*Autori del Futuro* SALVINA ALBA

ā€œAutori del Futuroā€ ĆØ uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama ā€œAutori del Futuroā€ perchĆ© vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.
L’intervista di settembre per la rubrica ā€œAutori del futuroā€ vede protagonista Salvina Alba, autrice siciliana con all’attivo cinque romanzi molto diversi tra loro ma tutti di natura intima ed esistenziale.Ā  Il suo ultimo libro si intitola ā€œIl bosco di faggiā€, ma di recente ho letto il suo terzo romanzo (ā€œNell’abissoā€) e l’ho trovato davvero forte, potente, con diversi personaggi che mi hanno veramente colpita e una tecnica narrativa notevole.

  1. Ben trovata e grazie per aver accettato l’invito nel blog ā€œDalla Stella alla Terraā€. Ecco la prima domanda per te: dalle trame dei tuoi cinque romanzi pubblicati, si evince una sorta di filo rosso che predilige i viaggi, le relazioni tra persone e l’importanza delle svolte, spesso dovute alla casualitĆ  della vita. Sono quindi tematiche che ti stanno particolarmente a cuore?

Prima di tutto voglio ringraziare il blog e te per avermi invitata. Per quanto riguarda le tematiche dei miei romanzi, devo dire che sono molto varie. Il filo che li collega tutti ĆØ l’esplorazione dell’interioritĆ  dei personaggi. Come dico spesso, più della descrizione dell’esterioritĆ  mi attrae l’introspezione psicologica, il monologo interiore, l’analisi dei moti dell’animo che determinano le nostre azioni, anche le più complesse o negative. Scrivo dal duemila e ho scritto più romanzi di quelli che finora ho pubblicato. Ho scritto di terrorismo, di diritti umani, di un destino crudele che ci manovra tutti come un burattinaio, della condizione umana, di drammi personali, ma al centro della narrazione ritroviamo sempre il protagonista con la sua interioritĆ . Fa eccezione ā€œPole poleā€, ambientato in Kenya, che ha una genesi molto particolare poichĆ© nasce come un libro di viaggio da regalare a una carissima amica molto malata e desiderosa di andare in Africa.

  1. Dal punto di vista editoriale, il tuo percorso finora sembra molto variegato: ā€œNell’abissoā€ e ā€œPiù grandi illusioniā€ sono stati pubblicati con la casa editrice Kimerik, il romanzo per ragazzi ā€œI segreti di Florianiaā€ con la casa editrice CittĆ  aperta, ā€œPole Poleā€ ĆØ in self publishing mentre l’ultimo con Edizioni Convalle. Queste scelte sono state casuali, oppure hai riflettuto su come procedere in base anche al tipo di libro o al periodo in cui ĆØ uscito?

Ho cominciato a pubblicare diversi anni fa, nel 2006, quando pubblicare non era facile come lo ĆØ oggi. Allora il mio unico desiderio era vedere le mie opere sotto forma di libro. La Kimerik mi ha offerto questa possibilitĆ  ma non ha soddisfatto tutte le mie aspettative. Fra i due romanzi pubblicati con la Kimerik, troviamo ā€œI segreti di Florianiaā€ che ĆØ un romanzo per ragazzi e che ĆØ stato pubblicato da una casa editrice che purtroppo ĆØ fallita pochi mesi dopo. Per molti anni poi non ho più voluto pubblicare, pur avendo diversi romanzi quasi pronti, fino a quando, una decina di anni dopo, ho deciso di utilizzare la nuova opportunitĆ  del self publishing che mi attirava molto sia perchĆ© mi dava una certa sensazione di libertĆ  sia perchĆ© eravamo nel bel mezzo della pandemia di covid. In quel contesto mi ĆØ sembrata la scelta migliore. Poi il caso mi ha fatto conoscere Edizioni Convalle, una casa editrice molto seria che cura la pubblicazione delle sue opere fin nei minimi dettagli.

  1. Pensando agli autori emergenti, a tuo avviso ĆØ possibile fare tutto da soli – dalla grafica all’editing – oppure ĆØ necessaria qualche collaborazione? Tu come ti sei regolata finora?

Tutto ĆØ possibile, ma ĆØ molto molto difficile occuparsi di tutto personalmente. Bisognerebbe possedere svariate competenze o avere numerose amicizie. In caso contrario, diventa tutto complicato e molto costoso. Un libro pubblicato deve essere un libro curato e ben fatto perchĆ© i lettori meritano un prodotto di qualitĆ , perciò ritengo che la strada migliore per pubblicare sia quella di affidarsi ad una casa editrice seria che creda in noi e nella nostra opera. Per quanto mi riguarda, quando ho pubblicato ā€œPole poleā€ in self publishing, ho avuto la fortuna di poter contare sull’aiuto gratuito di un amico competente per quel che riguarda la parte grafica, mentre ho curato personalmente l’editing e la correzione dei refusi.

  1. Scrivendo i tuoi romanzi hai intenzione di rivolgerti a un pubblico in particolare? Per esempio affrontando temi esistenziali, il disagio dei giovani, l’importanza dell’amicizia e delle relazioni.

