia giovane. Non solo per l’evidente similitudine della trama incentrata su giovani vite, pressoché adolescenziali, ma anche per alcuni leitmotiv che fanno da sottofondo alla narrazione: gli elementi di pericolo, l’aspetto della fuga, le suggestioni sonore.

D’accordo, nel caso del romanzo dobbiamo immaginare noi le scene e abbinarvi i brani, ma non è forse questa l’abilità dello scrittore, mostrarci lo svolgimento degli eventi come se proiettati su uno schermo?

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I Racconti di Tara * un anno fa

“Quando non c’era la luna quel luogo era molto scuro e solo le stelle illuminavano debolmente gli spazi aperti. Il silenzio era assoluto, se non per qualche verso di rapaci e fruscii tra gli alberi. Da qualche notte, le era sembrato di vedere degli occhi, dietro i cespugli, proprio vicino all’albero principale posto di fronte alla sua capanna, come un guardiano. Ma non erano i soliti occhi di animali che già conosceva. Sembrava un essere diverso.”

Da “Viaggio tra le vite. I Racconti di Tara” che compie un anno *__*

Grazie a tutti per le recensioni!

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DOPPELGÄNGER *Recensioni Autori Emergenti*

Attratta immediatamente dal titolo – che una appassionata di letteratura tedesca non poteva non notare – e anche dalla bella copertina artistica (che mi ha ricordato l’opera “Uomo allo specchio” di Magritte) ho acquistato il libro di Lorenzo Giacinti. Anche perché il tema del doppio mi è sempre stato caro e l’ho trattato anche nella mia tesi di laurea (articolo: il doppio e il divided self in questo blog).


Confesso che all’inizio sono stata molto scoraggiata dalle 500 e più pagine di cui il romanzo è composto, ma mi sono detta che prima o poi ce l’avrei fatta. E considerando la trama che l’autore sapientemente sviluppa, la lunghezza era più che dovuta, e anzi non resta che complimentarsi con lui per essere riuscito in un simile intento. Non era facile raccontare due storie parallele, una in prima persona e l’altra in terza persona. Due ambienti completamente diversi (forse agli antipodi, una metropoli come Tokyo e la montagna lontana dal caos). Viene descritto tutto meticolosamente, gli ambienti, le atmosfere, persino i cibi consumati, tanto da farti desiderare di assaggiarli insieme a loro.


Le due storie procedono per conto loro ma – con una struttura molto precisa, da sceneggiatura – si incontrano in momenti precisi, si intrecciano, poi ancora si allontanano e infine si riallacciano. Le due storie le vivono i due personaggi, il protagonista scrittore alle prese con il suo nuovo romanzo, e Ale, suo ex fidanzato, partito alla volta di Tokyo alla ricerca del suo “doppio”. Quando scopriamo il vero intento di Ale, anche lui artista, e l’esistenza di un sosia che appunto vivrebbe proprio a Tokyo, fa capolino nel romanzo una suspense che ci accompagnerà per tutto il libro come nei migliori thriller. Ci sono segreti, personaggi misteriosi, ricordi che riaffiorano dal passato, vicini di casa forse pericolosi come nelle case isolate dei film horror. Di chi ci si può fidare? Chi nasconde qualcosa e perché?
Preparatevi, non ci sarà una risposta per tutto. Ma non è questo che importa. Ciò che importa è che il primo romanzo di Lorenzo è notevole. È notevole perché originale, perché tratta tematiche importanti – tante le parti dedicate all’arte, alla solitudine, all’amore, alla famiglia – perché scandaglia l’animo umano, che si (con)fonde nell’opera d’arte. Quasi inutile dire che i ritratti dipinti dalla coppia di giovani artisti mi hanno richiamato alla mente il Ritratto di Dorian Gray e il suo profondo significato. Ma non voglio dire troppo, perché il bello è scoprire tutto con la lettura. Uno stile pieno di realismo in molte scene (il sesso come mezzo), ma anche pieno di simbologie (gli animali, gli oggetti, i sogni). Forse c’è tanto materiale in questo libro, ma è un punto di vista molto personale. Ci sono personaggi che appaiono solo per dare informazioni (importanti) e poi svaniscono. C’è a mio parere una certa freddezza nei sentimenti, ma è voluta, e si dissolve verso il finale. Ma c’è una scrittura che merita di essere letta.

“A volte cerchiamo le risposte lontano, dall’altra parte del mondo, ma molto più spesso di quanto pensiamo le risposte sono molto più vicine, a un palmo d naso, magari proprio in famiglia, nelle nostre origini.”


