*Autori del Futuro* LAURA RIZZOGLIO

“Autori del Futuro” è uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama “Autori del Futuro” perché vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.

L’intervista di novembre per la rubrica “Autori del futuro” vede protagonista Laura Rizzoglio, autrice di una trilogia fantasy (work in progress) e di “La masca”, romanzo fiabesco ambientato nella Langa piemontese e classificato secondo alla prima edizione del concorso letterario “Misteri d’Italia” (2019), promosso dall’associazione “Nati per scrivere”.

  1. Ben trovata e grazie per aver accettato l’invito nel blog “Dalla Stella alla Terra”. Ecco la prima domanda per te: le tue storie sembrano avere in comune un tratto fantasy ma anche magico, rappresentando personaggi misteriosi e fiabeschi come quello della “masca”, la strega. Da dove nasce questo tuo interesse o comunque fascino per questi elementi quasi sovrannaturali?

È un piacere partecipare alle tue interviste. Gli elementi sovrannaturali mi hanno sempre affascinato, sin da ragazza. In adolescenza ho partecipato a diverse sedute spiritiche ed ero molto portata per la lettura dei tarocchi; figure come le streghe o i sensitivi mi hanno sempre affascinato, come le letture. A quindici anni avevo già letto due volte IT di King. Non so bene da dove nasca il fascino che provo per la magia e per l’aldilà, però è un pensiero che ha sempre attirato la mia attenzione. L’eterna lotta tra bene e male vissuta da ognuno di noi, i chiaro-scuri che ci contraddistinguono sono temi che permeano le mie opere. La masca, la strega di cui tutti parlano, è comunque una donna dal vissuto difficile. Adam, nella mia trilogia fantasy, è un personaggio dilaniato dalle vicissitudini della sua vita e dalle proprie decisioni. E poi, la magia culla la fantasia, come una scintilla pronta a divampare in un incendio. Senza un pizzico di magia, la vita sarebbe molto più insipida.

  1. Ho avuto modo di notare che il romanzo “La masca” è pubblicato con una casa editrice, mentre per la tua trilogia fantasy – se non erro – hai preferito un’esperienza in self publishing. Ci puoi dire che differenze ci sono per te nel lavorare da sola o con CE? Hai avuto preferenze?

In realtà, non è stato proprio così. Edenya, il primo capitolo della trilogia fantasy, era uscito anch’esso con casa editrice, Lettere Animate, nel 2019. Dopo la chiusura della stessa nel 2022 ho dovuto scegliere tra due case editrici che mi avevano offerto un contratto e il self publishing. In questo caso ho optato per il Self, perché purtroppo le due case editrici non mi davano sicurezza. Una pubblica troppi titoli in un anno, di certo non può dare un buon servizio come lo intendo io, l’altra è troppo giovane, e avrei rischiato un altro abbandono come con Lettere Animate.

Tra una CE seria, seppur piccola, e attiva nel settore e il Self, prediligo comunque la CE.

  1. Pensando agli autori emergenti, a tuo avviso è possibile fare tutto da soli – dalla grafica all’editing – oppure è necessaria qualche collaborazione? Come ti sei regolata finora?

Secondo me è necessaria qualche collaborazione, in modo perentorio. Fare tutto da soli, per quanto molto bravi, è impossibile se vuoi dare un prodotto di qualità al lettore. In prima battuta, più beta che leggano la tua storia e che non siano amici e conoscenti. Un CDB, un buon editing, una bella copertina e qualche digital creator che possa creare un book trailer o le card. Insomma, se si vuole qualità, ci si deve rivolgere agli esperti del settore. Altrimenti si rimane dilettanti.

  1. Scrivendo i tuoi libri hai intenzione di rivolgerti a un pubblico in particolare? Per esempio nella “Masca” parli di tradizioni e credenze note alla popolazione di quei luoghi, ma i protagonisti sono bambini. Ho trovato molto efficace il tuo trasportare il lettore in un mondo quasi avulso dalla realtà, volevi in qualche modo creare un divario tra antico e moderno?