Io ho cominciato a scrivere 23 anni fa per dar voce e spazio ad una mia esigenza personale e non avrei mai pensato che le mie opere un giorno avrebbero visto la luce per un pubblico più o meno preciso. Come ho giĆ  detto, il mio unico desiderio era di vederle stampate. Se ci fossero state allora le stesse opportunitĆ  di oggi, probabilmente non avrei mai pubblicato niente. Ancora oggi, quando scrivo, non penso mai a chi leggerĆ  il mio libro. Non si tratta di mancanza di rispetto verso i miei lettori, al contrario. Scrivere un romanzo seguendo il gusto dei lettori e non la mia ispirazione, mi sembrerebbe come tentare di scrivere una canzone di successo a tavolino. Non mi sembrerebbe nĆ© eticamente nĆ© deontologicamente corretto. Fanno eccezione i due romanzi che ho scritto su richiesta: ā€œI segreti di Florianiaā€ per mia figlia dodicenne e ā€œPole poleā€ per la mia amica malata. In generale invece credo che si possa dire che i miei romanzi si rivolgono a un pubblico che ama leggere la narrativa contemporanea e riflettere su temi sociali e esistenziali importanti.

  1. Dalla tua biografia si evince che ti occupi di insegnamento e che hai studiato Lingue e letterature straniere. Quanto hanno influito la tua professione e i tuoi studi sulla passione per la scrittura: le vivi come due sfere totalmente distinte oppure no?

Ho insegnato francese per oltre quarant’anni e sono appena andata in pensione. Finora la scrittura ha rappresentato per me solo un piacevole hobby, ma ora avrò più tempo per dedicarmi alla mia passione e di questo ne sono felice. La mia professione non ha influito molto sulla scrittura, semmai le ha tolto tempo, ma i miei studi e la mia formazione sƬ. Moltissimo. Intanto ho letto fin da bambina autori e romanzi di ogni genere. E poi la mia formazione letteraria ha avuto grandi ripercussioni nella mia scrittura, soprattutto grazie ai grandi romanzieri francesi dell’ottocento e del novecento come Flaubert e Camus. Il mio autore preferito però rimane Stendhal per il suo realismo e per la sua modernissima analisi delle passioni e dei comportamenti sociali.

  1. Ho chiamato questa nuova rubrica ā€œAutori del Futuroā€ come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autrice nel tuo futuro?

Io non ho mai inseguito nĆ© fama nĆ© ricchezze e non riesco a immaginarmi come un’autrice del futuro. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e pubblicare senza pormi problemi o coltivare particolari ambizioni. Ho ancora tanto da dire, ho romanzi giĆ  finiti da pubblicare e tanti progetti da portare avanti.

  1. Per finire, una curiositĆ : nei tuoi romanzi racconti le tue storie in maniera ugualmente efficace sia quando scegli un punto di vista maschile sia quello femminile. Pensi che questa capacitĆ  sia una ricchezza per uno scrittore/scrittrice?

Certo, potrebbe essere una ricchezza se lo scrittore riesce a calarsi efficacemente sia nella psicologia femminile che in quella maschile, cosa estremamente difficile. Non ĆØ un caso che di solito gli scrittori preferiscono utilizzare protagonisti maschili e le scrittrici protagoniste femminili, proprio perchĆ© ognuno conosce meglio il proprio genere. Io non so se riesco ad essere efficace con entrambi, ma di sicuro sono molto più attratta dai personaggi maschili, anche se non saprei dirti perchĆ©. La maggior parte dei miei protagonisti sono uomini, tranne in ā€œPiù grandi illusioniā€ in cui la stessa storia viene narrata parallelamente dal protagonista maschile e da quello femminile e in ā€œPole poleā€ in cui le protagoniste sono due donne. Anche nel romanzo che ho appena finito di scrivere però c’è una donna protagonista. Credo che sia la storia stessa a guidarmi nella scelta del punto di vista.

Biografia

Salvina Alba ĆØ un’insegnante ennese in pensione che scrive dal 2000. Ha pubblicato nel 2006 il romanzo ā€œPiù grandi illusioniā€ (Kimerik), nel 2007 il romanzo per ragazzi ā€œI segreti di Florianiaā€ (CittĆ  aperta) che ha vinto il primo premio in due concorsi nazionali, nel 2010 il romanzo ā€œNell’abissoā€ (Kimerik), nel 2021 ā€œPole poleā€, un romanzo ambientato in Kenya, e nel 2022 ā€œIl bosco di faggiā€ (Edizioni Convalle). ƈ sposata, ha due figli e un nipotino di 14 mesi che ĆØ la gioia della sua vita.

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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Oppenheimer *il silenzio della distruzione*

Oppenheimer di Christopher Nolan

Quando si parla tanto di un film o di un libro, ognuno deve dire la sua quasi fosse un obbligo o una moda. Ma a volte no, a volte condividere diventa un’esigenza, il desiderio di “spargere” bellezza più che si può, ed ĆØ questo il caso.

Da tempo non vedevo una sala piena con un pubblico muto, anche adolescenti in religioso silenzio, attoniti di fronte alla distruzione messa di fronte a noi – come se giĆ  non la conoscessimo – commossi all’idea ingenua che un’invenzione simile potesse in qualche modo fungere da ‘deterrente’ e fermare tutte le guerre…

Questo ci riguarda tutti, per cui non si può restare insensibili o dire che ĆØ un film freddo senza emozioni, non ĆØ questione di gusti. ƈ che essere posti di fronte ai nostri spettri (dell’umanitĆ ) ĆØ una prova difficile per tutti.

f.e.

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RebĆØlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lotta – Catartica Edizioni

RebĆØlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lotta

šŸ—£ļøLe poesie di questa raccolta che vi apprestate a leggere sono quelle selezionate nella prima edizione del premio ā€œRebĆØlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lottaā€ indetto da Catartica Edizioni in collaborazione con l’associazione Indie Libri. Il nome del concorso, RebĆØlde (Ribelle), rimanda al suo tema ovvero la ribellione sia nell’ambito personale ed individuale sia in quello politico e collettivo.

