
Ovunque verranno
Posate le mani
Sbarrati i cancelli
Chiusi i bordelli
Forse ci sentiremo più umani
Se di notte avremo pianto
Sul letto disfatto.
W/S
White Star Arts
*Art by Boris Vallejo
IF

Ovunque verranno
Posate le mani
Sbarrati i cancelli
Chiusi i bordelli
Forse ci sentiremo più umani
Se di notte avremo pianto
Sul letto disfatto.
W/S
White Star Arts
*Art by Boris Vallejo
IF

Abducted – in the
Land of
Infinite
Energy –
Nobody’s coming.
W/S
White Star Arts
*Art by Tara McPherson

Atoms
Are fragments
Fragments
Are pieces
Pieces
Are parts
And Atoms
-for- Peaces.
W/S
White Star Arts

Please give me your dreams.
But don’t dream about fake songs
Don’t leave me alone
Don’t stand up – if you’re wrong.
I just want to reach your inner stone
And give it to the deep of the world
Stay with me
And then we’ll go.
W/S
White Star Arts
*Sleeping Hermaphroditus (Bernini)

You still look for me
When I’m already in
And you say you want me
When already have me.
I’m in front of you
And you can’t see me.
(W/S)
White Star Arts
At Tharros
The – arrows
Seemed narrow
The sparrows
Just sang and sang
For tomorrow
You’ll look for
And I’ll find you
At Tharros.
W/S
White Star Arts

*ph. Tharros – Sardinia
To this faraway temple
How long shall I travel?
To reach it with marvel
To touch it and rest in
How long shall I endure this?
W/S
(White Star Arts)

(Saatchi Gallery)

What part of you
You want to hide?
Believe me or you’ll die
And when we die
We’ll be happy though.
(W/S)
White Star Arts
*Art by Naoto Hattori
Visionary Vision