Un libro deve sempre avere un pubblico preferenziale, i miei fantasy sono per ragazzi, La masca anche, ma sono romanzi fruibili benissimo da un’altra tipologia di pubblico. Ci sono donne e uomini dai trent’anni in su che hanno amato Edenya, perché il worldbuilding è di un fantasy, ma la storia alla base, il suo significato profondo sono qualcosa che va al di là dell’età, il concetto di ultraterreno e di perdono, di amicizia e di persecuzione è più che mai attuale. Con La masca, poi, è così facile prendere per mano i ragazzi del Bricco Bosetti e ricercare con loro il colpevole, che chiunque può sentirsi trasportato in quel luogo passato.

  1. Dalla tua biografia emergono molte passioni e una laurea in lingua tedesca. Quanto hanno influito la tua professione e i tuoi studi sulla passione per la scrittura?

Il periodo di Palazzo Nuovo all’università ha influito molto sulla mia passione, studiare opere della letterattura russa, polacca, tedesca è stato impegnativo, ma interessante. Adoro le parole e il loro significato, specie quando diventano musica fluente per le orecchie dei lettori. Amo la precisione che la lingua tedesca ha, la mia tesi era rivolta a Guenther e sulle sue poesie, incentrate sull’amore, sulla ribellione e sulla spiritualità. Già all’epoca avevo abbozzato alcuni incipit di romanzi e le poesie che scrissi in quegli anni sono le stesse che si possono leggere all’inizio di ogni capitolo di Edenya. La vita e i suoi doveri ti spingono in un posto dove la fantasia e la passione per l’arte vivono rannicchiate, purtroppo. Per ritrovarle devi scavare un po’ in te stesso.

  1. Ho chiamato questa nuova rubrica “Autori del Futuro” come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autrice nel tuo futuro?

Sono pessimista, sai? Sto vivendo un periodo di blocco completo come scrittrice e vado molto a rilento come lettrice. La scena politica internazionale non mi aiuta, forse sono troppo sensibile a certe cose. Tra l’altro, il panorama editoriale italiano non è roseo, troppi editori che non sono editori e troppo scrittori che non sono scrittori, ma che vogliono esserlo a ogni costo, anche pagando. Poca qualità sia in un settore che nell’altro. Ci si ritrova dispersi come una goccia in un lago, ed è veramente difficile emergere.

  1. Per chiudere, sono rimasta colpita dal sottotitolo insolito per il genere fantasy: “Trilogia dell’anima”. Puoi spiegarci il motivo?

Trilogia dell’anima perché è di questo che parla, del viaggio che l’anima deve compiere per risplendere. La mia spiritualità si è distaccata nel tempo dalla tradizionale religione cattolica, per dirigersi verso nuove ideologie. Edenya, Illirya e Ankarya sono i tre pianeti che governano questo viaggio verso la consapevolezza unica che l’amore è il solo motore che muove tutto.

Biografia

Rizzoglio Laura nasce ad Asti nel 1973. Cresciuta in un piccolo borgo delle Langhe, laureata in lingua tedesca, è impiegata in una ditta enologica. Ritrova la passione per la lettura e la scrittura a seguito di una grande crisi spirituale dalla quale scaturisce Edenya, primo capitolo della “trilogia dell’anima”, edito nel 2019.I luoghi natii invece ispirano il secondo romanzo, La Masca, secondo classificato al concorso “I misteri d’Italia”. Illirya, il secondo capitolo della trilogia, uscirà nel 2023.