L’argomento scelto mira a fornire spazio per riflessioni che abbiano origine da momenti salutari di cambiamento, da lotte personali o sociali, da tensioni verso una libertĆ  il cui vero significato spesso non viene analizzato a fondo, a differenza delle persone che la rivendicano attraverso le proprie rivolte.

🌟troverete anche la mia poesia selezionata “La corrente del tuo mare” 🌟

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https://www.catarticaedizioni.com/2023/08/rebelde-poesie-ribelli-amore-vita-lotta.html?fbclid=IwAR30IHfVYVd_Nt8xc5NGYZvyW-PUACjHE-P2GHw20c1JZTMC-rSQ00XUuys

#CatarticaEdizioni#IndieLibri#RebĆØlde#Poesie#poesiedilotta#poesiesociali#poesiecontrocorrente

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Promo Card *Scrittori & co.*

Promo Card gentilmente realizzate dallo staff di Scrittori & co.

Ecco il loro sito che offre servizi e iniziative per autori:

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Chirù *Consigli di lettura*

Se provai dolore nella nostra crescente distanza non mi sembrò strano: perderlo era parte del patto,

e in nome di quel patto io lo curai come si curano le cose prestate,

sapendo che alla fine c’ĆØ per tutto una resa.

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*Come l’alba e il tramonto*

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*Quattro passi al buio di Ilario Schina* Recensione

Si tratta di quattro racconti noir che virano verso il distopico e tratti horror. Sono tutti accomunati da una sottesa ansia da catastrofe, dall’incertezza del futuro, da personaggi come intrappolati nel loro destino. Le storie sono tutte ambientate negli Usa, l’autore dimostra conoscenza di ciò che scrive, non sempre risulta semplice seguire gli eventi ma la scrittura ti trasporta in quei luoghi dark e c’ĆØ poesia anche nel macabro:

“La spalla ĆØ stata la seconda cosa che ĆØ spuntata fuori sotto lo scatto di un lampo. Il viso riposava tra le zolle e una ciocca di capelli  le rammendava le labbra. Un bavaglio di fango. A me però sembrava sterco. La ragazza era terra, fanghiglia e fogliame, la fronte pezzata dai sospiri fradici del terreno. Pioggia.ā€

Brano tratta dal primo racconto Il buio di notte in cuiĀ un uomo riceve l’incarico di disseppellire e spostare il cadavere di una ragazza assassinata. L’agitazione sale nel buio grazie a dialoghi concitati tra i due protagonisti.

Nel secondo racconto, Sangue dal bosco, il giovane Danny si rivolge al padre per analizzare i cambiamenti avvenuti nel mondo a seguito di una brutta epidemia. Nel frattempo, si odono delle urla provenire dal bosco.

In La stella a propulsione Una cittadina americana si spopola per sfuggire a una catastrofe in arrivo. Il giovane Wayne Gunner e la sua famiglia restano, convinti che sia tutto frutto di una psicosi collettiva.

La natura diventa una minaccia, gli animali impazziscono, uccelli migratori piombano dal cielo e si schiantano contro i vetri. Gli esseri umani cercano rifugio e in quella situazione – come accade nei disaster movies – la violenza più profonda viene fuori e la paura degli altri prende il sopravvento:

“Ora il varco ĆØ stato violato. Sono tra noi. Vestono come noi. Sorridono, come noi.ā€ La donna si fece il segno della croce. ā€œParlo dei divoratori di anime, Wayne. Demoni scesi in terra con lo scopo di demolire il regno di Dio. Strappano lingue dalla bocca dei nascituri per impedire il futuro della parola. Sono qui per sopraffarci e renderci schiavi della depravazione.”

Le scene tra i ragazzini ricordano i racconti di Stephen King, verso il finale tra padre e figlio gli scenari richiamano ā€œLa stradaā€ di McCarthy.

L’ultimo racconto Il ponte dell’arcobaleno (tratto dal romanzo ā€œIl gusto amaro della neveā€), chiude con malinconia ma con un messaggio di pace e serenitĆ .

Un uomo accompagna il nipote a dare l’ultimo saluto a un amico scomparso. Cessato il temporale, cavalcheranno verso l’arcobaleno.

Dice il nonno, a proposito delle tribù Creek:

“La storia della nostra contea celebra il destino funesto del popolo delle terre umide e paludose. PerchĆ© la fine di un popolo può segnare il parto illegittimo di una civiltĆ  intera. La nostra venuta al mondo ĆØ un colpo di tosse del destino. Morire, fa parte del destino. Procedere a un genocidio significa caricare a pallettoni un pessimo destino. Ma Dio ci lascia in sorte di manovrarlo, il destino.ā€

Un libro che non lascia indifferenti, da leggere soprattutto se amate il genere ma comunque per riflettere sul destino dell’uomo. Complimenti all’autore per la scrittura che trasporta in un mondo apocalittico in maniera molto efficace – cosa non comune per un autore emergente.

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Recensione di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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*Autori del Futuro* FABIO TIPA

ā€œAutori del Futuroā€ ĆØ uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama ā€œAutori del Futuroā€ perchĆ© vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.

L’intervista di agosto per la rubrica ā€œAutori del futuroā€ vede protagonista Fabio Tipa, autore di quattro romanzi che definirei ā€œgialli atipiciā€ di cui ho letto ā€œLa capsula del tempoā€ e ā€œIl prezzo dell’animaā€.

Le sue storie sono ironiche e leggere da una parte, riflessive dall’altra. Il protagonista si trova di solito a indagare su qualche mistero che verrĆ  svelato man mano.

