Lo commuoveva soprattutto il pensiero che quel piacere non poteva essere assoluto, perché sapeva di conforto, di consolazione, un ricordo che sarebbe riemerso solo nei momenti di tristezza.
Come quando su dice “no, grazie”, ma con la fame negli occhi.
Era il dispiacere nel piacere, la gioia nel dolore, la morte nella vita.
Nel sapere che tutto sarebbe finito lì, in quella macchina, in quella strada, in quella pioggia.
Pag. 181 di “Come il giorno e la notte” di Francesca Erriu Di Tucci
Premesso che ci sono alcuni registi il cui stile riuscirebbe ad emozionarmi anche con un’inquadratura a una montagna per 10 minuti e la Campion è una tra questi – Perché oltre il rigore incredibile arrivano direttamente all’anima Perché sanno dire con poche parole e sguardi ciò che accade dentro di noi ( che dire degli sguardi di Cumberbatch) E appunto questo suo ultimo film (dove secondo molti “non succede nulla”) ha una rara tensione che molti film thriller si sognano Alcune scene per me hanno una grande potenza che ricorda la forza di Lezioni di piano – come non pensare al pianoforte trasportato…
*** Il personaggio di Kirsten Dunst ci riporta alla fragilità di Ada e alla Justine di Melancholia- potrebbe essere un caso ma non sembra. Non vedo l’ora di leggere anche il libro. Jane, tu m’incanti.
*Salva la mia anima dalla spada e il mio cuore dal potere del cane*
Finalmente una rivista ben curata sotto tutti i punti di vista, un cartaceo che fa piacere sfogliare; originale anche per il tema proposto dai racconti, quello della “verità”, in omaggio a Verga nel centenario della morte. Interessante il progetto: proporre ogni due mesi un tema diverso con cui autori e poeti dovranno confrontarsi. In questo numero 3, sono numerosi i racconti di qualità, che in maniera intima e personale trattano il tema proposto: la verità che arriva dal passato, per esempio, dura da accettare ma che si può finalmente superare o almeno accettare; la verità immaginata nel futuro; o persino ciò che vorremmo fosse verità.
Notevoli anche le poesie, dove la verità è in bilico tra i sogni e la realtà.
Come scrive il curatore:
“Ci piace immaginare che, questa rivista, si porti dentro il piacere del viaggio, della scoperta ma anche della difficoltà che, talvolta, uno spostamento impone. Improvvisi cambiamenti di programma, necessità del tutto nuove, l’imprevedibile opposizione del tempo: tra un racconto e l’altro è possibile godere di queste fratture repentine, di certe incongruenze che sono tipiche del viaggio reale. Stili diversi animano storie che vivono spalla a spalla.”
Più di venti autori – trovate i loro nomi in copertina e nell’Indice – ma una menzione merita la Redazione che tanta cura ha messo nella realizzazione della rivista:
Maestro si può chiamare Colui che ti scalda il cuore Senza nient’altro aspettare.
🌷🌟
“Sì è vero, è difficile uscire dal ‘sistema’ e serve forza e coraggio. Ma ancor più difficile è continuare ad operare nella luce restando ‘dentro’ il sistema.”
Dai Ko Myo indica luce, chiarezza, intento, comprensione, presenza, silenzio. E’ il simbolo usato nelle iniziazioni per armonizzare gli esseri umani all’energia Reiki.
Dai Ko Myo apre, illumina, protegge. E’ Luce che nutre e riempie, che guida e rasserena.