Figura decadente, byroniana presenza dei salotti letterari, novello Dorian Gray che si compiace di se stesso fino a non accettare mai la propria decadenza fisica. Anche ridotto a puro scheletro, ma con lo sguardo ancora seducente, Lestat è in grado di affermare: “No one would refuse me”
“Il fascino esercitato dalla malinconia sembra essere il risultato di un’ambivalenza sottolineata fin dall’antichità: qualità di un temperamento morboso, causa di sofferenza e di follia, la malinconia è anche segno distintivo dei grandi uomini, degli eroi e dei geni. Del resto, la locuzione stessa di ‘malattia sacra’ con la quale tradizionalmente viene descritta, chiama in causa questo dualismo. Ma la malinconia continua ad essere misteriosa, a dispetto del paradigma medico-scientifico che tenta di inquadrarla, oggi, sotto la definizione di ‘depressione’
Intervento di Jean Clair al Convegno Nostra Signora Malinconia (Rassegna Stampa de Il Manifesto dell’11 novembre 1999).
Al momento l’attacco porta una grande oscillazione e la Terra interna chiude i suoi portali per non essere contaminata.
Il nostro malessere dipende molto da questo: noi reagiamo in base alle nostre memorie energetiche, che vengono riportate in essere anche dal conflitto in corso.
Le linee del tempo quindi tornano ad incontrarsi. Ma la vostra linea del tempo è un’altra, ed è orientata verso un diverso futuro. Bisogna separare la linea del tempo.
Recensisco le ultime raccolte di racconti che ho letto:
SeMicerchi di Anna Pasquini
Questi racconti affrontano temi importanti ma con la leggerezza di una scrittura fresca ed efficace. L’autrice gioca un po’ con le parole (sin dal titolo) e con le debolezze umane, con un occhio di riguardo all’universo femminile con storie di madri, nonne e spose bambine; sono spesso storie di denuncia ma che lasciano sempre una speranza. Auspicano infatti un mondo di pace e uguaglianza, come nel dolce incontro tra il mostro Frankenstein e un bambino affetto da una rara sindrome.
Nonostante le tematiche, i racconti sono delicati come piume, con le memorie di eventi passati che prendono il sopravvento (come nel racconto di Elvira), con le tristi morti sul lavoro e il terremoto di Amatrice trattato con ironia. Non manca un delicato omaggio a Christmas Carol col suo messaggio di pace per tutti. Piacevole lettura!
Acqua e zucchero di Moreno Maurutto
I racconti per definizione sono spesso frammenti di vita, monologhi, momenti inafferrabili, emozioni intangibili – non per questo, come ho già avuto modo di scrivere nel gruppo, più semplici da scrivere, come spesso erroneamente si pensa.
Nella raccolta “Acqua e zucchero” troviamo quindi un mondo variegato, una carrellata di persone e personaggi con stili e peculiarità ben descritte e delineate pur nella loro brevità. Troviamo in particolare storie di bambini, più o meno tristi, che sognano viaggi immaginari (per esempio in “Amarcord”). Ma sono presenti anche temi impegnati – come le morti sul lavoro – oppure scenari divertenti e surreali come nel racconto molto originale “Miaooo”, e colpisce la triste nostalgia di “Acqua e zucchero”, che dà il titolo alla raccolta.
Il lessico è a volte ricercato a volte più colloquiale, alcune storie meno immediate, ma la lettura è piacevole e molte storie originali al punto giusto. Buona lettura.