  1. Ben trovato e grazie per aver accettato l’invito nel blog ā€œDalla Stella alla Terraā€. Ecco la prima domanda per te: I tuoi romanzi si potrebbero definire ā€œgialli atipiciā€ costruiti con suspense e ironia. I protagonisti sono persone comuni che si ritrovano coinvolte in qualche mistero. ƈ uno schema su cui hai studiato oppure ĆØ arrivato in maniera naturale? Pensi di dedicarti sempre a questo genere?

Non ho seguito schemi, ma ho cercato di scrivere tutto ciò che reputavo essenziale ai fini della trama. Sono nati dei personaggi che mi somigliano e che vivono solo in un romanzo, mentre altri si muovono sullo sfondo in tutti i romanzi e vivono di vita propria. Il genere mi piace e non credo sarei capace di cimentarmi in altri generi. L’unica variazione che mi sono concesso ĆØ stato scrivere l’ultimo romanzo in prima persona presente, una innovazione rispetto ai precedenti scritti in terza persona al passato, ma che mi ha permesso una maggiore introspezione a discapito della libertĆ  di azione.

  1. I tuoi libri sono tutti autopubblicati. Si tratta di una scelta ponderata o casuale? La reputi la scelta migliore o vedi possibilitĆ  di contatti con case editrici all’orizzonte?

Inizialmente si ĆØ trattato di una scelta casuale. Il primo romanzo doveva giacere su una mensola della mia libreria e cercando su internet mi sono imbattuto sull’autopubblicazione che permette di stampare anche una sola copia. Poi mi sono fatto prendere dall’euforia e dalla possibilitĆ  di aiutare un’associazione di volontariato, destinando loro l’intero ricavato della vendita dei libri. La scelta ĆØ diventata obbligata per i romanzi successivi, in quanto le tempistiche delle case editrici nell’esaminare i manoscritti non collima con i miei scopi di solidarietĆ .

  1. Pensando agli autori emergenti, a tuo avviso ĆØ possibile fare tutto da soli – dalla grafica all’editing – oppure ĆØ necessaria qualche collaborazione? Tu come ti sei regolato finora?

Secondo me, per realizzare un prodotto di qualitĆ  ĆØ necessario collaborare con altre figure indispensabili. Io ho curato da solo la grafica perchĆ© avevo il desiderio di realizzare tutto secondo i miei gusti, e scoprendo alcuni strumenti di intelligenza artificiale mi sono fatto prendere la mano. Di contro, ho sempre l’impressione che i libri degli altri autori siano più accattivanti dei miei. L’editing, invece, ĆØ arrivato soltanto dopo, quando ho capito che si tratta di passaggio fondamentale spesso sottovalutato.

  1. Scrivendo i tuoi romanzi hai intenzione di rivolgerti a un pubblico in particolare? Per esempio affrontando temi filosofici ed esistenziali più o meno nascosti nella trama thriller.

Non ho un pubblico particolare, i romanzi piacciono perché sono scritti in modo semplice con un linguaggio alla portata di tutti. La presenza di alcune tematiche esistenziali attira alcuni tipi di lettori che cercano qualcosa di più di una semplice storia. Il mio scopo principale, del resto, è lasciare al lettore più di una domanda su cui riflettere oppure una frase sottolineata da rileggere successivamente. Del resto, io sono il primo lettore di me stesso: mi emoziono quando rileggo alcuni passaggi o rido di gusto quando ne leggo altri e spero di trasmettere le stesse emozioni che ho provato in fase di scrittura.

  1. Dalla tua biografia si evince che ti occupi di geologia e informatica. Quanto hanno influito la tua professione e i tuoi studi sulla passione per la scrittura: le vivi come due sfere totalmente distinte oppure no?

La mia scrittura ĆØ nata per caso, dalla voglia di imprimere su carta alcuni miei pensieri, riflessioni, sul rapporto tra scienza e fede. La mia professione ĆØ servita ad ambientare i romanzi nei luoghi a me familiari, mentre i miei studi sono serviti a caratterizzare alcuni personaggi fondamentali. Alla fine credo sia impossibile distinguere lo scrittore dal geologo o dall’impiegato comunale, e questo si ripercuote sulla scelta delle vittime in ogni romanzo. Mai casuale!

  1. Ho chiamato questa nuova rubrica ā€œAutori del Futuroā€ come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autore nel tuo futuro?

Vivo alla giornata e negli ultimi tempi la voglia di scrivere si ĆØ persa a discapito di altre attivitĆ . Non ho mai avuto una passione vera e propria per la scrittura, avrei voluto imparare a suonare qualche strumento musicale. Prima di appendere la penna al chiodo, però, vorrei scrivere un ultimo romanzo che racconta, in modo ironico, l’autismo di mio figlio. Ho giĆ  titolo e copertina e credo sia di una potenza dirompente, sempre che riesca a terminarlo. Tornando al futuro, l’unico desiderio ĆØ avere, un giorno, una via a mio nome: ā€œF.V. Tipa, scrittoreā€. Non chiedo troppo…

  1. Il tuo spirito ironico e fantasioso emerge dai tuoi libri e anche dalla tua attività social. Pensi di sfruttare maggiormente questa tua caratteristica dandole magari più spazio?

L’ironia ĆØ la forza motrice della mia vita. Senza di essa sarei giĆ  stato travolto dagli eventi che capitano a ognuno di noi e che irrompono con prepotenza a scompigliare le carte della nostra esistenza. Detto questo, credo abbia giĆ  lo spazio che merita.

