
Se sorridi.
Pensi che sparirò
Solo perché lo vorrai?
No questo non basta,
A cancellare la mia luce in te.
(F. E.)
*Winter*

SONG –AFTER-DEATH
No space for hell, dear
Just after-death tears
No place of joy
No time for pain
I’m going to sway
In my little reign
Flowers in my room
Wallpapers out of blue
Dreaming of the moon
Got a chance to love too?
Tell me it’s true.
You’ve got a fancy dress
What’s your mind trying to guess?
Think to come back
Without any sense
My future is here
So terribly real
Future self of myself
Come back with no fear
I’ll love you the same
If you swear to remain.
(F.E.)
TRADUZIONE
Non c’è spazio per l’inferno, cari
Solo per le lacrime post mortem
Non è un luogo di gioia
Non c’è tempo per il dolore
Resterò ad oscillare
Nel mio piccolo regno
Fiori nella mia stanza
Carta da parati dal nulla
Sognando la luna
Sarà possibile amare anche per me?
Dimmi che è così.
Indossi un bell’abito
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(sul romanzo Dracula di Stoker)
Il tema della morte legato all’acqua ricorre nel romanzo soprattutto nelle parole con cui Lucy Westenra, prima reale vittima di Dracula, descrive le sensazioni vissute dopo gli attacchi del vampiro. Nel diario in cui riporta il resoconto delle sue notti insonni, la giovane amica di Mina, ormai prossima alla fine, si paragona ad “Ophelia in the play, with ‘virgin crants and maiden strewments’”[1], riportandoci alla mente un’altra giovane che, confusa dalla follia dell’amato Amleto, precipitata anch’ella nel baratro della pazzia, si lascerà cadere nel fiume ed annegare, giacendo sull’acqua “like a creature native and indued unto that element”[2], come una creatura che facesse parte di quell’elemento. Non a caso le parole riportate da Stoker nel diario di Lucy sono quelle pronunciate dal Prete al funerale di Ophelia (atto V, sc.I) in riferimento al fatto che, essendosi la giovane procurata la morte, non è consentito celebrare per lei il solito rituale. Per la sua anima non c’è dunque salvezza, così come non ce n’è per quella di Lucy dopo questa ‘prima’ morte che determina il suo passaggio a vampira, non alla morte vera e propria che le verrà invece assicurata solo dopo l’intervento degli uomini che l’hanno amata.
In altri punti ancora Lucy riferisce sensazioni molto vicine a quelle dell’annegamento, sempre in relazione alle sue esperienze di sonnambulismo durante le quali verrà attaccata da Dracula. Dopo la terribile notte di tempesta che la giovane, sensibile agli eventi naturali, passerà insonne, ella racconta all’amica di essersi sentita come “sinking into deep green water, and there was a singing in my ears as I have heard there is to drowning men”[3]. La sensazione dell’affondare, dell’ essere immersi nell’acqua sino a perdere coscienza di se stessi e del mondo, è pertanto molto vicina a quella del sonnambulismo: un fluttuare in uno stato di semincoscienza o di trance, un galleggiare in una dimensione onirico-surreale in cui non ci si rende conto se si sogna o meno, se noi stessi viviamo quelle emozioni o un altro da noi. Riferendosi a quella stessa notte, Lucy racconta anche di aver percepito la propria anima uscire dal corpo e “float about the air”[4], come uno sdoppiamento di personalità con la propria anima sospesa e indipendente da noi. Anche il Vecchio Marinaio della ballata di Coleridge, vedendo incredulo alzarsi dai corpi dei compagni le loro anime per poi agire come dotate di vita propria, non saprà più se è vivo o morto.
Più tardi, quando Lucy si sentirà meglio grazie alle trasfusioni di sangue, descriverà quella sensazione di sollievo come “the rising back to life as a diver coming up through a great press of water”[5], il riemergere quindi dallo stato di semincoscienza, in cui si vive qualcosa con la consapevolezza di dover restare e di voler andare, provando paura e attrazione insieme. Questa la sensazione che riesce a provocare il vampiro sulle vittime; esse non riusciranno più a fare a meno di sentirsi legate, spellbound, non tanto a lui come persona, quanto a questa percezione di stordimento misto ad un immenso, sconosciuto piacere.
Come osserva Punter, “ogni volta che Dracula colpisce diventa più difficile per la sua vittima ritornare alla normalità”[6].
[1] B.Stoker, 1994, p.161
[2] W.Shakespeare, Amleto, BUR, 1993, p.238 (Atto IV, sc. VII)
[3] Stoker, 1994, p.121. Per l’analisi dell’avventura notturna di Lucy si veda anche il paragrafo sul personaggio nel capitolo Le Creature di Dracula.
[4] Stoker, 1994, p.121
[5] Stoker, 1994, p.164
[6] David Punter, Storia della letteratura del terrore, Roma, Editori Riuniti,1997, p.234
(Testo di Francesca Enrew Erriu
Studio “The road through death”)
*Painting.Drowning woman)