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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*Poeticon* La corrente del tuo mare

Grazie a Racconticon per la condivisione della mia poesia “La corrente del tuo mare” ✨ poesia selezionata per la raccolta “Rebèlde” da Catartica Edizioni e Indie libri

Sempre in nome della Libertà

Vi invito a leggerla e commentare direttamente sotto il post di Racconticon su Facebook 🌹

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*Autori del Futuro* STEFANIA PRATI & Zombie Readers

“Autori del Futuro” è uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama “Autori del Futuro” perché vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.

L’intervista di ottobre per la rubrica “Autori del futuro” vede protagonista Stefania Prati, autrice di romanzi e di raccolte horror scritte a quattro mani con Alessio Monni sotto il nome “Zombie Readers”, di cui ho apprezzato in particolare i due volumi dal titolo “Il tumulo degli orrori”. Non si tratta di puri e semplici racconti horror – sebbene gli autori attingano molto dai classici, a partire da Lovecraft – ma di una visione horror moderna della nostra società attuale, delle sofferenze inflitte dall’uomo alle altre creature, degli incubi che ognuno di noi almeno una volta ha vissuto o temuto di vivere.

  1. Ben trovata e grazie per aver accettato l’invito nel blog “Dalla Stella alla Terra”. Ecco la prima domanda per te: i vostri libri si collocano in un genere classico che presenta ancora un certo appeal per i lettori. Quanto pensi siano importanti l’originalità e l’innovazione in un genere così diffuso?

L’originalità e l’innovazione sono sicuramente importanti in ogni genere letterario, tuttavia credo che nell’horror rivestano un ruolo ancora più fondamentale.
Questo genere, in particolare, si basa sulla capacità di spaventare il pubblico, inquietarlo con situazioni macabre e grottesche, riuscendo ad entrargli nella pelle e strisciare sotto di essa.

Senza originalità e innovazione rischierebbe di diventare ripetitivo e prevedibile, perdendo il suo effetto sul lettore. La paura è qualcosa di strettamente connesso all’ignoto. Più conosciamo qualcosa, meno ne saremo spaventati. I cliché, gli stereotipi e le situazioni già viste riducono la suspense; un buon horror, a mio avviso, deve essere come un cammino nell’oscurità: il lettore non deve immaginare cosa sta per succedere e non deve comprendere a pieno la realtà in cui la storia lo sta gettando.

  1. I vostri libri sono tutti (o quasi tutti) autopubblicati. Si tratta di una scelta ponderata o casuale? La reputi la scelta migliore o vedi possibilità di contatti con case editrici all’orizzonte?

In realtà i libri firmati Zombie Readers autopubblicati sono quelli della serie Il Tumulo degli Orrori. La scelta di questa forma di pubblicazione nasce dalla considerazione che tutti i nostri racconti sono ascoltabili gratuitamente su Youtube in una versione illustrata e recitata (e presto saranno presenti anche su tutte le piattaforme streaming, spotify, audible, spreaker, ecc..). Non abbiamo mai pensato di proporli a una casa editrice perché le antologie nascono dopo il canale YouTube e in funzione di esso, quindi non vogliamo che i nostri contenuti siano in alcun modo vincolati, essendo nostra intenzione che rimangano sempre ascoltabili gratuitamente. Per quanto riguarda altre storie non strettamente collegate al canale, al momento abbiamo avuto l’occasione di scrivere il settimo volume di Gotico Italiano edito da Horti di Giano. La pubblicazione con casa editrice presenta sicuramente una serie di vantaggi se quest’ultima è presente alle fiere ed è ordinabile in libreria, quindi rimane comunque una scelta molto valida.