Biografia

Sono nato a Caltanissetta, al centro della Sicilia, una terra ricca di cultura, tradizioni e umanitĆ . Mi sono laureato in Scienze Geologiche a Palermo e dopo una breve esperienza come insegnante di Matematica e Scienze ho esercitato la libera professione come geologo. La geologia mi ha portato a conoscere il territorio nella sua vera essenza, a capire come la natura abbia plasmato l’ambiente e soprattutto comprendere come l’uomo ne distrugga buona parte per i propri interessi. Sono appassionato di informatica fin dall’infanzia e mi diletto nella programmazione di applicazioni per computer e smartphone allo scopo di semplificare il lavoro. Il destino mi ha portato nel basso Piave, sulle rive del fiume Sacro alla Patria che solca il Veneto Orientale, e al momento lavoro nella pubblica amministrazione, nel campo dell’edilizia.

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L’Algoritmo: https://www.amazon.it/dp/B089QR5NJG

La Capsula del tempo: https://www.amazon.it/dp/B08SLBYHZF

Il Prezzo dell’Anima: https://www.amazon.it/dp/B09H5SHJQN

L’Orizzonte degli eventi: https://www.amazon.it/dp/B0BPR69623/

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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Intervista a Demetrio Salvi *Rivista letteraria Malpelo* L’Undicesima copia

Oggi diamo il benvenuto a Demetrio Salvi, ringraziandolo per aver accettato l’invito del blog Dalla Stella alla Terra. Napoletano, classe 1961, insegna sceneggiatura in tutta Italia e racconta storie utilizzando il cinema, la televisione e naturalmente la carta stampata. Ho avuto il piacere e l’onore di essere sua allieva durante un corso di sceneggiatura a Roma e di essere ricontatta da lui di recente in occasione della rivista ā€œMalpeloā€, di cui ĆØ Direttore editoriale. Ma partiamo con la prima domanda:

1.Come nasce l’idea di questa rivista letteraria e chi sono i fondatori e collaboratori? La redazione sembra essere composta da un bel team di professionisti.


ƈ un’idea che viene da lontano, un desiderio che ho covato dai tempi dell’UniversitĆ  e che, naturalmente, si ĆØ concretizzato nel momento in cui certe innovazioni tecnologiche hanno permesso di penetrare un mondo, quello dell’editoria, piuttosto complicato da raggiungere. Oddio, complicato soprattutto per me che, evidentemente, non ho gli strumenti adatti per ā€œbucareā€ una scorza tanto dura, una buccia che presuppone strategie che non mi appartengono. A partire da quella della capacitĆ  di stare lƬ a bussare continuamente fino a che qualcuno non ti apra.
Quando Amazon ha dato la possibilitĆ  di realizzare testi qualitativamente professionali e ha messo a disposizione una distribuzione reale, be’, allora sono tornati a galla tutti quei desideri che mettevano assieme scrittura, creativitĆ , voglia di raccontare ma anche di lavorare con amici con i quali ĆØ bello intraprendere viaggi come questo… Io sono stato avvantaggiato dal fatto che, tenendo da oltre vent’anni corsi di sceneggiatura a Roma e un po’ in tutta Italia, mi potevo permettere di attingere tra gli scrittori più talentuosi che ho avuto la fortuna di conoscere e, talvolta, di avere come allievi.


2.Lei si occupa di corsi di Scrittura e di Editoria (pubblicando con ā€œL’Undicesima copiaā€). Dove sta andando secondo lei l’editoria in Italia, in un’epoca in cui prende sempre più piede il self-publishing tra i giovani autori?


Il self-publishing, grazie a Dio, ĆØ sempre esistito e sono pregevoli le opere che ha permesso di realizzare e le possibilitĆ  che ha dato a certi autori di venir fuori. Poi, certo, c’è sempre il rovescio della medaglia ed ĆØ anche vero che, oggi più che mai, la tecnologia che ha cosƬ facilitato l’autopubblicazione, ha dato la stura a una miriade di opere che potevano anche rimanere nei cassetti. Però, a dirla tutta, va bene cosƬ: mi indispettiscono molto, molto di più certi libracci che alcune case editrici, case editrici che ho profondamente amato e che vengono considerate importanti in Italia, pure mettono in giro e quello ĆØ proprio un insulto all’intelligenza dei lettori e le strategie pubblicitarie e di vendita, che lƬ vengono messe in gioco, rendono un pessimo servizio alla letteratura.
Certo, il self-publishing permette a tutti di veder pubblicato il proprio libro pacifica l’anima di chi ha qualcosa da dire, fermo restando che venir fuori e farsi notare in un mondo cosƬ intasato com’è quello dell’editoria ĆØ veramente difficilissimo. Rimane la saggezza di Troisi che diceva: Ā«Loro sono tanti a scrivere e io sono uno a leggere…»


3.Il titolo della rivista ĆØ un chiaro omaggio a Giovanni Verga. Che importanza hanno gli autori del passato e quali dovrebbero essere imprescindibili per gli aspiranti scrittori, a suo avviso?


Verga, il Verismo, la letteratura che ĆØ capace di parlare ai sentimenti e che, contemporaneamente, si ā€œsporca le maniā€, quello ĆØ un mondo che mi ĆØ sempre sembrato essenziale, un riferimento imprescindibile. Ecco: una letteratura d’impegno civile, una scrittura desiderosa di penetrare la realtĆ  (qualunque cosa questa parola voglia dire) e, contemporaneamente, attenta al pubblico: Verga ĆØ questo per me e ne adoro anche i romanzi e i racconti meno veristi, quelli più di genere. La sua ĆØ proprio una scrittura totalizzante, un riferimento necessario per tutti coloro che vogliono partecipare al progetto Malpelo, ecco. Anche se poi, a dirla tutta, il titolo lo ha scelto Rosa, la mia compagna di viaggio, l’artista imprescindibile, per me, capace di disegnare e di rendere vive le parole che scrivo e che scrivono gli autori che collaborano alla rivista e all’anomala casa editrice, alla realtĆ  editoriale ā€œindicibile e intraducibileā€ che ĆØ L’undicesima copia. ƈ Rosa D’Avino che cura la grafica di tutte le pubblicazioni che realizziamo assieme.