Da dicembre 2018 disponibile online e nelle librerie BowieNext (Arcana Editore), libro unico in quanto raccoglie interviste, testimonianze e ricordi di esperti e fan italiani. Tra i testi, presente anche il mio contributo: “All you can Bowie”, accompagnato dal ritratto realizzato da Agnese Perra.
Questo libro è la continuazione del progetto artistico che ha visto nascere il docu-film BowieNext (disponibile su RaiPlay), ideato e realizzato da Rita Rocca.
Dalla prefazione:
Ma ci ha davvero lasciati David Bowie? Non si direbbe, dando un’occhiata a tutte le iniziative sorte intorno al suo nome e alla sua opera dal 10 gennaio 2016. Anche l’Italia ha dato il suo contributo con il film “Bowienext” di Rita Rocca andato in onda il 13 giugno 2018 su Rai 5, e in versione streaming sul sito di Rai Play. Si è trattato di un labour of love della regista, che usando il web e i social network ha chiesto ai fan di tutto il mondo di mandare dei contributi video (cortometraggi, animazioni, testimonianze di vita, spettacoli teatrali, performance, brani originali dedicati all’artista). Nato come progetto indipendente dal respiro internazionale, nel corso di due anni di lavorazione “Bowienext” si è arricchito anche di interviste a musicisti/artisti che hanno lavorato o che hanno conosciuto David Bowie, e critici musicali che ne hanno approfondito l’opera. Questo volume, oltre a essere un “companion piece” di “Bowienext”, mira a presentare un panorama più completo, includendo spezzoni di interviste, immagini, testi di canzoni, poesie e racconti che per ragioni di tempo e di opportunità non è stato possibile inserire all’interno del film. Il libro è anch’esso, come il suo “compagno”, una sorta di cutup e ci si augura che sia ugualmente – sebbene diversamente godibile.
Gli autori:
Rita Rocca
Giornalista Rai, regista/film-maker. Inviata dei talk show politici Porta a Porta di Bruno Vespa e Ballarò di Giovanni Floris e del quotidiano Vita in diretta con Michele Cucuzza. Autrice di serie di documentari per Rai Educational Pianeta Energia. Documentarista per i programmi Rai 3 C’era una volta e Scala Mercalli. Come film-maker ha realizzato il corto su Chiesa e pedofilia La Valigetta (Premio 60 secondi) e la fiction future Eu-daymonia (Science Fiction Festival di Trieste). Nel 2016 ha vinto il Premio Letterario Alfredino Rampi con il racconto Io posso volare. È attualmente conduttrice radiofonica e giornalista del GRRai.
Francesco Donadio
Ricercatore e scrittore, già autore di testi radiofonici per ADN Kronos e Rai Isoradio, collabora stabilmente da diversi anni con le testate musicali Classic Rock Italia e Vinile ed è caporedattore della testata «Extra! Music Magazine» (www.xtm.it), da lui stesso ideata. Ha pubblicato diversi libri su tematiche musicali, tra cui i saggi Teddy-boys Rockettari e Cyberpunk (Editori Riuniti, 1996), Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia (Arcana, 2011), David Bowie. Fantastic Voyage. Testi commentati (Arcana, 2013) e David Bowie. L’arte di scomparire (Arcana, 2017).
Link sito Arcana:
(Di Francesca Erriu Enrew)
You, like a Star
River and sun.
You, like a fire
Flames in your heart.
Everything comes back
Just from the start.
When you played guitar
With the Spiders from Mars.
And we felt like Heroes
Watching the skies
For a Starman to fall
Or a Rock’n’roll suicide.
And if you’re not alone
Boy, remember the Fame
‘cause Wild is the Wind,
For lovers no shame
If they’re lost in the Space.
And now like a Star
Very shiny Black Star.
(F.E.)

Siamo tutti esseri senza tempo.
Ognuno di noi è in triplice parte (tre parti fondamentali, e altre minori e più rarefatte):
una parte densa – in corpo fisico o meno –
una parte molto rarefatta – in galassie superiori –
una parte che è una via di mezzo, cioè presente in una dimensione da cui può essere visibile/percettibile ma non tangibile.
Ognuno di noi vive, agisce, pensa su questi tre livelli.
Per questo vi potete sentire “fuori di voi”.
Si vive perciò costantemente una deframmentazione del corpo fisico in quanto vi dividete sul livello fisico, mentale, emozionale con spostamenti a volte su uno o sull’altro e repentini da una dimensione a un’altra e in vari tempi e luoghi. E frammentate voi stessi per ripercorrere i vostri ricordi (quelli che voi pensate siano passato).
È come se il corpo venisse disintegrato e dissolto. Ognuno di voi deve quindi ristabilizzarsi e riportare questi frammenti, come un mosaico che si ricompone.
Carissimi, vi ricordiamo che i nostri messaggi giungono solo con Amore. Anche quando esprimiamo la più dura verità – perché siete pronti a sentirla – non c’è nelle nostre parole giudizio o risentimento, in quanto questi non fanno parte della nostra vibrazione.
A questo fraintendimento può portare la modalità di ricezione, come viene da voi codificato il nostro messaggio, soprattutto quando chi riceve è nel piano mentale.
Per questo più che le parole, conta il sentire.
Noi vi sentiamo.
(canalizzazione di F.E con M.Z. e AK di novembre 2018 – Fratelli di Sirio)
ELT writer, presenter, teacher & trainer
Vivo e scrivo sulla splendida isola d'Ischia
Il mio mondo..tra parole e sogni..