Postilla: i protagonisti sono molto legati al grande artista David Bowie e la sua presenza me l’ha fatto apprezzare ancora di più!

F.E.

Libro: DOPPELGÄNGER – Lorenzo Giacinti – Porto Seguro Editore

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*Come il giorno e la notte* ClipArt

“E non hai nemmeno il coraggio di guadarmi in faccia.”
“E tu? Che coraggio hai?”
“Io? Vorrei soltanto il coraggio di ammazzarti. Ma non ce l’ho.”

Tom & André

*Come il giorno e la notte* Edizioni Montag

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Il Maestro 18/05/2021

Il Maestro è quello di cui non hai più bisogno. Il maestro non insegna, condivide. Il maestro lascia tracce, in divenire.

Quando incontri un maestro, non è sempre in forma fisica che accade, ma in forma di musica, di quadro, di parole.


Lo sguardo del maestro ti appartiene, i vostri frammenti si appartengono. Per questo vi incontrerete ancora, e ancora.

(Opera di F. Battiato)

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Concorso Writer Officina *online reading*

Da oggi parte il Concorso del sito Writer Officina

Sarà possibile votare il proprio estratto preferito cliccando sul simbolo della piuma dorata e attendendo la mail di autenticazione. Si potrà esprimere un solo voto per tutto il concorso, in base alle votazioni ci saranno 12 finalisti.

Nel frattempo si può comunque continuare a esprimere il gradimento su “Preferenze”.

Grazie a tutti e Buone Letture *__*

Questa è l’ultima recensione per “Come il giorno e la notte”:

“Un romanzo che descrive l’incontro di due anime, in apparenza diverse come il giorno e la notte ma che, in realtà, sono unite da una profonda fragilità.
La storia di Tomas e Vin (Vincenzo) inizia in una Casa Famiglia, che ospita giovani problematici.
Tomas, in apparenza forte, spregiudicato, diventerà per Vin un punto di riferimento e, quando scapperà dalla struttura, lui lo cercherà e troverà.
Le loro vite si riuniranno in una realtà troppo grande per loro, fatta di uomini crudeli, personaggi negativi che non faranno che affossare la loro già precaria autostima.
Molto commovente la storia di Tomas, come l’amore incondizionato, pulito, che Vin nutre nei suoi confronti.
Una storia cruda, narrata con accuratezza e con uno stile che incanta chi legge.
Mi sono emozionata in diversi momenti, ho vissuto con Tomas e Vin, con Fausto, Taco, Marta e Nina ogni momento come se fossi lì, con loro.
Un bellissimo romanzo!
Complimenti di cuore all’autrice!”

https://www.WriterOfficina.com/racconto.asp?cod=1102

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Esseri Avatar * 6.5.2021

Prosegue un lavoro sui piani sottili che sta contemporaneamente avvenendo in varie parti del mondo per il superamento di questa prova.
Nella situazione attuale stiamo lavorando sui codici di comunicazione perché è molto importante che la comunicazione sia chiara in questo periodo – la comunicazione è confusa ed è evidente che si vuole creare la confusione, quindi molti esseri umani sono consapevoli di quello che sta accadendo dietro le quinte però la comunicazione di questo è importante, come arriva il messaggio subliminale? Anche voi fate parte dei comunicatori per cui le persone percepiscono quel messaggio con quelle parole, dunque bisogna essere consapevoli del fatto che molte parole ed espressioni vengono manipolate e strumentalizzate – anche inconsciamente, pensando di essere nel bene, per cui ciò che viene letto o sentito viene manipolato a piacimento, quindi bisogna essere sempre chiari in ciò che trasmettete e trasmettere solo ciò che sentite vostro. Per ognuno di voi può essere differente, diversa la sensibilità e la modalità.


Ricordate anche gli aspetti positivi di questa esperienza globale: la connessione con la Corona Borealis di questo evento, su cui avete già lavorato per un certo periodo, una connessione stellare, una rete che riguarda tutto il mondo che è stato unito da qualcosa visto ora come il “nemico”.
In tutto questo, vi dico che la creatività è davvero alla porte, molto vicina per voi, si tratta di liberare ulteriormente tutti quegli spazi mentali e fisici ancora in qualche modo rallentati da ciò che sta accadendo e cercare di ritrovare la vostra dimensione all’interno di questo grande evento, il vostro scrivere, creare e comunicare. Per questo lavoriamo ora insieme sui codici della Comunicazione.