  1. Pensando agli autori emergenti, a tuo avviso è possibile fare tutto da soli – dalla grafica all’editing – oppure è necessaria qualche collaborazione? Come vi siete regolati finora?
    Ti risponderò in un modo forse scontato: dipende. Per quanto riguarda la grafica, io da autodidatta penso di essere in grado di svolgere un lavoro professionale come ho fatto finora con copertine e impaginazione. Per i racconti potremmo dire che ce li editiamo a vicenda, pur non essendo editor professionisti. È una scelta necessaria considerata la quantità di racconti che scriviamo e soprattutto le tempistiche con cui li pubblichiamo (tempistiche che sono quasi obbligate se si vuole mantenere le iscrizioni e le visualizzazioni su Youtube). Per quanto riguarda romanzi o un progetto come può essere stato quello di Gotico Italiano, l’editing è stato fondamentale per arricchire l’opera.
  2. Scrivendo i vostri libri avete intenzione di rivolgervi a un pubblico in particolare? Per esempio parlando di mostri che rappresentano soprattutto ciò che noi stessi abbiamo fatto al mondo, in particolare negli ultimi secoli ?
    In realtà no, non ci rivolgiamo a un pubblico in particolare, anzi vorremmo sviscerare la convinzione di molti per cui l’horror non sia un genere adatto a tutti. Sicuramente i nostri racconti possono essere maggiormente apprezzati da chi sa leggere tra le righe e da chi ricerchi sempre significati nascosti.
  3. Dalla tua biografia emergono molte passioni e una laurea in giurisprudenza. Quanto hanno influito la tua professione e i tuoi studi sulla passione per la scrittura e per l’horror/thriller: le vivi come due sfere totalmente distinte oppure no?
    Le vivo come due sfere distinte. Nel mio percorso di laurea avrei voluto approfondire la criminologia e il penale, ma per diverse ragioni mi sono concentrata sull’ambito civilistico che ha sicuramente poco a che fare con ciò che scrivo.
  4. Ho chiamato questa nuova rubrica “Autori del Futuro” come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autore nel tuo futuro?
    Difficile fare una proiezione del futuro. La mia speranza, naturalmente, è quella di riuscire a far crescere il canale e di continuare a scrivere racconti horror insieme ad Alessio.
    Poi se vogliamo proprio proiettarci in scenari utopici, mi vedo come sceneggiatrice di un videogioco horror!
  5. Per chiudere, potresti parlarci del canale YouTube “Zombie Readers”? Come nasce l’idea del canale e della lettura di racconti?
    L’idea nasce dopo aver scritto un paio di racconti insieme ad Alessio. Più precisamente, partendo dalle sue idee avevamo scritto tre racconti: Il ladro di Silenzio, Il Sapore del Vuoto e Linfa Mortale.
    Ho deciso di pubblicarli su wattpad e, su quel sito, ho conosciuto un ragazzo che aveva un canale YouTube dove narrava i suoi racconti. Così abbiamo scoperto il mondo degli audioracconti e abbiamo deciso di provarci. Alessio (che per altre ragioni aveva già un microfono professionale) ha registrato il Ladro di Silenzio, scoprendo una propensione verso la lettura recitata. La sua interpretazione è stata apprezzata, sebbene all’epoca presentasse sicuramente qualche imperfezione. Abbiamo quindi deciso di pubblicare altre storie fino ad arrivare ad oggi con 1500 iscritti e video molto più complessi e narrazione a livello professionale.

Biografia

Stefania Prati nasce a Roma, 8 giorni dopo la morte di Kurt Cobain.

Ha sempre vissuto a Pomezia, si è diplomata al liceo scientifico nel 2013 e laureata in giurisprudenza alla Sapienza nel 2019.

È una grande appassionata di musica rock, romanzi e videogames; ha sempre amato disegnare e inventare storie.

Il suo romanzo di esordio è Ceneri dall’isola che non c’è, pubblicato nel 2019 dalla casa editrice L’Erudita.

Nel 2020, durante il lockdown, termina la stesura del suo secondo romanzo, Il Sogno di una Marionetta, che sceglie di pubblicare in self.

Nel 2021 fonda con Alessio Monni il canale YouTube Zombie Readers, scrivendo insieme a lui i racconti su di esso pubblicati e curando illustrazioni e animazioni dei video.

