Lara nel non-tempo *Lara e Thom

damian serrano berlino

 

(seguito di I Racconti di Tara)

Non sapeva quanto tempo aveva trascorso nella casa. Difficile dirlo, quando si perde la cognizione di tutto. L’unica cosa di cui era sicura era di non poter uscire. Sarebbe stato troppo rischioso. Ma almeno si trovava in un luogo sicuro, pensava. Protetta e curata dalla madre di Thom.
Era una donna molto silenziosa, austera. Le rivolgeva solo le parole necessarie, e per il resto lasciava fare all’unica cameriera presente nella villa. Tutte le sere suonava il piano, a volte cantava anche in tedesco, e Lara la ascoltava dal piano di sopra. Certo il ricordo di Nikolas ogni tanto la rendeva triste, quando si rendeva nuovamente conto di averlo perso per sempre. Ma accadeva raramente, dato che la sua memoria si rifugiava nel passato solo in pochi momenti, un andirivieni oscillatorio come l’altalena che vedeva nel giardino, che però nessun bambino muoveva.
Thom non si era più visto. Certamente le vicende internazionali stavano avendo degli sviluppi che avevano poco risalto nel loro rifugio. In campagna, lontano da occhi indiscreti, circondate da un bellissimo giardino. Dalla finestra poteva vedere in lontananza i riflessi del lago di Wannsee e alcune piccole imbarcazioni. Tutto sembrava tranquillo lì, nonostante le voci di una guerra imminente.
Finalmente arrivò il giorno in cui il medico le tolse la benda che fasciava la ferita. Così decise di varcare la soglia di casa per uscire tra gli alberi del giardino. Si era ripresa il tanto sufficiente a scendere le scale lentamente e fare qualche passo. Aveva passato la maggior parte del tempo chiusa nella stanza che le era stata gentilmente assegnata fin dall’inizio, la stanza che era appartenuta alla sorella di Thom – così aveva detto un giorno la cameriera, senza tornare mai sull’argomento.
Che sollievo fu uscire da quell’isolamento, anche se per pochi metri fuori dalla casa. Sentire l’erba sotto i piedi, lasciarsi toccare dai raggi del sole e dal carezzevole vento. Niente di più perfetto di un pomeriggio autunnale.
Camminò tra le aiuole di ortensie ben curate, seguì un sentiero che portava poi a un piccolo labirinto di siepi. Infine andò a sedersi sulla panca di legno vicino all’altalena. E fu così che la vide.
Era spuntata dietro un albero, per poi nascondersi velocemente, intimorita. Lara si alzò per accertarsi di aver visto bene, e notò la coda morbida e rossa sparire dietro una siepe. Sorrise all’idea della presenza di un altro essere in quel luogo isolato. Una piccola volpe che forse aveva preso possesso del giardino tempo prima e ora la considerava un’intrusa. Avrebbe voluto cercarla ancora, senza spaventarla, ma la voce della cameriera dal portico la fece desistere. Annunciava che il signor Thom era arrivato in stazione, e sarebbe stato lì in meno di un’ora.
Lara provò allora un’inattesa emozione, tanto che iniziò a correre per raggiungere la casa, ricordandosi soltanto dopo che avrebbe dovuto evitare simili sforzi. Così rallentò il passo, e la fitta al fianco destro si placò. Con l’aiuto della cameriera salì le scale, poi da sola raggiunse camera sua per cambiarsi per la cena.
***
Sentì i saluti al piano di sotto e sobbalzò. Non si era resa conto del tempo che passava, si era come incantata di fronte allo specchio mentre si sistemava i capelli. Così Thom era arrivato e lei non aveva ancora indossato il vestito, complice anche il dolore al fianco che rallentava i suoi movimenti. Udì la voce di Thom chiedere sue notizie alla cameriera, e mostrarsi felice di sapere che stava meglio e che era uscita in giardino. Poi salì rapidamente le scale, dicendo che si sarebbe dato una rinfrescata dopo il lungo viaggio.
Per raggiungere il bagno e la sua stanza, doveva necessariamente passare davanti alla porta di Lara, che la ragazza non aveva pensato di chiudere mentre si vestiva. Il ragazzo si fermò sulla soglia, con il berretto in mano, come faceva d’abitudine quando si fermava a salutare la sorella. Rimase a guardarla mentre Lara, rivolta allo specchio, gli dava le spalle. Indossava una sottoveste bianca come quella che aveva quel giorno in albergo, e il vestito era in attesa sul letto. Il suo corpo faceva pensare a sculture di silfidi e i suoi capelli lunghi richiamavano dipinti preraffaelliti.