4.A che tipo di pubblico si rivolge questa rivista? Può spiegare la scelta di curare in maniera molto precisa l’aspetto grafico e quella di pubblicare esclusivamente in formato cartaceo?


Malpelo ĆØ una rivista che, il pubblico, lo cerca. Ogni numero mette in gioco temi, argomenti, generi che, senza venir meno all’idea di libertĆ  creativa, pure tentano di attrarre, sedurre, fare appello alla curiositĆ  di chi approccia libri ma anche di chi, dai libri, se ne tiene a distanza. ƈ vero che abbiamo preferito il formato cartaceo ma l’idea ĆØ anche quella di tentare l’eventualitĆ  digitale che certo non ci spaventa. Resta il fatto che la sensualitĆ  della carta, la possibilitĆ  di mettere in gioco il tatto, l’odorato, la vista durante la lettura, quella ĆØ una cosa che nessun kindle ti può dare. Poi, certo, c’è il discorso grafico che nelle nostre edizioni ĆØ proprio centrale: L’undicesima copia nasce dall’incontro con Rosa D’Avino: la sua attenzione e la sua sensibilitĆ  pittorica e grafica si sono coniugate ai miei interessi letterari e cinematografici, alle mie passioni…


5.Ci può anticipare qualche progetto per il futuro?


Malpelo ĆØ un’esperienza adorabile che cercheremo in tutti i modi di portare avanti, di potenziare, di cambiare: ĆØ un’avventura che non teme le mutazioni anche radicali. Ma cosa diventerĆ  esattamente ĆØ difficile dirlo: la soluzione, probabilmente, ĆØ riposta anche nell’anima di coloro che, a questo progetto, collaborano con passione, dedizione, creativitĆ  infinita.

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Demetrio Salvi nasce a Napoli nel 1961. Laureato in Lettere moderne, alterna la sua attivitĆ  d’insegnante con esperienze di scrittura, di critica e di regia. Dirige documentari, cortometraggi e mediometraggi, premiati in festival nazionali e internazionali.

Scrive alcuni manuali sul cinema, saggi, romanzi. Del 2015 ĆØ il documentario Cibodamare, presentato all’Expo di Milano, e il lungometraggio Casting. A_mozzarella_n_i_g_g_a (2017) ĆØ un docufilm musicale presentato in diversi festival internazionali.

Assieme a Federico Chiacchiari fonda la rivista e la Scuola di Cinema Sentieri selvaggi. Nel 2020 fonda la casa editrice L’undicesima copia. Tiene in tutta Italia corsi di sceneggiatura e regia.

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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Recensioni *La Masca* di Laura Rizzoglio

*La Masca* di Laura Rizzoglio

NPS Edizioni

I Tre Pini, uno scorcio di Langa piemontese del Dopoguerra, una borgata in cui tutti si conoscono tra di loro e dove ancora aleggia il ricordo dei racconti popolari su masche (streghe) e maledizioni. Il ritrovamento del cadavere di una ragazzina getta un senso d’impotente terrore su tutta la comunitĆ  e mentre gli adulti cercano di fare luce su una cattiveria fin troppo umana, Lorenzo, Laura e la loro banda di amici decidono invece di affrontare la masca, l’anziana tacciata come strega, nel tentativo di avere giustizia per la loro sfortunata compagna di classe, portando alla luce veritĆ  scomode e impensabili.

Con una scrittura delicata e forte allo stesso tempo, Laura Rizzoglio ci trasporta in un luogo e un tempo antico che appare avulso dal mondo circostante. Una povera realtĆ  del dopoguerra, dove bambini e bambine giĆ  cresciuti si muovono in un mondo misterioso, in una campagna assolata che mi ha ricordato gli scenari e le dinamiche del bellissimo ā€œIo non ho pauraā€. Il primo capitolo efficace, ci fa entrare subito nel quadro, ci fa simpatizzare per il manipolo di scolaretti e la loro maestra Margherita. La banda di Lorenzo, il protagonista, e la sorella gemella Laura, ĆØ sempre pronta a nuove avventure, che inevitabilmente fanno pensare ai fratellini Hansel e Gretel soli nel bosco. Il regno della fiaba ĆØ costantemente presente, tanti i riferimenti letterari, per esempio al Mago di Oz. Dice la piccola Angiolina, ancora ignara del suo destino:

ā€œPer questo motivo leggo e studio, per fuggire da questo luogo e dalla maggior parte di queste persone. Sono molto vicina a trovare la mia strada lastricata di mattoni d’oro per il castello di Oz e a indossare le mie scarpette rosseĀ».

Una citazione che ci fa capire l’amore della bambina per la fantasia e il sogno che ogni bambino dovrebbe poter realizzare. Ma la sua ā€œanormalitĆ ā€ fisica e l’essere stata adottata la rendono ā€œmaledettaā€ e bisognosa di essere difesa; ĆØ il compito che si assume il piccolo Lorenzo, una sorta di Heathcliff dal cuore d’oro che vaga nella brughiera del mistero.

