*Heroes* Berlino, 41 anni fa

 

 

Siamo nel maggio del 1977, le strade di Berlino sono ancora un po’ fredde. L’album capolavoro “Lust For Life” dell’amico Iggy Pop è completato. Bowie richiama agli studi Hansa i vecchi compagni di delirio (Brian Eno e Tony Visconti) a cui si aggiunge Robert Fripp dei King Crimson. Berlino era il centro di tutto quello che stava succedendo e succederà in Europa nei successivi anni. Ma questo avverrà poco dopo ma Bowie già lo sa e lì ci trascorre degli anni. E così girovagando e camuffandosi fra le strade di Berlino Ovest, la rockstar e celebrity mondiale David Bowie vive uno stato euforico totale per cercare quell’ispirazione e verve che solo i quartieri neri, devastati, isolati, turchi, freddi e sbarrati di Berlino potevano regalargli. Erano gli anni della Guerra Fredda, del Muro, era il desiderio dell’unione, della libertà, era il sogno di un uomo in cerca di sé stesso.
Bowie è ancora malato, ruba il tempo con il bere e la droga, dimentica la sua realtà vivendo nel sogno, rinchiuso in quello zoo che è il suo rifugio. A Berlino scrive ed incide probabilmente la più bella canzone rock di tutti i tempi.

“Heroes”
(pubblicata 41 anni fa)

Video OnYouTube

 

(di Marco Russo Bowie-ism)

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Flowers **

river flowers

 

Flowers

Del profumo dei fiori 
Non ne voglio sapere
Se li hai portati
Per un funerale

Ti posso soltanto il cuore lasciare
Ma non lacerare 
L’anima, gli occhi
Se solo li tocchi
La scossa è più forte
Ma non è ancora la morte. 

Posa quei fiori
Se proprio vuoi dire
Parole che no, 
Non pensavi di avere. 

(F.E.)

 

(Ph. River Phoenix in My own private Idaho)

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Not more than this,just b.a.p. (Non più di così) ** (my song)

 

eyes fire

Not more than this, just b.a.p. (beyond any pleasure)

Not more than this

just b.a.p. between you and me.

Beyond any pleasure

Don’t think, there’s no reason

The secret to hide

Of your most inner tide

 

You can tell it’s me

When I come, you see

Like a sort of steam

In a special dream

When you let me in

No disguise, no mask

It’s not our task.

 

Then I’ll fix my eyes

On some unknown place

And I’ll dig my hands

Where I find my way

No more than this, I say.

 

From nature strength we’ll steal

Flames from the fire

Waves from the sea

Earth from the mire

In the air we’ll live.

 

Take martyrdom from martyrs

Ecstasy from saints

Great pictures will re-paint.

 

We’ll touch wuthering heights

Not yours, not mine

We’ll take our time

To be the same rhyme.

(F.E.)

****

(traduzione)

Non più di così

È proprio oltre tra me e te

Oltre ogni piacere.

Non pensarci, non c’è motivo

di nascondere il segreto

dell’alta marea dentro di te.

Sai che sono io

Quando arrivo, mi vedi

In una specie di vapore

Dentro un sogno speciale

Se mi fai entrare,

nessuna finzione né maschera

a noi non servono.

Poi pianterò gli occhi

Su qualche punto sconosciuto

E affonderò le mani

Dove riuscirò ad arrivare

Non più di così, ti dico

Ruberemo la forza alla natura

Fiamme al fuoco

Onde al mare

Terra al fango

Nell’aria vivremo.

Prenderemo il martirio ai martiri

L’estasi ai santi

Ridipingeremo grandi quadri.

Toccheremo Cime Tempestose

Non sono tuo, non sei mia

Ci prenderemo solo il tempo

Per diventare un’unica rima.

(F.E.)

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Talking Tiles (Piastrelle parlanti) * My song*

angel

 

TALKING TILES

Talking tiles
Tell me you’ve gone
Talking walls
Tell me you’ll find
You’ll find your way
To the central ray.

Talking tapestries
Say you’ve been brave
Talking stones
Say don’t be afraid
Just fly your way
To the gentle rain

No dismay
You’re water and snow
My pace is your own.
(F.E.)
(Traduzione)

PIASTRELLE PARLANTI

Le piastrelle parlanti
Dicono che sei andato via
I muri parlanti
Dicono che troverai la strada
La strada verso il raggio centrale

Gli arazzi parlanti
Dicono che hai avuto coraggio
Le pietre parlanti
Dicono di non avere paura
Perché volerai
Fino alla dolce pioggia.

