T-S-E Poet

eliot portrait

 

T-S-E

in The waStE land

T-S-E

They Said hollow mEn

They’re here, and there

They Stand up at the End

WiTh aS blind old mEn

T-S-E

 

(W/S)

White Star Arts

To Thomas Stearns Eliot
Born 26.9.1888

*T.S.Eliot, watercolor portrait

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Un altro figlio (Racconto a due voci)

Sono stanca. Non riesco a pensare, ma vorrei…Vorrei capire in questo momento dove sei. Lo so, il tuo corpo è qui, io lo vedo, disegnato sotto le lenzuola bianche che nascondono le tue ferite; dal tuo viso, assolutamente privo di espressione, non traspare alcuna smorfia di dolore…Strani strumenti che non so per quanto tempo ancora ti terranno in vita, nascondono la tua fronte, la tua bocca…aghi affilati penetrano la tua pelle quasi del tutto consumata. Sì, ti posso vedere, in questa forma poco umana che quasi non riconosco. Ma vorrei sapere dove sei ora, dove vaga la tua mente, cosa stai guardando…Sai, ho osservato a lungo il buio per capire cosa si potesse vedere senza vedere: un nulla senza fine, ancora più buio del vuoto…Vorrei poterti parlare, sapere se sai che sono qui…E cosa faresti se potessi vedermi? Di sicuro mi chiederesti di andar via, di non disturbarti, almeno in un momento come questo…E come può una madre rifarsi viva così, di punto in bianco, dopo aver quasi dimenticato di avere un figlio, e pretendere di non essere cacciata via? E’ inutile che ti dica: non è stata colpa mia, non volevo…insomma, tutte quello che si dice in questi casi.. Serve solo a nascondere la verità dietro un velo rattoppato per poi vederla riapparire all’improvviso da un buco che non avevamo cucito. Non sono stata una madre per te; le poche volte che ho cercato di esserlo dev’essere stato per te come vedere infrangersi uno di quei meravigliosi vetri screziati che da ragazzino ti piaceva osservare lungo le arcate delle chiese per contarne i mille colori. Le nostre vite sembravano così distanti…Noi due soli nella stessa casa: invece di farci forza l’un l’altro giocavamo ad abbatterci a vicenda e lentamente ci distruggevamo…Sai quante notti ho passato a cercare di capire dove avevo sbagliato? Non l’ho ancora capito. La nostra vita non aveva via d’uscita: tu scappavi, io ti cercavo…

Ho preso treni, corriere, métro per arrivare da te, di notte, di giorno, a qualsiasi ora…E quando i miei occhi, ad un certo punto, non riuscivano più a distinguere forme né colori, quando la luce e il buio si confondevano nella polvere delle stazioni, allora mi fermavo proprio lì, dove il viaggio mi aveva portato, e chiedevo di te a chiunque incontrassi, a chi come te aveva scelto la strada per vivere. Qualcuno diceva che stavi molto male, altri avevano saputo che eri morto: era inutile cercarti ancora. E così mi fermai e smisi di inseguirti.

***

Sono stanco. Vorrei fare tante cose ancora, perché dovevo fermarmi proprio adesso? Questo silenzio…Devo essere a casa, sì, è lo stesso silenzio mortale che c’era sempre fra me e lei, mia madre…Saprà che sto così male? Penso sempre: se avessi avuto una famiglia diversa, una vera famiglia, di quelle che si vedono solo da certe finestre illuminate durante le feste, sedute intorno ad un tavolo, che ridono, parlano…una famiglia normale…Non esisterà solo nelle fiabe! Non so perché penso a queste cose, proprio in questo momento, ma sono sicuro che sta per succedere qualcosa: mi sento così strano…Anche l’odore è quello di casa mia, quell’odore di pulito misto al profumo che lei usava…un odore opprimente, fino alla nausea. E se lei fosse qui vicino? No, non è possibile, lei mi odiava. Per tutto quello che ho fatto, perché volevo essere speciale…Sì, mamma, sono cambiato, te ne sei accorta? Tu lo sai cosa vuol dire rimanere solo con una madre come te, senza più nessun altro…Come in un carcere senza neanche le sbarre per poter dare uno sguardo sul mondo… e una porta sempre chiusa a chiave… Pensavi che non sarei mai cambiato, lo speravi, non è vero?  Speravi che non sarei mai cresciuto. Volevi torturarmi senza tregua, come se fossi stato io la causa della tua vita sbagliata! E invece è grazie a te, cara mamma, proprio merito tuo e del tuo affetto se ora sto così male, se sono scappato per finire dove non avrei voluto…Cara mamma, cosa potrei dirti se tu fossi qui ora? Forse ti chiederei un favore, sì, mi abbasserei anche a questo…Ti supplicherei di far finire adesso tutto il mio tormento, proprio ora che soffro per tutto quello che devo pagare, per tutti i miei sbagli…e per i tuoi. Vorrei proprio andarmene da un’altra parte: qualunque essa sia, sarà senz’altro migliore di questa. Ma tu non mi faresti mai un favore del genere, non mi vuoi abbastanza bene…Non lo faresti neanche ora, pur sapendo di avere la tua ultima possibilità. Forse avevi ragione tu, ho sempre voluto essere speciale: una famiglia speciale, una vita speciale, persino un male speciale…Allora, anche la mia morte sarà speciale.