Nell’agosto 2021 viene pubblicato il primo volume dell’antologia illustrata “Il Tumulo degli orrori”, contenente i racconti narrati sul canale YouTube. Segue il secondo volume, pubblicato l’anno successivo.

Tra i racconti firmati Zombie Readers, Sonata verso la quiete viene selezionato per essere pubblicato sul primo volume della rivista Weirdbreed (2022), mentre il racconto Lui ha fame viene scelto per il secondo volume (2023).

Grazie a Zombie Readers, viene contattata dalla casa editrice Horti di Giano per scrivere il volume 7 della loro serie GOTICO ITALIANO, albo contenente una graphic novel e un racconto nero. Il volume viene pubblicato a gennaio 2023.

Pubblicazioni:

2019 Ceneri dall’isola che non c’è (Ed. L’Erudita)

2019 Nostalgia di casa (racconto per l’antologia Storie per un anno in cento parole, Ed L’Erudita)

2020 Il sogno di una marionetta: confessioni di un assassino (Self Publishing)

2021 Il tumulo degli orrori vol. 1 (Self Publishing)

2022 Sonata verso la quiete (racconto weird nella rivista Weirdbreed vol.1)

2022 Il tumulo degli orrori vol. 2 (Self Publishing)

2023 Lui ha fame (racconto horror nella rivista Weirdbreed vol.2)

2023 Gotico Italiano vol. 7 (Ed. Horti di Giano)

2023 Il mostro della Saint Patrick (racconto lungo Self Publishing)

2023 Il Tumulo degli orrori vol. 3 (Self Publishing)

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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“Halloween all’italiana 2023” Raccolta letteraturahorror.it

Halloween all’Italiana 2023 – Ecco i racconti selezionati per l’antologia finale e l’illustrazione vincitrice del concorso horror a tema Halloween.

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*Felice di partecipare a questa raccolta con il mio racconto selezionato “IL FIGLIO DI WILLIAM” – ispirato al maestro Edgar Allan Poe

Grazie a LetteraturaHorror.it

Tutte le informazioni e i finalisti qui:

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Premio letterario “Amelia in giallo”

Il blog NOTE DI CARTA in collaborazione con GOLEM EDIZIONI e con il patrocinio del Comune di Amelia organizza il 1° Premio letterario “Amelia in giallo”.

Lo scopo di questo concorso è quello di dare la possibilità ad autori che hanno scritto un romanzo di genere Giallo di pubblicarlo con una prestigiosa casa editrice nazionale come Golem Edizioni. A tale scopo selezioniamo manoscritti inediti, dove per inedito intendiamo mai pubblicati con alcuna casa editrice, in self publishing o in altre piattaforme digitali (Wattpad, Webnovel ecc.)

Il genere deve essere Giallo, interpretato in un’accezione molto ampia: giallo, crime story, noir, hard boiled, thriller ecc

C’è tempo fino a giugno 2024!

Ecco dove trovare il regolamento completo con la domanda di iscrizione:

https://www.notedicarta.com/concorsi

*Comunicati letterari Francesca Erriu Di Tucci Writing Page*

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Presentazione Libro *Il vampiro e i suoi simboli*

Appuntamento alla “Social Gallery” di Quartu Sant’Elena all’interno del progetto V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore – Quartu Expostition –


Sabato 16 settembre ore 18.30 Presentazione del libro “Il vampiro e i suoi simboli” di Francesca Erriu Di Tucci – Lupi editore


La presentazione è a cura del Critico Cinematografico Elisabetta Randaccio.
Vi aspettiamo ❤
Ingresso gratuito – posti limitati
per info: cultura.ac.labor@gmail.com

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*Come l’alba e il tramonto*

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*Il vampiro e i suoi simboli* Edizione Copertina rigida

Anche la copertina rigida ha un suo perché… 🥰

Edizione speciale *Il vampiro e i suoi simboli*

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*Autori del Futuro* SALVINA ALBA

