La Ballata del tuo Dio *The Ballad of your God* (my song)

 

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*The Ballad of your God*

 

And you always felt cold

So you showered in insults and words

Knowing that warmth

Cannot come from words

But coldness from lips may be blown.

If hands spare on love

You come in pain to the sales

Too much discount you have made

On the percentage.

If your soul is under the rate

You owe it to the clearance sales.

 

You’ll be your own only God

Before you

You can’t see anything but “me”

And you’ll say your name

But in vain.

Nothing remains.

 

World is falling apart

But immortals we are

And won’t give a fuck.

Ashes will be scattered

But your life is in your art.

 

I’ll give you cigarettes of gold

They won’t hurt you at all

You see you can count on me

But don’t count too much

If you don’t want

In a sleep to fall…

Shhh.

(F.E.)

 

(traduzione)

La Ballata del tuo Dio

E sentivi sempre freddo

Così ti coprivi di insulti

Sapendo che il calore

Non arriva dalle parole

Ma il gelo sì, dalle labbra può soffiare.

Se le mani risparmiano sull’amore

Ai saldi poi ci arrivi con dolore

Hai fatto troppi sconti in percentuale.

Se la tua anima è al ribasso,

lo devi alla svendita totale.

 

Sarai tu il tuo unico Dio

all’infuori di te

Non vedi altro che Io

E pronuncerai il tuo nome, ma invano:

l’oblio.

 

Il mondo va in frantumi

Ma noi siamo immortali

Per questo non ci importa.

Le ceneri si spargeranno

Ma tutte le tue vite

nella tua Arte resteranno.

 

Ti offrirò sigarette d’oro

Che non ti fanno male

Vedi che su di me tu puoi contare.

Ma non contare troppo,

se non ti vuoi addormentare…

Shhh.

(F.E.)

my song

 

Immagine: Diana League of Legends

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*Samhain* Al di là dei sogni

 

sogni

 

*Samhain* 

Non sarei mai dovuta venire

Al tuo capezzale all’imbrunire

Senza nemmeno avvisare

E segnare l’ora solare

Il tempo per me non ha niente da dire

Ma capisco che tu, sei vicino alla fine

E avresti voluto almeno parlare

Beh, non c’è tempo

Che possa lenire

Questo incessante cupo malore

E così passano le ore

Ma non passa l’amore.

(F.E.)

 

Immagine: Film Al di là dei sogni

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Outside Parts * (my song)

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Outside Parts (my song)

 

I know you feel outside

Parts of yourself

Are just going outside

Like coming back to some place

So don’t be afraid

Remembering the pain

‘Cause it’s a beautiful part of you

 

You lived something so real

It’s once in a life

Hidden in strife

In mysterious time

Don’t be afraid

To feel outside.

(F.E.)

***

(traduzione) Parti fuori

 

So che ti senti fuori

Parti di te stanno uscendo fuori

Ritornano in qualche luogo

Quindi non aver paura

Nel ricordare il dolore

Perché è una parte bella di te

 

Hai vissuto qualcosa di reale

Succede una volta nella vita

Nascosto nella lotta

In un tempo misterioso

Non avere paura

Di sentirti fuori.

(F.E.)

 

(Immagine: Bansky)

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You kill me straight on* (my song)

 

bang bang

 

*You kill me straight on*

 

I’ve cancelled everything.

Everything I had to do,

I’ve cancelled.

Everything I had to think,

I’ve removed.

‘Cause nothing was left but myself.

One day I grew up

It was all of a sudden

Then I woke up

In a paradise garden

Cedars and flowers, sticks like thin cigars

And the sea in her hair, seemed like coral reef.

 

You, liquid being

You touch the stones

You caress the bones

And you kill me straight on

You bring your fury and your martyrdom

But you just kill me straight on.

(F.E.)

 

(traduzione)

*Fai strage di me*

 

L’ho disdetto

Tutto quello che dovevo fare

L’ho disdetto

Tutto quello che dovevo pensare

L’ho rimosso

Perché non mi restava altro che me stesso

Sono cresciuto in un sol giorno, all’improvviso

Mi son svegliato in un giardino, un paradiso

Cedri e fiori, bastoni, rami fini come sigari

Ed il mare l’aveva nei capelli

E sapeva di coralli.