***

Sono stanchissima. Penso spesso, se si potesse tornare indietro, come si risolverebbero tante cose…Come vorrei che tu potessi rinascere e ricominciare tutto, essere un altro figlio…E anch’io, certo, rifarei tante cose daccapo. No, ci ho pensato un po’, sai, ma credo che non ci sia altra soluzione: noi due ci dobbiamo proprio separare, stavolta per sempre. Tu hai sempre voluto essere speciale, chissà che ora non riesca a trovare la tua famiglia normale…Lo spero proprio. E spero che mi perdonerai, figlio mio, se ora staccherò questa spina che ti tiene in vita e ti libererò di questi strumenti che deturpano il tuo viso ed il tuo corpo candido….  È meglio che tu dorma ancora per un po’, perché sono sicura che al tuo risveglio non mi vorresti vedere.

***

Un altro figlio (Racconto di Francesca Enrew Erriu)

Vincitore della sez. adulti del I concorso nazionale di narrativa “Bastione Saint Remy” sul ruolo della famiglia.

 

children rain

Painting by Debra Hurd

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Night ships

ship in the night

 

La strada conosci

La rotta non perdi

Il timone tu tieni

E le stelle a guardare.

 

La strada non so

La rotta io perdo

Il timone non tengo

Per te ritrovare.

 

 

W/S

(White Star Arts)

 

*Ship in the night

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End-of-life

fine vita

 

It’s the end-of-life

Let me do it right

Freedom to choose night

In a storm

In the womb

I come back to my life

 

 

W/S

(White Star Arts)

 

*Fine-Vita*

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Affinità Animica *Beatrix

Sirian1

*Affinità Animica*
Quando parliamo di affinità animica o energetica, questa si può manifestare in vari modi sul vostro piano. Non significa necessariamente che tra gli esseri debba esserci la nascita di un amore, almeno non nel senso da voi inteso sul piano materiale.
L’amore ha talmente tante espressioni che non si limita soltanto a ciò che voi chiamate coppia, o all’amore di tipo fraterno o materno. Per questo voi trascorrete tanto tempo alla ricerca di quell’essere che rappresenti la vostra affinità animica e che erroneamente chiamate metà ma non è tale perché voi non siete metà da completare ma siete già il tutto.
Certamente ci sono frammenti di voi che ogni tanto ritrovate e allora sentite quel sentimento di “attrazione” perché qualcosa di voi stessi riconoscete. E questo può essere in un animale, albero o fiore.
L’affinità animica è ovunque e non si può limitare a un unico essere fuori di voi. Vedrete allora l’amore in più ampia scala. Certo può capitare di incontrare dopo tanta strada quel frammento più forte e potente di voi, dell’energia della vostra stessa stella.
E allora potrete provare la vera unione nel compiersi della sessualità superiore.
Ma questo può accadere quando voi stessi siete entrati completamente nell’amore.

 

Beatrix (Sirio) del 26.9.19

(Tramite F.E.)

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The Ones

ghost

 

What about the ones?
What about the other ones?
And what about us?

What happened to our outcome?
I stayed, you’ve run
Now It’s me the other one.

(W/S)

White Star Arts

 

*Art by Caroline Jamhour

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Something

sun

 

Il cieco tornare

Il dolce riempire

Il cupo dormire

Il mare che assale.

Il tetto che cade

La folla che sale

Il sordo tremore

La luce che appare.

 

(W/S)

White Star Arts

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Equinozio *Beatrix

Sirian1

 

Nella realtà divisoria che vi pertiene, nulla si può né si deve quantificare. Nel nostro infinito amore risiede ciò che voi non potete ancora comprendere pienamente, ovvero l’essere infinito che siete, senza limiti se non nella vostra  mente divisoria.

La separazione dell’essere si realizza in frammenti di voi che vanno nel tempo ritrovati e riunificati. Ciò può avvenire solo quando il vostro cuore è centrato e la vostra paura è cessata. Quando ciò che vedete o ricordate non è più “trauma” da rivivere o superare, ma solo altro elemento da inserire tra i frammenti da riunificare. Questo voi siete e questo noi siamo, un addensamento nuvolare che man mano prende forma in materia, differente a seconda del piano in cui opera e si trova.

L’unione di tutto questo rende voi stessi consapevoli del vostro infinito per cui amerete voi stessi senza fine, e di conseguenza tutti i vostri frammenti e così coloro ad essi collegati.

Questo significa “noi siamo uno” o meglio “noi siamo tutto”. Così è.

 

 

Beatrix (Sirio) del 23.9.19

(tramite F.E.)

 

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Always there

lovers

 

Always there to be reached

Always there to be switched

Let me feel let me kiss

It’s no time to be missed.

 

 

(W/S)

White Star Arts

 

*Art by Autumn Skye Art

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Broken

 

flowers

 

So broken

In the spiral of unspoken

In the middle of nowhere

Waiting for you

To be there.

 

 

(W/S)

White Star Arts

 

*Art by Autumn Skye Art

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