“Autori del Futuro” è uno spazio dedicato ad autori e autrici emergenti che ho avuto il piacere di leggere e apprezzare nell’ultimo anno. Si chiama “Autori del Futuro” perché vuole credere in questi validi artisti della parola e dare speranza a chi ha scelto di esprimersi attraverso la magica via della Scrittura.
L’intervista di settembre per la rubrica “Autori del futuro” vede protagonista Salvina Alba, autrice siciliana con all’attivo cinque romanzi molto diversi tra loro ma tutti di natura intima ed esistenziale.  Il suo ultimo libro si intitola “Il bosco di faggi”, ma di recente ho letto il suo terzo romanzo (“Nell’abisso”) e l’ho trovato davvero forte, potente, con diversi personaggi che mi hanno veramente colpita e una tecnica narrativa notevole.

  1. Ben trovata e grazie per aver accettato l’invito nel blog “Dalla Stella alla Terra”. Ecco la prima domanda per te: dalle trame dei tuoi cinque romanzi pubblicati, si evince una sorta di filo rosso che predilige i viaggi, le relazioni tra persone e l’importanza delle svolte, spesso dovute alla casualità della vita. Sono quindi tematiche che ti stanno particolarmente a cuore?

Prima di tutto voglio ringraziare il blog e te per avermi invitata. Per quanto riguarda le tematiche dei miei romanzi, devo dire che sono molto varie. Il filo che li collega tutti è l’esplorazione dell’interiorità dei personaggi. Come dico spesso, più della descrizione dell’esteriorità mi attrae l’introspezione psicologica, il monologo interiore, l’analisi dei moti dell’animo che determinano le nostre azioni, anche le più complesse o negative. Scrivo dal duemila e ho scritto più romanzi di quelli che finora ho pubblicato. Ho scritto di terrorismo, di diritti umani, di un destino crudele che ci manovra tutti come un burattinaio, della condizione umana, di drammi personali, ma al centro della narrazione ritroviamo sempre il protagonista con la sua interiorità. Fa eccezione “Pole pole”, ambientato in Kenya, che ha una genesi molto particolare poiché nasce come un libro di viaggio da regalare a una carissima amica molto malata e desiderosa di andare in Africa.

  1. Dal punto di vista editoriale, il tuo percorso finora sembra molto variegato: “Nell’abisso” e “Più grandi illusioni” sono stati pubblicati con la casa editrice Kimerik, il romanzo per ragazzi “I segreti di Floriania” con la casa editrice Città aperta, “Pole Pole” è in self publishing mentre l’ultimo con Edizioni Convalle. Queste scelte sono state casuali, oppure hai riflettuto su come procedere in base anche al tipo di libro o al periodo in cui è uscito?

Ho cominciato a pubblicare diversi anni fa, nel 2006, quando pubblicare non era facile come lo è oggi. Allora il mio unico desiderio era vedere le mie opere sotto forma di libro. La Kimerik mi ha offerto questa possibilità ma non ha soddisfatto tutte le mie aspettative. Fra i due romanzi pubblicati con la Kimerik, troviamo “I segreti di Floriania” che è un romanzo per ragazzi e che è stato pubblicato da una casa editrice che purtroppo è fallita pochi mesi dopo. Per molti anni poi non ho più voluto pubblicare, pur avendo diversi romanzi quasi pronti, fino a quando, una decina di anni dopo, ho deciso di utilizzare la nuova opportunità del self publishing che mi attirava molto sia perché mi dava una certa sensazione di libertà sia perché eravamo nel bel mezzo della pandemia di covid. In quel contesto mi è sembrata la scelta migliore. Poi il caso mi ha fatto conoscere Edizioni Convalle, una casa editrice molto seria che cura la pubblicazione delle sue opere fin nei minimi dettagli.