Lara si voltò. Aveva la spazzola in mano e i capelli sciolti. Thom arretrò di un passo, nascondendosi dietro lo stipite. In quel momento Lara si era mossa per prendere il vestito dal letto, ma si era dovuta fermare per un’altra dolorosa fitta al fianco. Così Thom avanzò, come se fosse arrivato in quell’istante.
“Fräulein Lara…” disse, poi ricordandosi che forse sarebbe stato meglio parlarle in inglese. “Miss Lara, mi scusi.”
Quando lo vide sulla porta, in divisa, l’entusiasmo di Lara per il suo arrivo parve a un tratto scomparire. Tuttavia gli sorrise, per toglierlo dall’imbarazzo.
“Mi aiuta?” gli chiese appena la fitta fu scomparsa.
Thom si avvicinò con cautela e prese l’abito per porgerglielo.
“Oggi ho fatto le scale e ho camminato, forse ho esagerato un po’.” Ammise lei, vestendosi.
“Mi dispiace. Ora la lascio sola.”
“No, rimanga.” Disse Lara. “D’altronde mi ha già vista, in sottoveste.”
Nel frattempo si era voltata dandogli le spalle, così che il giovane potesse chiuderle i bottoni sulla schiena.
“Non sono molto bravo in queste cose.”
“Nessuno lo è.” Osservò lei. “Forse siete più bravi a togliere i vestiti, voi soldati.”
Thom sorrise imbarazzato. Le mani gli tremavano mentre sfiorava i bottoni.
“Non è vero, Thom? Se fosse arrivato il suo turno quella notte, non avrebbe fatto come i suoi amici in divisa?”
“No, io…” provò a dire Thom, ma intanto Lara si era voltata e lo guardava. Uno sguardo fiero che non lo faceva respirare.
“Lei non l’avrebbe fatto, vero?” incalzò lei.
“No.”
“Nemmeno di fronte al Comandante? L’avrebbe deluso?”
“No! Ho detto no!”
Ma più lui negava più lei ribatteva.
A quel punto i loro volti erano ancora più vicini. Nella foga della sua reazione, Thom l’aveva quasi inavvertitamente spinta contro il mobile, e infine sul letto. Le sollevò il vestito mentre lei cercava di allontanarlo, poi il suo peso proprio sul punto della ferita la fece lamentare per il dolore.
Allora a un tratto lui si ricordò di quello sparo, di quel giorno, i suoi capelli erano sparsi sul letto bianco come in quell’albergo. La lasciò, sprofondando nel letto, accanto a lei, con le mani sugli occhi per potersi calmare. I loro respiri affannati lentamente rallentavano. La fitta al fianco diminuiva mentre lei vi premeva sopra la mano.
“Perdonami.” Mormorò Thom. “Perdonami.”
Reclinò il capo all’altezza del suo fianco, mentre Lara riprendeva fiato.
Il suo sguardo si era perso nel dipinto che riempiva il soffitto, che non aveva mai osservato bene prima. Era la scena di una caccia alla volpe. Le tornò in mente la passeggiata fatta poche ore prima.
“C’è una volpe in giardino.” Disse, come raccontando l’inizio di una storia.
“Oh sì, l’avevamo salvata da una tagliola tempo fa.”
“Salvate sempre tutti voi due?”
“Solo quelli che amiamo.” Rispose Thom.
La madre dal piano di sotto li chiamò, avvisando che la cena era pronta. Ma nessuno dei due si mosse. Restavano sdraiati a guardare il dipinto.
“Se la vuole accarezzare, la posso accompagnare domani.”
“Sì. Domani.” Disse Lara. E istintivamente la sua mano andò ad accarezzare i capelli mossi di Thom.

 

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

Art: Damien Serrano

Informazioni su beatrix72

Come tutte le anime in viaggio, a un certo punto ho sentito di dover mettere insieme tutto ciò che scrivevo o percepivo da tempo. Così è nato questo blog, dove in particolare trascrivo i messaggi dei miei contatti con le Stelle (Beatrix di Sirio). Questi sono raccolti nella categoria “Esseri senza tempo“. Nelle altre categorie troverete: i miei scritti narrativi – come racconti, poesie e canzoni (“Stories“) articoli sull’arte, musica e consigli su libri o film (“Cinema e libri“) articoli sulle pratiche olistiche del mio lavoro, come il Reiki e i Registri Akashici (“Guarigione/Healing“) In questo blog uso il nome di Beatrix, uno dei miei contatti di Esseri senza tempo (di cui parlerò in un articolo). Se vuoi scrivermi fuori dal blog la mia mail è zetazeta72@gmail.com Ti invito a visitare anche la pagina Facebook: https://www.facebook.com/ALTernativa-Reiki-Quantum-1380445245610719/
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