Nessuno sgomento.
Tu sei acqua e neve
Il mio passo è anche il tuo.
(F.E)

***

Immagine: David Bowie

(to Michele)

 

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Song- After – Death ** (my song)

spirit

 

SONG –AFTER-DEATH

No space for hell, dear

Just after-death tears

No place of joy

No time for pain

I’m going to sway

In my little reign

 

Flowers in my room

Wallpapers out of blue

Dreaming of the moon

Got a chance to love too?

Tell me it’s true.

 

You’ve got a fancy dress

What’s your mind trying to guess?

Think to come back

Without any sense

 

My future is here

So terribly real

Future self of myself

Come back with no fear

I’ll love you the same

If you swear to remain.

(F.E.)

 

TRADUZIONE

Non c’è spazio per l’inferno, cari
Solo per le lacrime post mortem
Non è un luogo di gioia
Non c’è tempo per il dolore
Resterò ad oscillare
Nel mio piccolo regno

Fiori nella mia stanza
Carta da parati dal nulla
Sognando la luna
Sarà possibile amare anche per me?
Dimmi che è così.

Indossi un bell’abito
Che cosa cerchi di capire?
Pensi di tornare?
Non ha alcun senso.

Il mio futuro è qui
Terribilmente reale
Il sé futuro di me stesso
Torna senza timore
Ti amerò lo stesso
Se giuri di restare.

(F.E.)

 

(To D.B.)

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Sonetto perfetto (per chi non trova le parole) **

breakfast on pluto fiori

 

Non vedi amore mio che alla frutta sono io.

Tu non ti preoccupare, il dessert potrai saltare

E in tal modo digerire

Elaborare, compensare.

 

Non vedi amore mio che una donna non son io.

Tu non ti preoccupare, il dessert potrai ordinare

E in tal modo ritornare al tuo sesso originale.

 

Non vedi amore mio che una scelta ho fatto io.

Tu non ti preoccupare,  il dessert potrò assaggiare

Quando ne avrò voglia e fame.

E se poi ho sbagliato letto, chiedo scusa ma “nessuno è perfetto”. 

 

(F.E.)

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Verranno a chiederti del vostro amore **

Verranno a chiederti del vostro amore

uomodonna1

Ci sono rose che sotto il vento più forte non si piegano neanche un po’. Ci sono robusti alberi che vedono spezzarsi i loro rami al minimo soffio. Allora tu dal tuo tempo mi dirai: forse è questa la differenza tra maschile e femminile? Questa forza non mostrata, quella fragilità apparente? Il coraggio? L’amare?

No, ti direi io. Non cercare differenze o apparenze. Cerca ciò che è.

Perché noi siamo. Siamo un’unica essenza di maschile e femminile, così siamo nati quando intorno altro non c’erano che stelle. Quando esseri incorporei viaggiavano tra i tempi, finché è stato deciso di avere un corpo. E allora non c’è stata scelta. Né maschile né femminile, ma entrambi. Non sapevamo distinzioni e dualità. Luce e buio per noi coesistevano e si amavano. Chi siamo noi per stabilire cosa è meglio? Per decretare una ‘priorità’. Quanto piace questo termine. Ma non ha senso, come molti altri che usate nel vostro tempo.

Questo ti dico perché l’ho provato, e anche tu l’hai provato, e anche tutti gli altri, ma poi man mano avete creato in voi la divisione. Qualcuno ha detto “ognuno uccide la cosa che ama”… ed è vero, perché uccidiamo ciò che più amiamo in noi stessi. Rinunciamo a quella parte di noi, fino a non riconoscerla più. Ed ecco che il maschile non riconosce il femminile e viceversa. Ed ecco che si spiega tutto con l’incompatibilità. Come può essere incompatibile ciò che ti appartiene? Ciò che tu stesso hai conosciuto dentro di te?

E per questo uccidi la cosa che ami. Perché la senti tua fin nella profondo, ma non la riconosci. E cerchi al di fuori ciò che non è fuori. Ed ora prova a guardare un albero in fiore e dimmi: è più forte il ramo o è più bello il fiore?

(di Francesca Enrew Erriu)
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L’alfabeto delle Stelle * David Bowie *Black Star*

 

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Da tempo volevo rendere il mio (modestissimo) omaggio al grande artista David Bowie (pseudonimo di David Robert Jones) e alle sue varie personalità. Non sapevo però da dove cominciare, talmente vasto è stato il suo contributo in ambito musicale e non solo.