Non dirò altro sull’evolversi del giallo – la cui trama forse diventa un po’ frettolosa da un certo punto in poi – ma di sicuro non ĆØ questa la parte più importante. In questa storia conta il messaggio positivo e incoraggiante della forza della bontĆ  dei bambini e dei puri di fronte al male della vita. Complimenti all’autrice, classificatasi seconda alla prima edizione del concorso letterario ā€œMisteri d’Italiaā€ (2019), promosso dall’associazione ā€œNati per scrivereā€.

f.e.

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Recensione di Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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Autori del Futuro *JESSICA MARCHIONNE*

ā€œAutori del Futuroā€ ĆØ uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama ā€œAutori del Futuroā€ perchĆ© vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.

La terza intervista della rubrica vede protagonista Jessica Marchionne, autrice di romanzi di genere fantasy per Words Edizioni. Il suo ultimo libro si intitola ā€œEclissi perpetuaā€ ed ĆØ il primo di una trilogia, ma io l’ho conosciuta con il suo romanzo d’esordio: ā€œLe campane di San Pietroburgoā€, un fantasy storico che mi ha molto colpita.

Il pregio di questo libro – tra i tanti – ĆØ quello di essere riuscito a farsi apprezzare anche da chi, come me, non legge solitamente il genere storico/fantastico. Ma questo romanzo di Jessica Marchionne, frutto di uno studio accuratissimo, unisce realismo storico e realismo magico in maniera davvero efficace, impreziosito poi dallo stile narrativo che cattura sin dalla prima pagina.

Ambientato nella Russia di Lenin e Stalin, ha per protagonista Viktor che, ancora bambino, riceve in dono dal fratello Ivan un diario, a suo dire, capace di realizzare tutto quello che vi viene scritto: ĆØ cosƬ che esprime il desiderio di diventare Zar. Una bella scrittura e affascinante l’ambientazione, con descrizioni accurate e quasi da fiaba d’altri tempi.

Intervista

  1. Ben trovata Jessica e grazie per aver accettato l’invito nel blog ā€œDalla Stella alla Terraā€. Ecco la prima domanda per te: mi ha molto colpito in particolare l’ambientazione che crei nei tuoi romanzi, come se i luoghi fossero a loro volta dei personaggi. E dimostri di documentarti molto prima di scrivere, dando l’impressione di scavare nei fatti storici. Quindi mi piacerebbe sapere, qual ĆØ stata l’ispirazione per ā€œLe campane di San Pietroburgoā€, e in generale quali fonti ti ispirano maggiormente per scrivere?

Innanzitutto grazie a te per avermi pensata per questa rubrica! Ne sono molto onorata! L’ispirazione per ā€˜Le campane di San Pietroburgo’ ĆØ arrivata tramite sogno. Ho sognato proprio due scene che ho riportato nel romanzo con qualche aggiustamento. Ma non avrei trasformato questo sogno in un libro se non fossi stata appassionata di storia, e in particolare del periodo della rivoluzione russa con conseguente caduta dello Zar. Ho adorato ricercare anche i più piccoli dettagli tramite dei documentari e articoli di giornale (perlopiù in inglese); mi hanno permesso non solo di perfezionare il background del romanzo ma hanno ampliato anche il mio bagaglio culturale. Non nego infatti che mi piacerebbe avventurarmi nella stesura di un altro libro storico. Trovare delle particolaritĆ , che siano specialmente legate alle persone che vivevano quel periodo più che la storia ĆØ in sĆ©, ĆØ un qualcosa che mi attira tantissimo. Però posso essere ispirata davvero da qualsiasi cosa; a volte mi basta un’immagine o una canzone particolare per farmi venire in mente un’idea. Trovo però che le idee migliori mi siano capitate leggendo degli stralci di giornale o delle curiositĆ , appunto, storiche.

  1. I tuoi romanzi si possono definire ā€œfantasyā€ ma spaziano in vari ambiti. Il fantasy al momento ĆØ probabilmente tra i generi letterari più di successo tra i lettori, a cosa credi che sia dovuto questo successo di pubblico? Ci sono ingredienti particolari che attraggono più di altri generi?

Secondo me la riuscita del fantasy è forse anche dovuta a una particolare moda del momento, che può essere dettata da una serie tv o un film. Se invece andiamo a ricercare perché proprio questo genere colpisce ne do una mia interpretazione. Adoro discostarmi dalla realtà, amo immaginare scenari che non accadrebbero mai, come potrebbe un evento fantastico migliorare una situazione o dare quel movimento che serve a un attimo di monotonia. Io sono anche attratta dalle diverse razze presenti in un fantasy e mi piace immaginare un posto diverso o un potere particolare che non tutti hanno. Sono elementi che stimolano molto la mia curiosità sia come lettrice che come scrittrice. Per questo sono improntata a seguire con estremo interesse questo genere e forse è lo stesso anche per gli altri. Un autentico evadere dalla realtà.

  1. Ho letto che l’ultima pubblicazione, ā€œEclissi perpetuaā€, ĆØ il primo volume di una trilogia. Ci puoi spiegare come lavori avendo giĆ  in mente un’intera trilogia e come riesci a gestire un materiale molto ampio che poi andrĆ  suddiviso?

