Bitch or Mermaid

mermaid man

 

A Mermaid,
Is just a mermaid
A bitch,
Is not so rich
As you can take and beat
A lover,
His game is over
When he gets that a bitch
Is the mermaid of his dream.
W/S

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Che mi riserva il mare

K dunst

Che mi riserva il mare
Le onde, il sale?
Che mi riserva il sole
I raggi, l’odore?
Che mi riserva il cuore
Come un lutto, aspettare.
W/S
(Ph. Kirsten Dunst)

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Transizioni 18.5.20 *Asmar-Vismar

central sun earth

 

Che cosa intendete quando parlate di “sistema”? Avete consapevolezza delle parole che usate? Pensate di dover contrastare qualcosa perché è fuori di voi, non fa parte di voi, o meglio voi non vorreste farne parte. E se invece tutto fosse già dentro di voi, parte di voi, quindi anche voi l’avete creato e non solo qualcun altro?
Perché pensate che buona parte di ciò che vivete sia “imposto”? Questo nasce dalla vostra insofferenza, dalla non accettazione totale della condizione umana. Questo nasce da una convinzione: sì, sono umano, ma solo in parte, sono molto meglio di così.
E se anche questo fosse “imposto”? Una credenza, una convinzione, per convincervi che non fate parte di un sistema. O meglio, di quel “sistema” che volete contrastare. Così una parte di voi si adatta, un’altra parte pensa di non volersi adattare. Ma anche questo porta a dividervi, alla scissione delle vostre stesse parti. Così ora allo stesso modo accade che vi convincete di essere privati di qualcosa (per esempio la libertà) per poi convincervi di averla riguadagnata. Ma non c’è entità esterna che fa questo, siete voi stessi che lo state facendo, come è nella vostra natura umana-stellare. E pensare di essere al di sopra di questo “gioco” e di capire voi più degli altri, non vi consente di andare avanti ma di restare fermi dove eravate.
Perciò fermatevi – ma fatelo veramente – e ripulite tutto il campo intorno a voi, perché nessun pensiero condizionante possa entrare. Siate dentro di voi, e non nel pensiero di qualcun altro. Solo così ci sentirete.
Vi infondiamo tanto coraggio.
(Sole Centrale- Asmar-Vismar 18.5.2020)

Tramite F.E.

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L’altro

pina bausch rope 2

 

Io ero per te l’amore
Tu eri per me dolore
Io ero per te l’assetto
Tu eri per me quel letto
Io ero per te pazienza
Tu eri per me l’assenza
Io ero per te me stessa
Tu eri per me soltanto –
L’altro.
W/S

(White Star Arts)

*Pina Bausch – Struggle

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Ti porto con me

black white

 

E ti porto con me
Qualunque cosa tu vedi
Non cercare un perché
Io ti porto con me
Qualunque cosa tu credi
Senza dubbi né se
Qualunque cosa tu chiedi
La porterò per te.
W/S
(White Star Arts)
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Mother

Mother child

 

Poi ti siedi
Ti arrovelli
Uno sguardo che cancelli
Poi ti alzi
Ti riprendi
Sono sempre i tuoi capelli
Di una madre
Di una vita
A cercare l’infinito.
W/S
(White Star Arts)
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Lara nel non-tempo *Il lago di Wannsee

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(seguito di I Racconti di Tara)