Ora finalmente so da dove cominciare: dalla fine, ovvero dall’ultima opera che ha realizzato prima di andarsene il 10 gennaio 2016:  l’album Black Star – praticamente un saluto, “una profezia”, a detta di Mike Garson – che contiene però oltre la musica anche un’altra idea: un alfabeto fatto di stelle. E con un alfabeto, che ci fa pensare a qualcosa che inizia, Bowie ci lascia, come dicendoci allo stesso tempo addio ma anche che tutto può ricominciare daccapo. Creando questo alfabeto, sceglie di  non vincolarlo a copyright proprio perché i suoi fan lo possano utilizzare senza scopo di lucro. Un generoso testamento per l’umanità. Un modo per lasciare il segno forse – lui che di segni ne avrebbe comunque lasciati tantissimi – a discapito della sua paura di morire senza riuscire a fare cose importanti.

《Be strong and follow your own convictions. You can’t assume there is a lot of time to do what you like. This is what David Bowie is afraid of: that he will die before he gets a chance to make a real strong contribution.》(Marc Bolan)

 

ALFABETO BLACK STAR

 

Sulla sua discografia immensa tanto è stato detto e verrà detto da persone più competenti, così come sulla sua figura trasgressiva e innovativa, l’amicizia con Iggy Pop e Lou Reed, la sensualità mai volgare, l’eleganza nella stravaganza. Il gesto irriverente con il chitarrista e amico Mick Ronson sul palco, l’ambiguità dei ruoli giocata con Tilda Swinton nel pezzo The stars are out tonight.

“Ha aperto la strada della liberazione sessuale”, sostiene il coreografo e ballerino Lindsay Kemp, che conobbe Bowie negli anni settanta. (vedi Nota)

Senza tralasciare la vastità dei suoi interessi, la passione per astrologia e occulto, il desiderio, poi abbandonato, di unirsi ai monaci tibetani. In certi ambiti arrivò all’ossessione, alla controversia tipica di molte figure geniali. Ma questo è stato già approfondito. Ciò che invece mi colpisce maggiormente, è il suo rapporto con altri mondi, il suo legame con le stelle, la ricerca di infinito. E in quest’ottica non sembra affatto un caso che il suo esordio cinematografico (1976) sia stato proprio nel film L’uomo che cadde sulla terra, dove interpretava un alieno in visita sulla Terra.

 

“C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo

Vorrebbe venire e incontrarci

Ma pensa che potrebbe impressionarci

C’è un uomo delle stelle che attende in cielo

Ci ha detto di non distruggerlo

Perché lui sa che ne vale la pena” (Starman)

 

 

Tanti i documentari realizzati sulla sua carriera artistica e sulla sua vita privata. Ultimamente sono rimasta particolarmente colpita da BowieNext – Nascita di una Galassia, una produzione ideata e realizzata dalla giornalista Rai Rita Rocca, frutto di una grande passione. Il documentario, ricco di interviste e opere d’arte, è disponibile online su Raiplay.

Alcune immagini di opere realizzate da artisti di tutto il mondo, presenti nel documentario:

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Quasi impossibile scegliere tra le innumerevoli canzoni indimenticabili, ma qui vorrei omaggiare Wild is the wind (ripresa dalla versione di Nina Simone) che per me lascia un’impronta particolare, nella sua interpretazione quasi attoriale, nel magnetismo della voce unica: è come un ospite non invitato a cui però apri subito la porta di casa tua. Irresistibile, come il vampiro di Miriam si sveglia a mezzanotte.

 

 

My Tribute

You like a Star

River and sun

You like a fire

Flames in your heart.

Everything comes back

Just from the start

Since you played guitar

With the Spiders from Mars.

And we felt like Heroes

Watching the skies

For a Starman to fall

Or a Rock’n’roll suicide.

And if you’re not alone

Boy, remember the Fame

‘cause Wild is the Wind

For lovers no shame

If they’re lost in the Space.

And now like a Star

Very shiny Black Star.  

(F.E.)

 

Nota:

A soli due giorni dalla pubblicazione di questo articolo, il grande artista Lindsay Kemp ci ha improvvisamente lasciato all’età di 80 anni. Andava ancora in scena, e nessuno potrà dimenticare il suo contributo come coreografo e performer; maestro di Bowie e tanti altri artisti. Gli auguro di rincontrarsi tra le stelle.

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Nell’Arte ** You Art

 

 

Nell’arte vivrete
Con l’arte ve ne andrete
E’ tutto ciò che avete
Dentro di voi portate
il più forte segno
del vostro essere umani.
E così restate.

You Art

 

(F.E.)

 

 

Musika: Yann Tiersen – Porz Goret Akrobatak: Tarek Rammo & Kami-Lynne Bruin

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Passando tra le foglie ***

pan

E se passando tra le foglie

ponessi il dito tra le maglie 

di un sole pallido ed inerme

Mettessi gli occhi sulle rocce

Sfiorassi l’acqua con le guance

Ed io quel sole guarderei

le rocce abiterei

il fiume diverrei.

Se tu passassi tra le foglie.

 

F.E.

 

*immagine web Dio Pan*

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