  1. Pensando agli autori emergenti, a tuo avviso è possibile fare tutto da soli – dalla grafica all’editing – oppure è necessaria qualche collaborazione? Tu come ti sei regolata finora?

Tutto è possibile, ma è molto molto difficile occuparsi di tutto personalmente. Bisognerebbe possedere svariate competenze o avere numerose amicizie. In caso contrario, diventa tutto complicato e molto costoso. Un libro pubblicato deve essere un libro curato e ben fatto perché i lettori meritano un prodotto di qualità, perciò ritengo che la strada migliore per pubblicare sia quella di affidarsi ad una casa editrice seria che creda in noi e nella nostra opera. Per quanto mi riguarda, quando ho pubblicato “Pole pole” in self publishing, ho avuto la fortuna di poter contare sull’aiuto gratuito di un amico competente per quel che riguarda la parte grafica, mentre ho curato personalmente l’editing e la correzione dei refusi.

  1. Scrivendo i tuoi romanzi hai intenzione di rivolgerti a un pubblico in particolare? Per esempio affrontando temi esistenziali, il disagio dei giovani, l’importanza dell’amicizia e delle relazioni.

Io ho cominciato a scrivere 23 anni fa per dar voce e spazio ad una mia esigenza personale e non avrei mai pensato che le mie opere un giorno avrebbero visto la luce per un pubblico più o meno preciso. Come ho già detto, il mio unico desiderio era di vederle stampate. Se ci fossero state allora le stesse opportunità di oggi, probabilmente non avrei mai pubblicato niente. Ancora oggi, quando scrivo, non penso mai a chi leggerà il mio libro. Non si tratta di mancanza di rispetto verso i miei lettori, al contrario. Scrivere un romanzo seguendo il gusto dei lettori e non la mia ispirazione, mi sembrerebbe come tentare di scrivere una canzone di successo a tavolino. Non mi sembrerebbe né eticamente né deontologicamente corretto. Fanno eccezione i due romanzi che ho scritto su richiesta: “I segreti di Floriania” per mia figlia dodicenne e “Pole pole” per la mia amica malata. In generale invece credo che si possa dire che i miei romanzi si rivolgono a un pubblico che ama leggere la narrativa contemporanea e riflettere su temi sociali e esistenziali importanti.

  1. Dalla tua biografia si evince che ti occupi di insegnamento e che hai studiato Lingue e letterature straniere. Quanto hanno influito la tua professione e i tuoi studi sulla passione per la scrittura: le vivi come due sfere totalmente distinte oppure no?

Ho insegnato francese per oltre quarant’anni e sono appena andata in pensione. Finora la scrittura ha rappresentato per me solo un piacevole hobby, ma ora avrò più tempo per dedicarmi alla mia passione e di questo ne sono felice. La mia professione non ha influito molto sulla scrittura, semmai le ha tolto tempo, ma i miei studi e la mia formazione sì. Moltissimo. Intanto ho letto fin da bambina autori e romanzi di ogni genere. E poi la mia formazione letteraria ha avuto grandi ripercussioni nella mia scrittura, soprattutto grazie ai grandi romanzieri francesi dell’ottocento e del novecento come Flaubert e Camus. Il mio autore preferito però rimane Stendhal per il suo realismo e per la sua modernissima analisi delle passioni e dei comportamenti sociali.

  1. Ho chiamato questa nuova rubrica “Autori del Futuro” come incoraggiamento per gli autori emergenti. Come ti vedi come autrice nel tuo futuro?

Io non ho mai inseguito né fama né ricchezze e non riesco a immaginarmi come un’autrice del futuro. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e pubblicare senza pormi problemi o coltivare particolari ambizioni. Ho ancora tanto da dire, ho romanzi già finiti da pubblicare e tanti progetti da portare avanti.

  1. Per finire, una curiosità: nei tuoi romanzi racconti le tue storie in maniera ugualmente efficace sia quando scegli un punto di vista maschile sia quello femminile. Pensi che questa capacità sia una ricchezza per uno scrittore/scrittrice?