L’avevano chiamata Lya come la sorella di Thom. Aveva lasciato che accarezzassero il suo manto per poi nascondersi nuovamente tra gli alberi. Ogni giorno quando Lara scendeva, faceva la sua comparsa e lei la seguiva, fino a quando la perdeva di vista. In quei giorni strani fu per lei una vera compagnia. Tra le suonate al piano della padrona di casa e i ritorni di Thom, sempre più radi.
La situazione in Germania sembrava essere sempre più complicata, e lui non avrebbe potuto spostarsi spesso dalla base. Anche per non rischiare che lei e la madre non fossero al sicuro. Era meglio per loro restare lì a Wannsee, non avvicinarsi alla città se non fosse stato necessario.
“Il Comandante ti ha nominato l’altra sera, mentre eravamo in mensa. Non so perché, c’erano altre persone ed è venuto fuori quel giorno in quell’albergo, e il soldato Nikolas. Questa cosa non mi ha fatto dormire.”
“Perché?” cercò di tranquillizzarlo Lara. “Non potrà certo immaginare che sono qui…”
“Non lo so. Una volta un soldato che lo conosce bene ha detto che ha una specie di sesto senso…”
Non parlarono. Quella conversazione suonava come un addio, accompagnato dal pianoforte al piano di sotto.
E così abbracciarsi fu spontaneo, e stringersi, nella paura di non sapere quando si sarebbero rivisti. In quel momento, Lara capì che era troppo rischioso continuare a nascondersi lì. Non tanto per lei, quanto per lui e la madre. Ma non disse nulla. Per loro quella sera parlò il silenzio, degli sguardi e delle mani. Per loro bastarono i baci, e finire nuovamente su quel letto, per un incontro stavolta voluto, desiderato. E che non avrebbero scordato.
***
Il lago di Wannsee
Quel giorno arrivò. Dalla finestra, Lara aveva visto diverse camionette dirigersi verso le case più vicine al lago e poi fare diversi giri di perlustrazione. Le strade erano diventate improvvisamente deserte. Per la prima volta da quando era lì, la madre di Thom aveva interrotto la suonata al pianoforte. Capì di non avere più altra scelta. Al tramonto, quando la padrona di casa si era già ritirata nelle sue stanze e la cameriera era andata a dormire dalla madre anziana come ogni lunedì, Lara scrisse una lettera che lasciò piegata sul cuscino. Poi mise le sue poche cose in una borsa di stoffa e uscì silenziosamente dalla casa. Indossò un soprabito che era appartenuto alla sorella di Thom.
L’aria per fortuna era tiepida. Decise che sarebbe andata verso il lago per nascondersi in uno dei rifugi abbandonati in quella stagione, e verso l’alba avrebbe cercato un passaggio per spostarsi sull’altra sponda.
Richiuse il cancello a malincuore, triste per non essere riuscita a trovare Lya per un ultimo saluto. Fu davvero sorpresa quando, dopo aver svoltato alla traversa che portava verso il lago, sentito un frusciare strano alle sue spalle, si era voltata vedendo la piccola volpe dietro di lei. Cercò di fare in modo che tornasse indietro, verso la casa, ma la volpe continuava a seguirla. Così, pur non spiegandosi la scelta dell’animale, si rassegnò a farsi accompagnare da lei, grata per tanto inaspettato affetto.
Insieme si nascosero in una delle casette sul lago, attendendo l’alba.
***
Poco prima che facesse luce, nel dormiveglia ebbe come l’impressione che Lya si fosse mossa e fosse sgusciata fuori dal piccolo passaggio vicino alla porta di legno. Le parve anche di udire il suono di acque agitate. Aprì gli occhi e si avvicinò rapidamente alla finestra. Vide la sagoma della volpe avanzare verso l’acqua, andando incontro a un capretto, cosa che chiaramente destò lo stupore di Lara. C’era un’aria sospesa, le acque del lago si agitavano in maniera anomala, come le onde del mare, e a riva c’erano solo i due animali. Poco dopo però li raggiunse una figura umana, e man mano che il sole sorgeva Lara poté distinguere una donna dai capelli grigi. La donna cercava di impedire che il piccolo capretto finisse in acqua, ma nel tentativo di salvarlo cadeva in acqua anche lei. Lara aveva la sensazione di vedere un quadro, o una scena di un altro tempo, seguita subito dopo dalla sensazione di essere fortemente connessa a quella donna.
Poi li vedeva scomparire, la donna e il capretto, mentre le onde si facevano più alte e Lya andava avanti e indietro sulla battigia. Fu allora che si diresse verso la porta per uscire. E in quel momento riaprì gli occhi, vedendo Lya accanto a sé e rendendosi conto di aver soltanto avuto una visione.
***

(Testo di Francesca Enrew Erriu)