T-S-E
in The waStE land
T-S-E
They Said hollow mEn
They’re here, and there
They Stand up at the End
WiTh aS blind old mEn
T-S-E
(W/S)
White Star Arts
To Thomas Stearns Eliot
Born 26.9.1888
*T.S.Eliot, watercolor portrait
Sono stanca. Non riesco a pensare, ma vorrei…Vorrei capire in questo momento dove sei. Lo so, il tuo corpo è qui, io lo vedo, disegnato sotto le lenzuola bianche che nascondono le tue ferite; dal tuo viso, assolutamente privo di espressione, non traspare alcuna smorfia di dolore…Strani strumenti che non so per quanto tempo ancora ti terranno in vita, nascondono la tua fronte, la tua bocca…aghi affilati penetrano la tua pelle quasi del tutto consumata. Sì, ti posso vedere, in questa forma poco umana che quasi non riconosco. Ma vorrei sapere dove sei ora, dove vaga la tua mente, cosa stai guardando…Sai, ho osservato a lungo il buio per capire cosa si potesse vedere senza vedere: un nulla senza fine, ancora più buio del vuoto…Vorrei poterti parlare, sapere se sai che sono qui…E cosa faresti se potessi vedermi? Di sicuro mi chiederesti di andar via, di non disturbarti, almeno in un momento come questo…E come può una madre rifarsi viva così, di punto in bianco, dopo aver quasi dimenticato di avere un figlio, e pretendere di non essere cacciata via? E’ inutile che ti dica: non è stata colpa mia, non volevo…insomma, tutte quello che si dice in questi casi.. Serve solo a nascondere la verità dietro un velo rattoppato per poi vederla riapparire all’improvviso da un buco che non avevamo cucito. Non sono stata una madre per te; le poche volte che ho cercato di esserlo dev’essere stato per te come vedere infrangersi uno di quei meravigliosi vetri screziati che da ragazzino ti piaceva osservare lungo le arcate delle chiese per contarne i mille colori. Le nostre vite sembravano così distanti…Noi due soli nella stessa casa: invece di farci forza l’un l’altro giocavamo ad abbatterci a vicenda e lentamente ci distruggevamo…Sai quante notti ho passato a cercare di capire dove avevo sbagliato? Non l’ho ancora capito. La nostra vita non aveva via d’uscita: tu scappavi, io ti cercavo…
Ho preso treni, corriere, métro per arrivare da te, di notte, di giorno, a qualsiasi ora…E quando i miei occhi, ad un certo punto, non riuscivano più a distinguere forme né colori, quando la luce e il buio si confondevano nella polvere delle stazioni, allora mi fermavo proprio lì, dove il viaggio mi aveva portato, e chiedevo di te a chiunque incontrassi, a chi come te aveva scelto la strada per vivere. Qualcuno diceva che stavi molto male, altri avevano saputo che eri morto: era inutile cercarti ancora. E così mi fermai e smisi di inseguirti.
***
Sono stanco. Vorrei fare tante cose ancora, perché dovevo fermarmi proprio adesso? Questo silenzio…Devo essere a casa, sì, è lo stesso silenzio mortale che c’era sempre fra me e lei, mia madre…Saprà che sto così male? Penso sempre: se avessi avuto una famiglia diversa, una vera famiglia, di quelle che si vedono solo da certe finestre illuminate durante le feste, sedute intorno ad un tavolo, che ridono, parlano…una famiglia normale…Non esisterà solo nelle fiabe! Non so perché penso a queste cose, proprio in questo momento, ma sono sicuro che sta per succedere qualcosa: mi sento così strano…Anche l’odore è quello di casa mia, quell’odore di pulito misto al profumo che lei usava…un odore opprimente, fino alla nausea. E se lei fosse qui vicino? No, non è possibile, lei mi odiava. Per tutto quello che ho fatto, perché volevo essere speciale…Sì, mamma, sono cambiato, te ne sei accorta? Tu lo sai cosa vuol dire rimanere solo con una madre come te, senza più nessun altro…Come in un carcere senza neanche le sbarre per poter dare uno sguardo sul mondo… e una porta sempre chiusa a chiave… Pensavi che non sarei mai cambiato, lo speravi, non è vero? Speravi che non sarei mai cresciuto. Volevi torturarmi senza tregua, come se fossi stato io la causa della tua vita sbagliata! E invece è grazie a te, cara mamma, proprio merito tuo e del tuo affetto se ora sto così male, se sono scappato per finire dove non avrei voluto…Cara mamma, cosa potrei dirti se tu fossi qui ora? Forse ti chiederei un favore, sì, mi abbasserei anche a questo…Ti supplicherei di far finire adesso tutto il mio tormento, proprio ora che soffro per tutto quello che devo pagare, per tutti i miei sbagli…e per i tuoi. Vorrei proprio andarmene da un’altra parte: qualunque essa sia, sarà senz’altro migliore di questa. Ma tu non mi faresti mai un favore del genere, non mi vuoi abbastanza bene…Non lo faresti neanche ora, pur sapendo di avere la tua ultima possibilità. Forse avevi ragione tu, ho sempre voluto essere speciale: una famiglia speciale, una vita speciale, persino un male speciale…Allora, anche la mia morte sarà speciale.
***
Sono stanchissima. Penso spesso, se si potesse tornare indietro, come si risolverebbero tante cose…Come vorrei che tu potessi rinascere e ricominciare tutto, essere un altro figlio…E anch’io, certo, rifarei tante cose daccapo. No, ci ho pensato un po’, sai, ma credo che non ci sia altra soluzione: noi due ci dobbiamo proprio separare, stavolta per sempre. Tu hai sempre voluto essere speciale, chissà che ora non riesca a trovare la tua famiglia normale…Lo spero proprio. E spero che mi perdonerai, figlio mio, se ora staccherò questa spina che ti tiene in vita e ti libererò di questi strumenti che deturpano il tuo viso ed il tuo corpo candido…. È meglio che tu dorma ancora per un po’, perché sono sicura che al tuo risveglio non mi vorresti vedere.
***
Un altro figlio (Racconto di Francesca Enrew Erriu)
Vincitore della sez. adulti del I concorso nazionale di narrativa “Bastione Saint Remy” sul ruolo della famiglia.

Painting by Debra Hurd
ELT writer, presenter, teacher & trainer
Vivo e scrivo sulla splendida isola d'Ischia
Il mio mondo..tra parole e sogni..