Certo, potrebbe essere una ricchezza se lo scrittore riesce a calarsi efficacemente sia nella psicologia femminile che in quella maschile, cosa estremamente difficile. Non è un caso che di solito gli scrittori preferiscono utilizzare protagonisti maschili e le scrittrici protagoniste femminili, proprio perché ognuno conosce meglio il proprio genere. Io non so se riesco ad essere efficace con entrambi, ma di sicuro sono molto più attratta dai personaggi maschili, anche se non saprei dirti perché. La maggior parte dei miei protagonisti sono uomini, tranne in “Più grandi illusioni” in cui la stessa storia viene narrata parallelamente dal protagonista maschile e da quello femminile e in “Pole pole” in cui le protagoniste sono due donne. Anche nel romanzo che ho appena finito di scrivere però c’è una donna protagonista. Credo che sia la storia stessa a guidarmi nella scelta del punto di vista.

Biografia

Salvina Alba è un’insegnante ennese in pensione che scrive dal 2000. Ha pubblicato nel 2006 il romanzo “Più grandi illusioni” (Kimerik), nel 2007 il romanzo per ragazzi “I segreti di Floriania” (Città aperta) che ha vinto il primo premio in due concorsi nazionali, nel 2010 il romanzo “Nell’abisso” (Kimerik), nel 2021 “Pole pole”, un romanzo ambientato in Kenya, e nel 2022 “Il bosco di faggi” (Edizioni Convalle). È sposata, ha due figli e un nipotino di 14 mesi che è la gioia della sua vita.

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Intervista di: Francesca Erriu Di Tucci

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*Come l’alba e il tramonto*

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Oppenheimer *il silenzio della distruzione*

Oppenheimer di Christopher Nolan

Quando si parla tanto di un film o di un libro, ognuno deve dire la sua quasi fosse un obbligo o una moda. Ma a volte no, a volte condividere diventa un’esigenza, il desiderio di “spargere” bellezza più che si può, ed è questo il caso.

Da tempo non vedevo una sala piena con un pubblico muto, anche adolescenti in religioso silenzio, attoniti di fronte alla distruzione messa di fronte a noi – come se già non la conoscessimo – commossi all’idea ingenua che un’invenzione simile potesse in qualche modo fungere da ‘deterrente’ e fermare tutte le guerre…

Questo ci riguarda tutti, per cui non si può restare insensibili o dire che è un film freddo senza emozioni, non è questione di gusti. È che essere posti di fronte ai nostri spettri (dell’umanità) è una prova difficile per tutti.

f.e.

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Rebèlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lotta – Catartica Edizioni

Rebèlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lotta

🗣️Le poesie di questa raccolta che vi apprestate a leggere sono quelle selezionate nella prima edizione del premio “Rebèlde. Poesie ribelli, d’amore, vita e lotta” indetto da Catartica Edizioni in collaborazione con l’associazione Indie Libri. Il nome del concorso, Rebèlde (Ribelle), rimanda al suo tema ovvero la ribellione sia nell’ambito personale ed individuale sia in quello politico e collettivo.

L’argomento scelto mira a fornire spazio per riflessioni che abbiano origine da momenti salutari di cambiamento, da lotte personali o sociali, da tensioni verso una libertà il cui vero significato spesso non viene analizzato a fondo, a differenza delle persone che la rivendicano attraverso le proprie rivolte.

🌟troverete anche la mia poesia selezionata “La corrente del tuo mare” 🌟

LINK ORDINE:

https://www.catarticaedizioni.com/2023/08/rebelde-poesie-ribelli-amore-vita-lotta.html?fbclid=IwAR30IHfVYVd_Nt8xc5NGYZvyW-PUACjHE-P2GHw20c1JZTMC-rSQ00XUuys

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