 

 

 

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Specchio nello Specchio

 

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Non lasciarlo andare
C’è qualcosa che devi trattenere
Ma le tue mani fanno scivolare
Non lasciarmi stare
Se non mi tieni sai posso cadere
– no, precipitare
E poi, diventare
– ciò che volevi dentro te vedere.
Specchio – nello specchio –
Di un altare.
W/S

(White Star Arts)

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Transizioni 3.5.20

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Vi ringraziamo per il vostro lavoro finora perché sta avvenendo un salto che viene suddiviso in varie fasi in quanto non sarebbe potuto avvenire tutto in una volta – e che, passaggio dopo passaggio, può avere l’apparenza di uno stillicidio che viene dosato perché sarebbe troppo forte in un solo momento. Anche se questo sembra pesante per voi state in realtà andando avanti anche quando pensate di essere ancora fermi e ancorati, c’è in realtà un progredire nel processo – questo inizia ad essere evidente dal 4, a distanza di un mese dal portale del 4.4.
Questa trasformazione sta continuando ad avvenire sul pianeta ma in maniera molto molto lenta perché non era possibile velocizzare, stante la capacità degli esseri umani in questo momento di sopportare questa fase. Questa lentezza è più che altro sul vostro piano perché in realtà sulle altre dimensioni alcune cose sono già avvenute che ancora devono avvenire nella vostra dimensione. Sappiamo che siete in grado di gestire questo. Sappiamo che c’è una sorta di forzatura della vostra pazienza, della vostra tolleranza, infatti sono accentuate le intolleranze e la sfiducia che fa esplodere delle situazioni che erano già presenti nella vostra società da diverso tempo. Se questo viene capito e integrato allora voi con la vostra luce e il nostro aiuto riuscirete a superare questa fase il più velocemente possibile. Ognuno troverà la soluzione dentro di sé attuandola a livello individuale e collettivo. A livello superiore è invece in gioco l’ego del potere che rallenta la risoluzione.
Il consiglio per tutti è di riprendere il contatto con la natura che per molti è stato finora “limitato”, soprattutto dove si trovano degli alberi per ritrovare una connessione con voi stessi e col pianeta coinvolto in questa esperienza quanto voi esseri individuali e collettivi. Così come avviene una sorta di reset a livello planetario avviene un piccolo reset per ognuno relativamente ai propri progetti di vita o per la vita lavorativa, sensazioni più o meno comuni a tutti gli esseri umani in questo momento, è una sensazione generale anche di distacco da alcune situazioni precedenti.
Ognuno si avvia a una nuova identità. Questo avviene anche per le stelle e i pianeti e per gli esseri stellari, anche noi coinvolti in un processo simile. È quindi normale questo grande movimento energetico che porta grande confusione da una parte e voglia di fermarsi dall’altra.
Noi continuiamo a lavorare con grande fiducia in voi e vi chiediamo altrettanto. Vi inviamo un grande abbraccio di luce blu elettrico e argento, un cerchio che ci unisce tutti, sempre.
Con amore.
(Beatrix e stellari – 3.5.20)

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Transizioni 27.4.20

 

cosmic

Abbiamo già parlato di pazienza portata al “limite” e questo molti lo stanno sperimentando ora. Questo finché non vedrete con chiarezza l’occasione che vi vien data di comprendere che nessun altro essere sta ponendo effettivi limiti di libertà di pensiero, di parola, di espressione – non più di quanto il vostro sistema già vi limitava. Potreste anzi essere molto più creativi di prima.

La libertà non è solo nel ‘fare’ come lo interpretate voi, ma soprattutto nell’essere.

Ricordate che ogni individuo va considerato nel collettivo. La manipolazione avviene (ed è avvenuta) quando l’ego prende il sopravvento ovvero l’individuo si ritiene superiore al collettivo e vuole pertanto detenere un potere su di esso (potere che spesso gli è stato conferito dai più).
Questa prova prosegue e noi vi accompagniamo.
Con amore.

(Beatrix e stellari – 27.4.20)

Tramite F.E

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