 

Liquido essere tu sei,

Tocchi le pietre

Accarezzi le ossa

E fai strage di me

Porti con te, il tuo delirio

Il tuo martirio

Ma fai solo strage di me.

(F.E.)

 

Immagine (Web): Nancy Sinatra

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**DUET**

white fire

 

**DUET**

 

Sei come roccia, lo vedo

Ma il tuo cuore non è pietra

Pietra liscia, levigata, la tua faccia bagnata

Hai pelle di serpente

Ti trasformi, continuamente.

 

Io prediligo me stesso

Al di là di ogni amplesso

Perché quello che sento

Non è oro né argento

Ciò che conta è l’olfatto

Oltre al semplice tatto

Fuoco bianco che scorre

Acqua rossa che scalda

Lo so, sono complesso

Mi dispiace davvero,

di essere avvolto nel mistero

di quella parte sottile

che ti vuole scoprire

Ma non mi faccio intrappolare

Dalle lacrime più amare.

 

Non c’è arte né affanno

Certi prendono altri danno

Per poi perdere il contatto

Quando il letto è disfatto

 

Mi diverto, lo ammetto

Ma credimi, mi sento perso

Tante cose so essere,

Mille uomini e nessuno

Ma se mi togli la maschera

Sarò soltanto uno.

 

(F.E.)

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Tara

Klimt Freya

 

Tara

Oggi non ce la faccio ad esser me.

È un inutile bagliore – che dico

Semplice splendore

Dei tuoi occhi

Cosa vuoi che sian quei tocchi

Leggeri ma decisi sui tuoi fianchi

Le mani hanno reciso

Senza pianti

Le foglie poi cadranno sul tuo viso

Non ti sarà d’aiuto il suo sorriso.

Bacia la rima, incatenata incanta.

È così, è deciso.

 

(F.E.) 17.10.18

Immagine: Freya’s Tears

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Underwater Revival

 

mermaid underwater piano

 

Lo sapevo. Che sarebbe finita lo sapevo. Un colpo troppo forte. Immersi nell’acqua ci muovevamo in silenzio. Corpi alla ricerca di un appiglio che non c’era. Poi uno ad uno si fermavano, e smettevano di cercare. Qualcuno si abbracciava, prima, o si prendeva la mano, come se servisse. Fluttuanti incertezze intorno a noi, dubbi e domande, che man mano svanivano. A un certo punto eravamo certi.

Che fosse finita per tutti, per la nostra terra, per la nostra misera nave che ci accompagnava giù. Poi le acque ci riportavano su e poi di nuovo l’abisso. Sirene e delfini in lontananza. La salvezza? O il miraggio di una vita passata? Ed ecco l’oblio, nell’acqua senza tempo. Nell’infinito-eternità del cuore. E dopo, il viaggio.
Lo sapevo. Che tutto ricomincia, lo sapevo.

 

(F.E.)

 

ph. The musician – Atlas Obscura

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Immortals * Nosferatu e altri immortali

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“Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l’oscurità e le ombre, dove posso essere solo con i miei pensieri. (…) Il tempo è un abisso, profondo come lunghe e infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose”

(Nosferatu, Herzog, 1978)

Ecco qual è la sorte di chi nasce “condannato senza nessuna colpa ad una vita perenne su questo mondo”. Anche Gulliver, quando è portato al cospetto degli esseri immortali, rimane a dir poco sorpreso nel notare che essi non mostrano interesse per nulla, e il fatto di sapere che il visitatore ha visto tanti luoghi non suscita in loro la benché minima curiosità. La loro visione non è piacevole, infatti “un che di spettrale, veramente indescrivibile, si impossessa di loro aumentando con gli anni” . Come dei non morti, si aggirano spettrali desiderando la morte, portandosi appresso tutto il peso e la bruttura della vecchiaia alle sue estreme conseguenze.

