Viaggio da Dracula di Stoker al vampiro ultramoderno
Dall’analisi del personaggio letterario si passa a quella delle creature cinematografiche, cercando di capire perché il cinema abbia subìto sin dai suoi esordi la fascinazione del vampiro, dai capolavori espressionisti a Coppola. Particolare risalto viene dato alle figure femminili (Lucy e Mina) protagoniste dell’opera letteraria e alle loro mutazioni sulla scena cinematografica. Viene ampiamente trattata la simbologia del vampiro, ad esempio la rappresentazione del sangue come metafora di malattia e contagio; inoltre, la simbologia (meno evidente) dell’elemento acqua sia nel romanzo che ne cinema. Elemento strettamente collegato al viaggio, altro motivo portante di Dracula. Un viaggio in cui si imbarcherà anche il lettore, insieme ai personaggi.
Non aspettarti da me Cose facili Non scrivo per anime semplici Non mi butto sul tuo morbido letto Per adulare il tuo manoscritto
Non mi chieder di tessere lodi Se poi tessendo mi viene l’affanno Se la beffa poi supera il danno E ti vendi per qualche sterlina Non sono la tua bambolina.
Effimero è il ciclo vitale delle farfalle, il quale può durare anche solo mezz’ora ed eterni sono la melanconia e l’umana insoddisfazione. I temi di questo breve libri spaziano da uno sguardo sulla recente psicosi da pandemia, a un triste giro in oncologia pediatrica, al bullismo che non risparmia nemmeno i morti (e ne abbiamo purtroppo esempi reali, vedi la vicenda del povero Michele Ruffino) all’amore tossico e terrorismo. “Vuoi cantare anche tu, che ti sei salvato sul barcone? Io non ce l’ho un balcone. Io ho solo soffitti da guardare.” Questo è un esempio di molte delle rime che ho trovate in prosa, debbo dire che è più come leggere canzoni che racconti. Ciò è bene, per via della musicalità delle parole, un po’ ispirate- così m’è parso- e modellate sullo stile di De André. Duets in particolare, mi ha evocato il testo di Dolcenera e ne riporto il pezzo per me migliore: “Dei nostri ricordi fanno parte il cielo di settembre e l’azzurro cristallino, le onde di sabbia e il vento del mare, gli alberi d’autunno e le farfalle cadenti. Parole” Il racconto sui chicchi di caffè sembra spiegare come tutto va verso una fine e ci mostra due donne al bancone di un bar, una delle quali è il classico essere in cerca d’amore: “Doveva essere una di quelle persone che buttano lì qualche frase per far sapere a tutti i fatti propri, sperando che qualcuno chieda.” Amore che non le viene concesso, la controbattuta salace dell’altra la fa fuggire dal locale “schifata.” Sì, è fatica incontrare chi davvero è disposto ad ascoltare, aiutare, cooperare. Lampanti sono gli esempi delle lacrime della signora che discute con la finta estroversa (ma in realtà si tratta di lacrime silenziose, tra le due donne non avverrà nessuno scambio di comprensione) e la fine che fa il chicco. Unico povero chicco che credeva in un mondo migliore. “Tanto non la faremo mai la rivoluzione”, che Chicco ebbe l’illuminazione. Alla fine posso dire che consiglio questo libro perché è originale e fa male senza usare dettagli orrendi e narrare di motoseghe. Punge come uno spillo piuttosto ma non è sempre di facile comprensione e richiede un po’ di riflessione.
“In tutta la mia vita non ho mai esercitato un atto di violenza né fisica né morale. Non perché io sia fanaticamente per la non-violenza. La quale, se è una forma di auto-costrizione ideologica, è anch’essa violenza. Non ho mai esercitato nella mia vita alcuna violenza né fisica né morale semplicemente perché mi sono affidato alla mia natura cioè alla mia cultura.” (P.P.P )
Non so se una sentenza possa cambiare le cose – me lo auguro – ma la cultura forse sì!
*Il vampiro e i suoi simboli* Viaggio da Dracula di Stoker al vampiro ultramoderno
(Lupi editore)
e-book e cartaceo
Partendo dal romanzo di Bram Stoker, creatore del personaggio letterario del vampiro Dracula, in questo testo si analizzano le caratteristiche principali dell’essere vampiro da diverse angolazioni. Il vampiro come malato, il vampiro condannato alla vita eterna, il vampiro e la sessualità repressa, il vampiro come metafora dell’Aids e cosi via. Dall’analisi del personaggio letterario si passa a quella delle creature cinematografiche, cercando di capire perché il cinema ha subìto sin dai suoi esordi la fascinazione del vampiro, dai capolavori espressionisti a Coppola.