Il mare lo sa

Quanto sai di me

Delle mie sere insonni

Cosa sai di me

Dei miei sogni

Che amo l’inizio di settembre 

Che attendo l’autunno 

Che il vento freme

Che cosa sai di te 

f.e

Tu hai collane da vendere
Lui ombrelloni da piantare
Tu hai pianti da spargere
Lui risate da ospedale
Tu hai figli da salvare
Lui nipoti da sperare
La stessa sabbia vi vede
Calpestarla con il piede
E il mare lo sa.

f.e.

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Segnalazioni *Come il giorno e la notte*

Ringrazio l’autrice Elisa Averna per la condivisione nel suo sito e blog, a favore della piccola editoria no EAP.

https://www.elisaaverna.com/forum/segnalazioni/segnalazione-del-romanzo-di-francesca-erriu-di-tucci-come-il-giorno-e-la-notte-edizioni-montag-no-eap

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*Contest* Quante Storie – Autori Solidali

Nuovo contest del gruppo Autori Solidali 🌟 ispirato al verso “mia madre non lo deve sapere”

I migliori racconti verranno pubblicati in una antologia a scopo benefico

🦋

Il mio racconto “Maschio alfa” ispirato a… scopritelo voi 😎

Link per leggere e votare:

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fautorisolidali%2Fposts%2Fpfbid0wxXE8Wn6FBoP7yfFauN8h14VrAbLY5wXDEnA4HvoSygdcUbgjWphD7aZVaASDPqjl&show_text=true&width=500

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Il Vampiro e i suoi simboli *Recensioni*

Prima recensione per il saggio “Il vampiro e i suoi simboli” (grazie a Carmen Trigiante artista):

  • – libro disponibile su Amazon e altri librerie online –

“Il vampiro e i suoi simboli”, di Francesca Erriu di Tucci, è un appassionante saggio alla ricerca del filo conduttore tra le origini socio-psicologiche delle leggende legate alla figura di Dracula, il vampiro per eccellenza del romanzo di Stoker e del grande cinema hollywoodiano. Gli approfondimenti dell’autrice non si limitano ad un elenco asettico, ma si animano in una narrazione corposa, piena di riferimenti bibliografici che conferiscono autenticità alla trattazione. Si parla di vampirismo, in chiave moderna, passando per quei casi mostruosi assurti agli onori della cronaca, per dare poi una lettura psicoanalitica del fenomeno e del personaggio che lo ha ispirato.
La simbologia del vampiro ha infinite sfumature, che toccano alte punte di erotismo. Dracula risulta un personaggio controverso, strettamente legato alla natura e ai suoi elementi, tra i quali l’acqua diventa prioritario. Essa è infatti elemento di purificazione, ma anche di distruzione, associata al concetto di follia. Il tema del folle e del doppio sono ampiamente discussi.
Quando si perde il dominio della propria mente si rischia di entrare in quella dimensione in cui il vampiro assume un fascino irrefrenabile e diviene tangibile, quasi fosse un nostro vicino di casa. “Se il vampiro è dentro di noi, nelle nostra paure e nel nostro inconscio, allora è vero che (…) egli può celarsi ovunque” ci spiega l’autrice, riportando una nota citazione.
“Chi prima vedeva il vampiro come uno dei tanti mostri creati dal cinema per incutere terrore nello spettatore, dovrà ora riflettere sul significato di questo personaggio.” Dracula incarna sia l’ansia di creazione che il desiderio di immortalità “così come la simbologia del doppio, oscillando tra razionalità e istinto, include anche il conflitto scienza-superstizione e, più in generale, l’eterno scontro tra bene e male”. Un saggio di grande interesse e attualità, per l’ampiezza dei temi trattati, capace di illustrare, ma anche di sconvolgere, grazie allo stile brillante dell’autrice.

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*Estratti* Come il giorno e la notte

“Aveva di nuovo la sensazione che qualcuno lo volesse comprare. André una volta aveva detto che il corpo era sacro, qualcosa che si doveva sempre rispettare. Certo, dette da lui erano parole strane, ma probabilmente l’aveva letto in qualche libro. Lui si stava rendendo conto che non solo non rispettava il suo corpo, ma tantomeno se stesso. Così l’unico risultato era che si faceva del male. E guardandosi di nuovo allo specchio, non vedeva un ragazzo di diciott’anni, ma quasi un estraneo, tanto da pensare che se fosse rimasto lì, così lontano dal suo mondo, non gli sarebbe restato altro che una grande tristezza.”

*Come il giorno e la notte*

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*Recensioni* In equilibrio tra la terra e le stelle

IN EQUILIBRIO TRA LA TERRA E LE STELLE

di Carmen Trigiante

Un saggio davvero gustoso sin dalle prime pagine, lo definirei un libello perché ricorda tanto i piccoli trattati satirici con cui si esprimeva la protesta in maniera arguta e sagace (un esempio tra tanti, la Modesta proposta di Swift). Avendo già letto e apprezzato quasi tutte le precedenti opere dell’autrice, ho ritrovato qui la sua penna intelligente, ricca e originale. A confermare che il cosiddetto stile “barocco”, contro l’attuale impoverimento del linguaggio, ha sempre la meglio in letteratura.

La premessa ci ricorda i versi leopardiani sull’esistenza:

“Si nasce nel pianto, si prosegue sgomitando per la sopravvivenza, e, tra una bestemmia e l’altra, si cerca disperatamente di restare a galla, in una pozza di fango che, al confronto, le sabbie mobili sono acqua di rugiada.”

