Sei colui che ruba anime Ti conosco fin da piccola A volte porti lacrime Di certo fai fatica A mantenere viva La paura più antica La notte ti appartiene Il buio ti contiene Ma quanto tu vorresti Vedere un po’ di luce Anche se fosse piccola.
Controllò di avere le chiavi nella tasca del giubbotto, i pochi soldi e tutto il resto. Prese il pacchetto di sigarette e ne accese una. Il vento era notevolmente calato, il suono delle onde più dolce in quell’ora di quiete. Gli piaceva percorrere strade poco note, dove nessuno lo conosceva e lui poteva essere chiunque. Di solito camminava a testa alta, guardandosi intorno, sicuro che avrebbe incontrato una ragazza interessante, o al limite qualcuno che gli avrebbe offerto dell’erba, o con cui suonare qualche canzone. In quel momento invece avrebbe preferito passare inosservato. Era consapevole della seduzione del suo sguardo, a cui era difficile dire di no, e a volte ne sentiva il peso. Non temeva il buio delle strade, perché vi era ben altro buio nel suo cuore.
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blackfriday
Giornata #25novembre
” Tale era il loro amore che hanno deciso di unirsi in un’unica creatura Maar…”
Le farfalle mutanti, il frutto malato di un errore umano ovvero il disastro di Fukushima. Un titolo originale, che racchiude l’essenza di questa raccolta. Gli errori dell’essere umano, a volte così terribili da stravolgere il mondo ; in ogni racconto, più o meno breve, l’uomo con le sue fragilità,le sue paure e, a volte, il suo spietato egoismo viene dipinto con una formidabile quanto incisiva narrazione. Ho apprezzato tutti i racconti ma, in particolar modo: “Il bambino che cadeva per terra” e “Capolinea”. Il primo, struggente, di una dolcezza e amarezza che,sinceramente, mi ha commossa. Il secondo,invece, regala un’ironia che porta a sorridere, per poi correre verso un finale spiazzante. Bambini, amori perduti, morte e anche speranza si alternano, trasmettendo al lettore un susseguirsi di emozioni uniche. Ed è proprio questa la bravura dell’autrice: riuscire in poche pagine a catturare e appassionare, un dono davvero speciale. Molto originale “La fuga di Chicco”, un plauso per la fantasia! Consiglio vivamente questa raccolta, perché anche con piccole storie si possono provare grandi emozioni!
Farfalle mutanti è una raccolta di racconti che si presenta come una sorta di viaggio attraverso varie fasi della storia dell’umanità. Si parte dal futuro per poi tornare in un intimo passato. Nel mezzo racconti dall’approccio più leggero e a tratti surreale, con protagonisti bambini coraggiosi ed esseri di fantasia. Più intimi e drammatici i racconti legati alla morte di persone care, come Duets e Tasto OFF, in cui i ricordi si alternano a un presente velato di mistero. In Capolinea, più monologo in prima persona che racconto vero e proprio, sembra quasi che tutti i personaggi incontrati finora si ritrovino nel vagone di un treno. L’idea della raccolta parte dall’immagine triste e al tempo stessa suggestiva delle “farfalle mutanti”, ovvero gli insetti rimasti menomati in seguito al disastro nucleare di Fukushima. Un’immagine che riporta all’azione dell’uomo sulla natura e alle sue conseguenze. Il simbolo delle farfalle sarà, quindi, presente in tutti i racconti come una sorta di filo volante e leggero che li unisce.
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Francesca Erriu Di Tucci nasce a Cagliari nel 1972. Laureata in Lingue e Letterature straniere, è traduttrice e insegnante di inglese. Scrive racconti sin da piccola e consegue il suo primo premio letterario al concorso “Lettere al primo amore” Grinzane Cavour. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: il racconto Stella Stellina (2007); il romanzo Come il giorno e la notte che nel 2020 vince il Premio Montag per la narrativa. Dal 2018 raccoglie suoi scritti e poesie nel blog “Dalla Stella alla Terra” e sulla pagina facebook Francesca Erriu Di Tucci WritingPage.
“L’acqua con la forte corrente trasportava a riva piccoli oggetti di vario tipo, conchiglie e pietre. Vin ne raccolse qualcuna, e andò poi a posarle accanto a una specie di lapide con una croce di legno su cui non si leggeva bene il nome, creando una sorta di corona floreale tutt’intorno. Poi Tom lo chiamò e gli fece cenno di avvicinarsi perché aveva comprato al bar delle patatine e Coca-Cola. Vin lo raggiunse con un bottino di conchiglie e pietre e le dispose sul muretto. Era quasi il tramonto, il mare era agitato. “Quella croce sarà per qualcuno che è annegato?” Si incuriosì Vin. “Può darsi.” Rispose Tom, mentre lottava con il vento per accendere una sigaretta. Con alcune pietre scure dalla superficie lucida e liscia, Vin compose i loro due nomi uno accanto all’altro; Tom sorrise, ma poi per dispetto spostò le pietre scombinando la composizione. Vin ripensò a quando da bambino giocava a Domino e qualche suo compagno di scuola arrivava e buttava giù tutte le tessere. “
Se solo mi perdessi Nei tuoi occhi riflessi Non avrei più tempo Di curare il mio tempio Non avrei più voglia Di sapere a memoria Le date infinite della nostra storia