Scalette, scalette e ancora scalette! E non solo, ho tantissimi quadernini dove appunto qualsiasi cosa. Per me ĆØ impensabile scrivere a braccio un’intera trilogia. Forse un approccio del genere può andare per uno stand alone ma se bisogna creare una trama molto più lunga che va quindi a ricoprire diversi libri, per me la programmazione ĆØ fondamentale. A volte impiego anche un anno intero prima di cominciare a scrivere e per quell’anno delineo in tutti i dettagli la trama, i personaggi, addirittura delle frasi clou. I miei quaderni sono strutturati a sezioni: si va dalle classiche schede dei personaggi, alla scaletta degli eventi, ai dialoghi, alle ricerche storiche e al brainstorming. Quest’ultima sezione la trovo molto utile quando non so come uscire da un blocco. Scrivo le domande che mi pongo con una penna di colore rosso e mi do man mano delle risposte cambiando colore della penna quando so che mi sto avvicinando all’idea giusta. Mi aiuta a riordinare i pensieri e a capire che tipo di ragionamento faccio e quali sono le problematiche maggiori che si presentano.

  1. Dalla tua biografia vedo che sei laureata in ā€œEditoria e scritturaā€ e che gestisci un blog. Ci puoi dire cosa hai imparato finora riguardo il settore dell’editoria in Italia e che suggerimenti daresti a un aspirante autore che si voglia approcciare a una casa editrice, considerando il diffondersi del self-publishing?

Ammetto che ho imparato molto di più dai corsi e dal master che ho svolto dopo gli studi universitari perchĆ© la mia facoltĆ  era troppo teorica. Avevo bisogno di passare alla pratica, giustamente, e quindi ho iniziato con corsi e tirocini in alcune case editrici. Questo mi ha permesso di capire come funziona realmente una casa editrice, come si approcciano con gli autori, quali sono le vere mansioni da svolgere. Per questo ho da dare qualche consiglio a chi si vuole approcciare a una casa editrice: la lettera di presentazione ĆØ fondamentale! Ho visto editori cestinare alcune mail senza neanche aprire il libro in allegato. Niente auto-elogi ma presentazioni brevi e concise. Sinossi di al massimo una cartella con i vostri dati, anche in un file a parte. Seguite con assoluta precisione le linee guida della casa editrice, ognuna ne ha diverse. Non fate quindi un copia-incolla uguale per tutte. C’è chi vuole tutto il manoscritto, chi soltanto l’inizio, chi alcuni capitoli, chi solo la sinossi, chi vuole anche una vostra biografia. Se seguite tutto ciò che chiedono e la mail ĆØ chiara e concisa, allora verrete sicuramente letti. Un altro suggerimento: cercate di conoscere prima la casa editrice che avete scelto. Comprate almeno un loro libro; vi farete un’idea di come lavorano.

  1. Ho notato che anche l’ultimo romanzo ĆØ stato pubblicato con la stessa casa editrice e che il prodotto ĆØ veramente di buon livello. Che cosa ti ha spinto a proseguire il lavoro sempre con loro e pensi di cambiare per altre pubblicazioni?

Com’è che si dice, ā€˜squadra che vince non si cambia’. La motivazione ĆØ semplice: mi sono trovata bene con la pubblicazione di ā€˜Le campane di San Pietroburgo’, ho avuto promozione, interviste, spazi dedicati sui social, card, blogtour, insomma, elementi che mi hanno permesso di crearmi un piccolo pubblico che da sola non avrei mai raggiunto. Sapevo che con ā€˜Eclissi Perpetua’ sarebbe stato lo stesso e ormai conosco le persone che ci lavorano. Nell’immediato non pubblicherò altri romanzi, perchĆ© non ho nessun’altra trama pronta, secondo e terzo libro della trilogia a parte, ma sicuramente se dovesse accadere proverei a mandare di nuovo a loro.

  1. Ho chiamato questa nuova rubrica ā€œAutori del Futuroā€ come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autrice nel tuo futuro?

Bella domanda! Spero quantomeno con un nuovo libro! Come dicevo prima, mi piacerebbe davvero tantissimo scrivere uno storico vero e proprio senza contenuti fantastici, quindi sarei felice se riuscissi a farmi venire in mente una buona idea con la dovuta ricerca. Naturalmente mi piacerebbe anche riuscire a raggiungere un pubblico più vasto!

  1. Più che una domanda, una curiositĆ : ti occupi di editoria e scrittura a tempo pieno o nella tua vita c’ĆØ spazio per altre professioni o attivitĆ ? Come concili il tutto?

In questo momento, a tempo pieno. Sto collaborando con una casa editrice della mia zona come editor/curatrice. In passato però ho svolto attività diverse, quindi mi adatto a tutto. Mi piacerebbe riuscire a ottenere qualche altro ingaggio, mi renderebbe felicissima! Per quanto riguarda il conciliare il tutto in effetti dipende dal periodo; se sono in fase di consegna editing i ritmi sono così serrati che fatico anche a ritagliarmi uno spazio per leggere. Quando però non mi ritrovo in queste fasi finali le condizioni sono certamente più tranquille e riesco quindi a leggere e a scrivere la sera senza problemi.

Grazie Jessica!

Biografia

Jessica Marchionne nasce a Sezze nel 1991. ƈ laureata in Editoria e Scrittura e ha continuato a frequentare corsi e tirocini anche dopo gli studi, nella speranza di trasformare la sua passione in lavoro. Legge da sempre qualsiasi genere, anche se predilige il fantasy e lo storico. Ha un blog, Luce sui Libri, dove recensisce libri di autori emergenti e dispensa, di tanto in tanto, qualche consiglio. Ama i videogiochi, gli animali e pensa che l’autunno sia la stagione che meglio le si addica. ā€œLe Campane di San Pietroburgoā€ (Words Edizioni, 2021) ĆØ il suo romanzo d’esordio.

LINK AMAZON ā€œECLISSI PERPETUAā€

Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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