Sì che lo sai

Sì che lo so
Come tu lo sai
Che non ci sei mai
Ma domani verrai
Come sarai, non lo so
Sì che lo sai
Che in una stanza
Piena di quadri
Soltanto te vedrei.


F.E.

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Musica suona

Musica suona
Dolce signora
Musica stona
Nella calda ora
Musica stride
Se di notte sorride
Musica portami
Il suonatore nei sogni.


F.E.


D. Bowie

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Libri *Il Mare di Wuh* A. Gnani

Alessandro Gnani conferma la sua abilità di scrittore che già avevo avuto modo di constatare nel precedente romanzo “La vita semplice”. Sempre originale la trama, particolari le scelte stilistiche tanto da poter risultare rischiose, personaggi borderline e spigolosi con cui non sempre è semplice empatizzare. Eppure il risultato è notevole.


“Il mare di Wuh” è un romanzo che si potrebbe definire distopico ma fino a un certo punto, risultando per tanti aspetti molto vicino alla nostra realtà o a tratti surreale. L’autore gioca sul contraccolpo, perché la placida calma iniziale non sembra far presagire la bomba che dovrà esplodere nel tranquillo mandamento di Hayal. I dialoghi sono da subito pregnanti:
“il benessere cui siamo abituati e che tanto la indispone altro non è che il tranquillo procedere della democrazia lungo i binari del tempo”.


Si passa da una scena all’altra come lo scorrere di un film, conosciamo i vari personaggi che poi verranno ad intrecciarsi, e conosciamo la società perfetta di Hayal: nel mandamento si professa il “maklamismo” ed esistono leggi e precetti molto rigorosi ma democratici; scopriamo che esiste una ronda (termine che riecheggia anche ai nostri giorni) gestita dalla Marescialla e che le prostitute possono esercitare solamente in un determinato luogo, pena la detenzione in una casa di recupero – incuriosisce il fatto che i personaggi femminili (eccezion fatta per la moglie di Mr Wuh) siano abbastanza negativi, o “prostitute” e aspiranti tali o profondamente perfide. (Farà eccezione anche la giovane Herta, ma non svelo perché).


Ecco che a un certo punto, nel mezzo della pace e tranquillità, il “morbo del sesso” sembra impossessarsi di quasi tutti gli abitanti di Hayal, coinvolti in relazioni torbide, sospetti stupri e prostituzione. Mr Wuh, già anziano, si trova a indagare su questi fatti e la confusione regna:
“L’idea dell’unione sessuale come somma di tanti atti distinti, ciascuno bisognoso di consenso, puzza di burocratico. Indietro, uno, due. Pensa ai cultori del sesso estremo. Ogni volta cosa fanno, chiedono al partner ti va bene il bondage, posso un fisting light? Uno, due… al diavolo.”


In questa situazione e con la scusa di doversi difendere dai criminali, la cattiveria aumenta facendo cedere le basi democratiche del mandamento finché tutto rischia di crollare lentamente o quasi… come lo scoprirà il lettore.


Un ritratto assai spietato della nostra società, attenuato però dall’amore vero seppur raro e dalla leggerezza dell’ironia: molto efficaci le scelte dei nomi e i gruppi “Fusbuk” esilaranti.
Il contesto della società apparentemente perfetta mi ha fatto pensare a “The Village” di Shyamalan, ma qui le scene sono meno cupe anche se un certo nichilismo incombe. Insomma alla fine resta la domanda: esisterà mai l’uomo senza la violenza? Al lettore la (non) risposta.

F.E.

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Eve

E siccome
Mi credevi malata
Disfatta, dissennata


E siccome
Non hai sentito
Né capito


Allora io ho mangiato
E ho conosciuto.


F.E.

*Art by M.Sousli

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Autunno

Autunno è per i poeti
Viandanti ed eremiti
Autunno porta nella brezza
Più consapevolezza
Nell’animo mai mite


Non credere a chi parla
Di tristezza.


F.E.

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Entrando in mare

Non ricordavo niente
Del tuo amore
Soltanto alberi in fiore
Non ho perso niente
Del mio sole
Che mi faceva guarire
Sapeva curare
Il mio malumore


Hai scacciato sempre
Il mio dolore
E poi hai sorriso,
Entrando in mare.


F.E.

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Rompere i ghiacci

Devo stringere gli occhi
Per non sognarti
Per poi vederti
Devi scendere a patti
Per definirti
E poi innamorarti


Devo rompere i ghiacci.


F.E.

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Immenso Blu

Avulsa da tutto
Non vedi più niente
Soltanto la notte
La realtà che mente
Chiudi gli occhi di più
In un immenso blu.


F. E.

https://www.facebook.com/francescaerriuditucci

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Articolo di Roberto Maggi per “Come il giorno e la notte”

Ripropongo qui il bellissimo articolo di Roberto Maggi (poeta e scrittore) per “Come il giorno e la notte”

Seppur lontani dalle ambientazioni e dalle situazioni estreme di un film come Badlands, nel quale l’allora esordiente T. Malick fa confluire tutti i mali endemici di una società cruda e cinica, pure delle assonanze si possono ritrovare tra la pellicola nordamericana e questo brillante romanzo di F. Erriu, i cui personaggi, fatalmente destinati a una vita ai margini, agiscono sulla spinta di un impulso ribelle, guidati dagli istinti irrazionali di cui spontaneamente si nutre la rabbia giovane. Non solo per l’evidente similitudine della trama incentrata su giovani vite, pressoché adolescenziali, ma anche per alcuni leitmotiv che fanno da sottofondo alla narrazione: gli elementi di pericolo, l’aspetto della fuga, le suggestioni sonore.

D’accordo, nel caso del romanzo dobbiamo immaginare noi le scene e abbinarvi i brani, ma non è forse questa l’abilità dello scrittore, mostrarci lo svolgimento degli eventi come se proiettati su uno schermo?

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I Racconti di Tara * un anno fa

“Quando non c’era la luna quel luogo era molto scuro e solo le stelle illuminavano debolmente gli spazi aperti. Il silenzio era assoluto, se non per qualche verso di rapaci e fruscii tra gli alberi. Da qualche notte, le era sembrato di vedere degli occhi, dietro i cespugli, proprio vicino all’albero principale posto di fronte alla sua capanna, come un guardiano. Ma non erano i soliti occhi di animali che già conosceva. Sembrava un essere diverso.”

Da “Viaggio tra le vite. I Racconti di Tara” che compie un anno *__*

Grazie a tutti per le recensioni!

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