Sembrerebbe dunque che l’essere umano nasca senza speranze di miglioramento, ma non è così, perché l’autrice incoraggia subito a uscire dal nostro stato di zombie e fornisce indicazioni su come fare. Certamente sono necessari un cambiamento e una presa di consapevolezza. Soprattutto, imparare a osservare la bellezza, entrare in contatto con l’energia cosmica.

Il saggio tratta svariati argomenti che ci portano appunto a capire come poterci liberare dai condizionamenti e dalle insidie che limitano la nostra creatività, che rischiano di arginare i nostri desideri, i sogni a cui un po’ tutti abbiamo rinunciato perché considerati troppo velleitari. L’autrice ci porta la sua esperienza personale, il suo coraggio nella scelta di vita, contro ogni aspettativa e giudizio altrui. Approfittando anche per esprimere la rivendicazione dei diritti della donna in tutti i campi.

Con un’ampia conoscenza in campo filosofico e psicologico, vengono delineate le varie tipologie di manipolatori seriali e di invidiosi:

“Un caso di studio interessante è quello dei cosiddetti figuranti da banchetto, che appaiono e scompaiono in concomitanza con le cerimonie in corso. I migliori sono specializzati nel garantire la loro presenza in toto, dalle feste di compleanno alle funzioni religiose, i più macabri hanno una particolare predilezione per i funerali, che scambiano per occasioni ludiche.”

Mi sono trovata molto in accordo con il discorso sull’incapacità della giustizia di fronte al dilagare della violenza (figlia dell’ignoranza) e sul concetto di libertà che, sottolinea l’autrice, non significa affatto mancanza di regole.

Più particolare la posizione dell’autrice riguardo il perdono: da una parte è vero, come lei sostiene, che il buonismo e il “perdono indiscriminato” non debbano essere imposti nell’illusione di vivere meglio e che in tanti casi sia necessario ribellarsi; ma dall’altra parte, credo che la consapevolezza e il lavoro su se stessi portino anche ad accogliere la filosofia buddista con il detto:

“Perdona gli altri non perché essi meritano il perdono ma perché tu meriti la pace”.

Davvero un libro interessante quello di Carmen Trigiante, ben scritto, utile perché fornisce tanti spunti di riflessione e discussione, e non è poco di questi tempi. Complimenti.

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Estratti *

Ognuno tentava di celare all’altro le proprie ferite, salvo rendersi subito conto che il tentativo era vano. Come un velo si era sollevato tra i due, rendendo i loro occhi specchi in cui si riflettevano le anime.

*Come il giorno e la notte* di Francesca Erriu Di Tucci * Edizioni Montag

(Pic: I killed my mother)

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Fuori ora! – “Il vampiro e i suoi simboli: Viaggio da Dracula di Stoker al vampiro ultramoderno”, Francesca Erriu Di Tucci

Grazie a Serena Barsottelli per la segnalazione del mio ultimo libro “Il Vampiro e i suoi simboli” * Vi consiglio di seguire il suo blog e i suoi interessanti articoli *

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RespiraRe

Per me sei
foglia che cade
Senza alcun rumore
Soffio di maestrale
Che accarezza il mare
Per me sei sollievo
Sei respirare

Autunno da aspettare.

f.e.

*art by Virgil Fìnlay*

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Canzoni d’Inverno *Recensione*

Consigli di lettura:

CANZONI D’INVERNO di Christian Floris (Ed.Cuec)

Preparatevi a entrare nella vita di Claudio come se fosse un vostro amico, preparatevi a sentire le canzoni che sente lui mentre guida la sua Volskwagen, preparatevi a soffrire e gioire con lui. Perché è questo che riesce a fare Christian Floris, con la sua scrittura coinvolgente, con una semplice narrazione in prima persona al presente che ci fa entrare direttamente nella storia. A partire da un incipit molto azzeccato che grazie al flashforward ti porta a proseguire inesorabilmente.

I capitoli si succedono quasi come stazioni della via crucis, in cui il trentatreenne protagonista vive le sue ansie quotidiane alla ricerca di un lavoro e anche dell’amore. Una vita comunque molto piena e circondata da amici e personaggi importanti: i genitori e il fratello Michele, i compagni della band musicale, le ragazze con cui è stato, il professore giocatore di scacchi. Tutti personaggi che hanno un ruolo significativo nella storia e che portano l’autore a dilungarsi molto (forse a volte troppo, per i meno esperti) nelle descrizioni musicali e nelle partite di scacchi assai dettagliate.

I momenti di leggerezza e riflessione non mancano, nella crisi esistenziale e nei ricordi del protagonista e dei suoi studi, come in questo passaggio che rievoca in ognuno di noi memorie degli esami universitari:

“Mi chiamano dopo un’ora e mezza. Non mi capita quello buono, mi tocca la leccaculo biondina e un po’ stronzetta, faccia da sottosegretario alla cultura, frangetta fuori moda e foulard di seta al collo. Sta seduta dall’altra parte della cattedra perché ha saputo districarsi alla perfezione nella giungla delle raccomandazioni. Difficoltà medio-alta, lo so. Non ho ancora poggiato il libretto sulla cattedra, che già incalza col fuoco di fila delle domande.”

Ogni capitolo è una canzone, tra sentiti omaggi (a Tenco e Vasco Rossi tra gli altri), colloqui di lavoro al limite dell’umiliazione (“Eh, l’inglese è importante”) passando per monologhi interiori che ricordano il Dj di Radiofreccia, fino a passeggiate che ti conducono per mano nella bella città di Cagliari (anche la mia città), il protagonista giunge man mano a quella scelta che ne determinerà il destino. Può un animo puro e tendenzialmente onesto cedere alla tentazione?

Complimenti all’autore, sicuramente da seguire.

F.E.

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