Il desiderio di immortalità è un’ansia di potere, è un voler sbeffeggiare la morte e contrastare il destino umano. È andare contro il volere divino. Ma ribellarsi contro il volere divino, come dimostra il mito di Prometeo , implica tragiche conseguenze. Se per combattere la morte lo scienziato Victor Frankenstein infonderà la vita ad una creatura forgiata da ciò che rimane di vari cadaveri umani, troppo tardi egli si renderà conto di aver fatto nascere un essere mostruoso, infelice perché consapevole della propria condizione; un mostro fin troppo umano che chiede soltanto di non essere lasciato solo; un Narciso al rovescio che si strugge nella scoperta della propria immagine riflessa: “how I was terrified when I viewed myself in a transparent pool!” (“rimasi terrorizzato nel vedere me stesso nell’acqua trasparente”).

 

nosferatu isabelle

 

(testo di Francesca E.)

Immagini: Nosferatu di Herzog

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*ORIOS* (my song)

love blu

 

*ORIOS*

When sun’s going down

You stumble across me

From an old town

With scars on your hands

Words ready to steal

“Don’t forget here your wings”.

At the turning-point, you just started to live.

 

You know the opposite of me

In a mirror I’ll see

All the spiritual greed

That doesn’t belong to me.

Then we tried to be equals and tied

Did not want to be said

What to do, where to stay

We learned to go and to ride.

 

And then we left

For the Berlin unrest

Those days strange enough

Didn’t seem to be tough

We just missed the point

and forgot our fate,

Our only disgrace.

 

I didn’t want to, didn’t look for

But it’s too high to be told.

We were just writing the spleen

For the future to be.

I like that part of me

That I don’t really know

That I keep in the dark

To show the other parts

But you can see that instead

It’s a shock in the head.

(F.E.)

(traduzione)

Quando il sole scende

Ti incontro per caso

Da un vecchio paese

Hai segni sulle mani

Sei pronto a rubare parole

“Non scordare qui le tue ali”.

Al punto di non-ritorno, hai cominciato a vivere.

 

Conosci il contrario di me

In uno specchio vedrò

Tutta l’avidità spirituale

Che non mi appartiene.

 

Poi abbiamo cercato di essere uguali e uniti

Non volevamo farci dire

Cosa fare, dove stare

Abbiamo imparato ad andare

E cavalcare.

 

E quindi siamo partiti

Nel trambusto di Berlino

Quei giorni così strani

Non ci sembravano tanto duri

Abbiamo solo perso di vista

E scordato il nostro destino.

Nostra sola sfortuna.

 

Questo io non volevo

Questo io non cercavo

Ma è troppo alto per spiegarlo.

Stavamo scrivendo lo spleen

Per quello che doveva essere il futuro.

 

Mi piace quella parte di me

Che un po’ ignoro

Che tengo all’oscuro

Per mostrare altri lati di me.

Ma tu invece sì che la vedi…

Ed è un colpo alla testa.

(F.E.)

 

 

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A golden being (A-dorata presenza) ** (my song)

 

eyes

 

A golden being (A-dorata presenza)

 

When I saw you first time

Like the grass and the flowers

Or the wind going by

In a marvelous place

Not a place, but a state

A state full of stars

Forgot all your scars

A vortex, a gathering, of nothing, of everything

That’s why I saw you

And didn’t see you at all

Maybe I felt you, and heard you

Even in your silence shelter

Then I understood:

That empty you feel, in others’ words seem to fill

It’s some kind of food.

 

When I saw you first time

My Soul, everything had already gone.

My blindness I know

Like Tiresias in the Waste Land show

Then I’ll see you first time,

It will be my goodbye.

(F.E.)

 

(traduzione)

Quando ti ho vista la prima volta

Come l’erba e i fiori

O il vento che passa

In un luogo stupendo

Non un luogo, uno stato

Uno stato pieno di stelle

Che ti fa scordare le ferite

Un vortice, un insieme, di tutto, di niente

E infatti ti ho vista ma non ti ho vista

Forse ti ho sentita e udita

Persino nel tuo rifugio di silenzio

E allora ho compreso:

quel vuoto che sentiamo, con le parole degli altri

in apparenza lo riempiamo

È come un nutrimento.

 

Quando ti ho vista la prima volta

mia Anima, tutto era già finito

So di essere cieco

Come Tiresia nella sua Terra desolata

E così ti vedrò la prima volta

E quello sarà il mio addio.

(F.E.)

 

 

 

*immagine dal film Apri gli occhi*

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