Quello che viene vissuto ora come restrizioni sono più che altro un riflesso della limitazione mentale, con la sensazione di non riuscire più ad avere una libertà di pensiero, ad avere la mente libera dai condizionamenti. Ma prima questo esisteva già, erano già presenti i condizionamenti, e chi si opponeva era spesso incompreso. Invece proprio ora vi sembra che la vostra mente si sia ristretta, ma queste limitazioni fanno capire quanto le costrizioni mentali fossero già presenti prima, e ora sono portate all’esasperazione. Ora bisogna liberare ed elevare la vostra mente per potervi connettere e trovare la vostra ispirazione mentale e fisica.


Distaccatevi dai conflitti in corso e cercate di lavorare solamente sui piani sottili.

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Sick Goodnight

A sick Goodnight
In the strangeness of time
In the desert of life
A sick Goodbye
You’re mine, you’re mine.


F.E.
*Art by Bhavna Benwal


Buonanotte malata
Nell’estraneità del tempo
Nel deserto della vita
Addio malato
Sei mio, sei mio.

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*Recensione*PROVOS! di Cristiano Rosari

Quando si finisce questo romanzo (ma forse anche prima) si capisce di aver letto un libro importante. Un libro anche coraggioso, perché racconta una storia poco conosciuta ai più (me compresa): l’esistenza del movimento dei Provos in Olanda negli anni sessanta, un gruppo di giovani non violenti e tendenzialmente anarchici.
L’autore, che avrebbe potuto semplicemente (o banalmente) parlarci dei Provos nel contesto degli anni sessanta, crea invece una storia che ci fa conoscere quel movimento culturale e provocatorio attraverso gli occhi di alcuni ragazzi degli anni ottanta. Il contrasto è quindi inizialmente esplicito: l’epoca del consumismo versus l’impegno politico-sociale e la ribellione al sistema non fine a se stessa.


Il gruppo di protagonisti, studenti dell’istituto Lagrange di Milano, diviso tra secchioni e inclini al “cazzeggio”, tra paninari e non, si ritroverà quindi catapultato in una avvincente avventura nata dal legame col passato del professore più ribelle e anticonvenzionale che si possa avere. La svolta giunge appunto con il suo arrivo: il professor Floris, docente di matematica, aprirà un mondo nuovo agli occhi dai ragazzi, tanto che scopriranno che la ‘Milano da bere’ non è più il loro posto. Inventano quindi personaggi e slogan, compiendo inizialmente bravate goliardiche – parte molto divertente del romanzo.
C’era il rischio di cadere nel cliché, nel descrivere una società e un gruppo di ragazzi come tanti, un professore ribelle che apre loro gli occhi. Ma l’autore riesce a mettere il suo tratto originale nella storia, a non rendere noiose le parti dove si dilunga di più, con uno stile coerente e ritmo.


Un libro che sembra quasi diviso in due parti distinte, che dalla metà in poi assume toni ben diversi da quelli leggeri iniziali portando il giovane protagonista ad esperienze certamente inattese e forti nel suo cammino.
Dai toni leggeri iniziali, la storia vira verso mondi e filosofie un po’ distanti da quelle dei giovani protagonisti. Il personaggio Max, apparentemente ignavo, diviso tra destra e sinistra, paninari e rasta, che fatica a trovare una collocazione, arriverà poi a una sua identità ideologica?
C’era il rischio di confondere o disperdere, con molti personaggi e situazioni, ma l’autore ha rischiato e ha fatto bene, perché tutto è funzionale alla storia. La storia parallela del passato diventa addirittura un secondo plot a sé stante, per riunirsi poi come un cerchio nel finale. Il protagonista Max è al centro, tra il mondo dentro e il mondo fuori, il prima e il dopo.
Richiama per me altre storie di crescita e passaggio all’età adulta, come i protagonisti di “I ragazzi della 56ma strada”, la cui storia è caratterizzata dalla profonda amicizia maschile. C’è la ribellione, c’è la voglia di cambiare il mondo, c’è l’alleanza, la disperazione, e infine l’amore. Con uno scambio di lettere verso il finale molto significativo.


Il tutto permeato da citazioni musicali molto gustose che evocano nostalgia (certamente per chi ha vissuto in pieno gli anni 80 come me) e da un grande amore per gli U2, tanto da ispirarsi ai loro fantastici primi album: Boy – October – War – The unforgettable fire – The Joshua Tree.

W i Provos!

(F.E.)

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